VENIRE PER NATALE
Cari Ron ed Hermione:
Grazie mille per il regalo di Natale! Sì, l'ho aperto prima, ma sapete come sono riguardo ai regali di Natale. Comunque, le candele sono semplicemente bellissime. Fanno proprio una bella figura nello studio di Severus, e sono sicuro che gli piaceranno come piacciono a me. Sarà a casa per le vacanza di Natale per due giorni, dopo che avrà sistemato alcune cose ad Hogwarts. Non posso aspettare di rivederlo. Mi è mancato molto...
Non diteglielo, ma ho aperto prima anche uno dei suoi regali per me, una DettoPenna. Anzi,l a sto usando proprio ora per scrivervi questa lettera. E' meravigliosa. Tutto quello che devo fare è parlare e lei scrive tutto quello che dico. Dovrebbe tornarmi utile al lavoro. Ho già imparato che dovrò fare attenzione, però. Ieri l'ho accidentalmente lasciata correre dopo che avevo scritto a Sirius e lei ha registrato ogni suono che ho prodotto durante il giorno. E' stato buffo rileggere tutto stamattina. Non avevo mai realizzato quanto parlassi a me stesso, fino a quando non l'ho visto scritto sulla carta.
Mi chiedevo se voi due avete da fare per Natale? Sennò Severus ed io saremmo felici di avervi ospiti per qualche giorno. Il nostro nuovo appartamento sta prendendo forma. E' piccolo, ma confortevole e credo che Severus sarà contento di assentarsi da Hogwarts nei week-end.
Tutto quello di cui abbiamo bisogno è il sigillo di approvazione dei Weasley e poi ci sentiremo davvero a casa!
Fatemi sapere,ok?
Spero di vedervi, allora...
"Con affetto, Harry."
Harry sospirò, mentre la penna scarabocchiava obbediente le parole finali sulla pergamena che aveva davanti. Era molto stanco. Aveva dovuto lavorare come un cane per i giorni passati, cercando di sistemare l'appartamento in tempo per il ritorno di Severus. Si tolse gli occhiali e li poggiò sul tavolo, sfregandosi gli occhi noiosamente. Ancora una lettera da scrivere e poi aveva programmato di andare a letto presto per un riposino.
Improvvisamente, la maniglia della porta iniziò a far rumore. Lasciando gli occhiali sul tavolo, Harry saltò in piedi mentre la porta s'apriva e un'alta figura vestita di nero entrava nella stanza.
"Severus!", urlò Harry felice, dimenticandosi della stanchezza mentre attraversava la stanza in tre passi e lanciandosi fra le braccia del suo amante. "Sei tornato presto!".
"Sì, Harry", confermò Piton, tenendo il mago più giovane contro il petto, in un stretto abbraccio. "Albus ha avuto pietà di me e mi ha permesso di lasciare il castello qualche giorno prima del previsto".
"Oh, ne sono felice", assicurò Harry morbidamente, reclinando la testa all'indietro per guardare dritto negli occhi scuri del suo amante. "Mi sei mancato".
Severus si concesse un piccolo sorriso mentre abbassava la testa e baciava la fronte di Harry. Seguì il contorno della cicatrice con le labbra, tracciando una linea di baci lungo la curva del naso prima di rivendicare la sua bocca. Il bacio divenne subito profondo. C'era voluto tanto tempo perchè i due uomini capissero i loro sentimenti l'uno per l'altro - troppo tempo - ed ora ch'erano finalmente insieme, l'appetito l'uno dell'altro era insaziabile. Al sapore delle labbra del suo amante, il sangue di Harry iniziò ad affluire rapidamente verso il basso, riempiendo velocemente il membro. Una scia di desiderio lo trapassò quando sentì pulsare la crescente erezione di Severus contro il fianco.
Gemé quando Piton si scostò dal bacio. "Stavi facendo qualcosa? ", domandò Severus senza fiato. "Perchè non posso aspettare molto prima di averti."
Harry rabbrividì al lussurioso tono di voce del mago più vecchio. "No, avevo già terminato", rispose. "Stavo scrivendo a Ron ed Hermione. Li ho invitati a venire per Natale. Spero non ti dispiaccia ", aggiunse mentre Piton aggrottava il sopracciglio.
