VENTO DEL NIENTE
Quando entrò nella stanza, stava leggendo.
- Chiudi la porta.-, le disse gelido.
- E' successo qualcosa? -
- Nulla in particolare e facciamo in modo che non accada.-
Si sedette sul bracciolo della poltrona dove stava lui, stanca ed infreddolita.
- Puoi accendere il fuoco? Si gela qui..-
- E' il mio posto.-
- Non è una scusa per morire di freddo.-
La squadrò da capo a piedi.
- E' una mia decisione.-
Sorrise, cattiva.
- Un serpente deve scaldarsi, in qualche modo.-
Le si avvicinò col viso.
- Lo conosco un modo..-, proferì vellutato.
- Anche io..-, rispose lei, a tono.
Si alzò dalla poltrona e gli si mise davanti.
Lui allargò le gambe, lei si chinò su di lui e il sorriso sparì.
- Accendi quel maledetto fuoco.-
Perdeva lo sguardo fuori dalla finestra, fissando il Tutto e il Nulla.
- Piove? -, gli chiese, quando entrò nella camera buia.
Non rispose, andò solo davanti al fuoco e tolse il mantello. Era imbrattato di sangue.
- E' morto? -, domandò di nuovo, avvicinandosi.
Lui annuì.
- Sì, è morto.-
- Mi dispiace..-, sussurrò lei.
L'uomo si voltò.
- Non devi, non è il caso. Andava fatto. L'ho fatto.-
- Ha sofferto? -
- Non per mano del mio pugnale. Ma ha rivissuto il dolore delle sue vittime. Credo sia morto solo per questo.-
- Non credevo fosse possibile..-
- Che cosa? -
- Vivere così..-, si voltò verso di lei.
Fece un smorfia.
- L'hai scelto tu.-
- E fare l'amore? -
- Non credo ti manchi, o non saresti resistito.-, gli rispose.
Lui socchiuse gli occhi.
- Forse..-
Non parlarono, fino a quando la donna si lasciò cadere sulla poltrona.
Il mantello nero arrivava a terra, i pantaloni stretti la imprigionavano.
- E se lo facessimo adesso? -, le domandò.
- Perchè? -
- Non c'è motivo.. è solo per sentirti sopra di me.. lo vuoi? -
Lei scosse la testa.
- Lasciamo stare.. è già abbastanza difficile senza amore..-
Guardò fuori dalla finestra. Nevicava.
Si svegliò.
La vide di fianco a sé e sentì una stretta al cuore. Era sua, adesso.
- C'è qualcosa di più dolce? -, le sfiorò i capelli.
- Forse solo la morte.-, rispose lei, aprendo gli occhi.
Bruciavano, lucidi dal dolore.
- E' stato un istante. Passerà.-
- E il sangue? -
- Non sarà il primo che verserai.-
- Moriremo ancora? -
L'uomo annuì.
- Tutte le volte che vorrai morire d'amore.-
Aprì la porta, lasciandola sbattere.
- Che ti succede? -
Si abbandonò fra le braccia dell'uomo, piangendo sul suo petto.
Le strinse le braccia, la scostò da sé.
- Cosa ti succede? -
- Ho capito.. ho capito tutto..-, singhiozzò.
La guardò. Era troppo doloroso vederla così. Sospirò, triste.
- Ti fa male saperlo? -
- Ho capito che ti amo..-, gli urlò.
- Lo so. -
L'orologio tichettava, spezzando il silenzio ch'era calato.
La tenne stretta a sé.
Forse domani l'avrebbe lasciata andare, anche a costo di soffrire.
- Come l'hai capito? -, le chiese.
- Ho visto i tuoi occhi.. come mi guardavi.. era come volevo essere guardata..-
- E se ti dovessi lasciare? -
- Resisterei.-
- Davvero? -
Alzò il viso verso di lui.
- Soffrirei, se dovessi lasciarmi. Ma lo faresti solo per il mio bene.-
L'altro annuì.
- Speravo te ne saresti accorta, per questa notte.-
- Ed ora? Cosa facciamo? -
- Vorrei che ci potessimo confondere.. e se ti tenessi così, per questa notte? -
- Devi tenermi così per sempre.-
- E se ti dovessi lasciare? -
- Saprai che ti amo.-
- E' stato solo un sogno.-
- E se fosse reale? Potrei mai resistere a quel languore che m'inonda le vene? -
- Non puoi lasciarti andare.. anche se costerà sofferenza.-
Le andò accanto, la guardò negli occhi.
- Non pensavo sarebbe successo..-, sussurrò.
- Dolore? -
- Soltanto il tuo.-
- Come sarà domani? -
- Sarà sempre diverso.. sempre..-
- E' doloroso?-
- No, non più di tante altre volte, eppure sempre diverso.-
- Già, neanche io sono mai uguale.-
Mi guarda.
- Non sei mai uguale perchè non mostro mai la stessa faccia!-
- Ti piace quello delle altre? -
- Mi piace il mio. Possono essere anche simili, ma mai completamente.-
- Perchè? -
Ci penso.
- Ognuna ti vede in modo diverso.-
- Tu come mi vedi?-
Socchiudo gli occhi.
- Lo sai come ti vedo. Per te non sono mai ottimista.-
- Me lo merito?-
- Non credo.. non ne sono sicura..-
- Lo sospettavo. E le tue improvvisazioni?-
- Potrei farci un racconto scomposto! -
Sorrido.
- Sei sempre tu?-
- No, anzi, quasi mai.-
- Come ti comporteresti?-
Lo guardo.
- Non ti proporrei di fare l'amore.. forse..-
Alza un sopracciglio.
- "Forse".. me lo ricorderò..-
Finalmente se n'è andato. Un'altra sofferenza è passata. A domani.