"Bé, visto che l'hai già fatto, credo dovrò accettarlo", disse Piton asciutto. "Capirai, certo,che con il signor e la signora Weasley nel nostro appartamento, non sarò capace di fare 'venire *te* per Natale'".
Harry rise."E perchè no? "
"Perchè, ragazzino insofferente, hai l'abitudine di venire piuttosto...diciamo...forte...durante i momenti intimi".
Harry rise di nuovo. "Bé, senti da che pulpito viene la predica! Anche tu saresti piuttosto vocale!".
"Ah, certo, ma almeno mi so contenere se la situazione lo richiede", rispose Piton. "Tu, fra le altre cose, ne sembri incapace. Sono sicuro che i tuoi amici sarebbero abbastanza scioccati di sentire le cose che escono dalla tua bocca quando stai per essere scopato completamente".
Harry strinse gli occhi e studiò il suo amante con una piega maliziosa sulle labbra. "E' una sfida, professore?", chiese timidamente, cercando di accarezzare leggermente il rigonfiamento fra le gambe di Piton. "Suppongo", iniziò, comprimendo il pene duro del mago più vecchio, "di poter farti -", un'altra strizzata, "- stridere come un maiale presuntuoso -", una terza strizzata, "- tutte le volte che voglio".
Piton soffocò un gemito mentre Harry concludeva la sua dichiarazione con un bacio violento.
"Puoi provare", replicò una volta che Harry smise di provare a soffocarlo con la lingua, "ma non avrai successo."
"Vedremo", disse Harry, facendo un passo indietro. "Svestiti."
I vestiti volarono, e prima che Piton capisse cosa stava succedendo, Harry s'era inginocchiato davanti a lui, per ingoiare il suo membro. Aveva quasi perso la ragione, mentre i muscoli della gola di Harry si contraevano attorno all'apice del pene, ma cercava di frenare i suoni che avrebbe emesso fino all'ultimo momento afferrando a piene mani i capelli del mago più giovane.
Harry lo tenne così profondamente nella gola che Piton era sicuro che il suo amante avrebbe perso i sensi per mancanza di ossigeno, ma invece di svenire, Harry iniziò a canticchiare. La vista delle labbra di Harry tese attorno alla sua asta e le deliziose sensazioni delle vibrazioni attorno alla punta erano incredibili.
Harry tirò indietro la testa lentamente, succhiando avidamente, sfiorando la vena sensibile che sottostava al pene di Piton con la lingua. Minuscole gocce di sudore irrompevano sopra la bocca di Severus mentre Harry mordicchiava la pelle superficiale, conficcando la punta della lingua talentuosa nel taglio bagnato per leccare via le gocce del dolce nettare. Gli occhi verdi incontrarono quelli neri, fintanto che Harry spingeva di nuovo avanti la testa, otturandosi la gola, succhiando, leccando, lamentandosi attorno al glande sensibile. Una tortura gloriosa senza dubbio, ma Piton in qualche modo riuscì a mantenere il silenzio mentre sgroppava deciso contro il volto del mago più giovane.
Harry non fece in tempo ad iniziare ad accarezzare i testicoli con una mano e a pizzicare un capezzolo con l'altra, che l'uomo più vecchio sentì che stava per perdere il controllo. Balzò indietro così improvvisamente che il pene uscì fuori dalla bocca di Harry con un sordo pop. "Basta!", ansimò, agrottando le sopracciglia mentre Harry arrossì sui suoi piedi con un ghigno cattivo sulla faccia.
"Che resistenza, Severus, " ammiccò Harry. "Sono impressionato. Sicuramente, capirai che ciò significa che dovrò provare più a lungo e più forte per frantumare questa resistenza." Piton tremò deliziato, ma non disse nulla. "Piegati e afferra forte la libreria. Accio lube!".
Un momento dopo, un dito unto strisciava profondamente dentro il corpo di Piton. Un secondo dito lo seguì subito dopo, ruotando attorno allo sfintere aperto forzatamente, picchiettando attraverso il bocciolo sensibile della prostata fino a che avrebbe chiesto di più. "Così caldo, Severus," respirò Harry all'orecchio del suo amante. "Così caldo. Così stretto. Non puoi aspettare molto prima che ti scopi, sai." Determinato a non parlare, Piton scosse la testa freneticamente mentre un terzo dito gli scivolava dentro. "Voglio colmarti e farti gonfiare della mia venuta, Severus. Voglio sentire il tuo viscido buco stringersi attorno al mio c****. Voglio sentirti urlare!" Un altro colpo di gomito premeditato picchiò piano il delicato glande di Piton, lasciandolo tremare.
Il controllo di Severus era davvero ammirevole, dovette amettere Harry a sé stesso. In circostanze ordinarie, l'uomo più vecchio normalmente riservato avrebbe urlato molto di più che ora. Rasentando il culmine, Harry ritrattò le dita e lisciò il lubrificante giù per la lunghezza del pene gonfio. Tenendo il fianco di Piton con una mano, si posizionò all'entrata del suo amante e sospinse le testa del membro nella fessura quel tanto perchè Piton potesse sentirne la pressione. "Dimmi cosa vuoi, Severus!" comandò.
Piton voltò la testa e lo guardò da sopra la spalla. "Questo è ingiusto!" protestò il mago più vecchio.
Harry fece una smorfia. "Non m'importa. Dimmi cosa vuoi o non lo avrai." Fece oscillare i fianchi avanti, sempre pressando lentamente dentro il buco dolorante davanti a lui. "Dimmi."
Piton cercò di tirarsi indietro e d'impalarsi all'asta di carne che lo stava infastidendo, ma Harry gli tenne saldamente i fianchi e non gli permise di muoversi. Finalmente, perse il controllo. L'orgoglio venne messo da parte. Sentiva il bisogno di avere quel c**** dentro di lui ORA.
"Scopami, Harry!" lo implorò. "Adesso! Scopami adesso!"
Harry acconsentì alla richiesta immediatamente, trafiggendo l'anello muscoloso in una sola spinta. Piton muggì mentre il suo giovane amante spingeva dentro di lui. "Più veloce, Harry! Oh, sì... fallo, Harry, scopami. Scopamiscopamiscopami... sei un dio, Harry, sei un demonio... ohhh..." Il flusso della profanità raggiunse un picco febbrile mentre Harry toccava tutt'intorno con la mano lubrificata ed iniziava a maneggiare il membro di Piton duro come roccia. Entrambi gli uomini gridarono con trasporto fintanto che fremevano e venivano, ognuno urlando il nome dell'altro.
"E' stato un brutto scherzo, Potter", ansimò Piton, sollevandosi mentre Harry sgusciava fuori da lui.
"E' stata una cosa da Serpeverde da fare, è vero..", replicò Harry, ghignando. "Ma non preoccuparti. Ti prometto che giocherò pulito finchè Ron ed Hermione saranno qui. Non sapranno mai che bocca sporca hai!".
"Grazie mille, allora", disse Piton asciutto. "Doccia?", chiese, baciando il sorriso sulla faccia di Harry.
"Mm, sì.", rispose Potter, allacciando le sue dita con quelle di Piton e concedendosi di essere guidato attraverso la stanza.
A metà strada dal bagno ricordò improvvisamente la lettere a Ron ed Hermione. "Arrivo subito", disse, fischiando ad Hedwig mentre il primo suono staccato di acqua corrente fendeva l'aria. "Porterai questa lettera a Ron ed Hermione, vero?" domandò alla civetta quando comparve, gesticolando sul tavolo.
Hedwig stridì delicatamente in risposta e zompettò sul tavolo mentre Harry entrava in bagno, chiudendo la porta dietro di lui. La bianca civetta abbassò la testa beffardamente verso la penna che stava ancora posata sul foglio di pergamena, adesso piena di nere linee di scrittura. Quindi fece scivolare la pergamena da sotto del pennino volante e volò fuori, tenendola stretta nel becco.
*~*~*~*~*~*~*
Hermione rilesse la lettera per la terza volta, gli occhi sbarrati per lo shock. Ron era collassato sulla poltrona vicino a lei, tenendo stretti i braccioli mentre era convulso dalle risate.
" 'Oh, Harry!' ", cantilenò con un'alta voce in falsetto una volta ch'ebbe preso fiato. " 'Scopami, Harry! Sei un dio! Sei un demonio!' ". Si fermò per colpire le lacrime di allegria che rotolavano giù per le guance. "Te l'avevo detto che Piton era un c*****one!", gracchiò allegramente mentre la moglie lo guardava, con la bocca aperta in una 'O' di stupore. "Mi devi la colazione a letto!"
FINE