1st Moment of Loneliness
Si tormentava la bocca con un'unghia, incantata a guardare l'angolo di una porta. Tutt'intorno era il silenzio e l'ombra.
Non sorrideva e la sua espressione seria si posava ora su ogni antro buio della stanza. Una fiammella rossa luccicava s'un tavolino, vicino alla finestra, riflettendosi sul vetro bagnato dalla pioggia.
Piegò le labbra in una smorfia, poi sbuffò. Il ciuffo le cadde davanti agli occhi e lei lo scostò infastidita; chiuse gli occhi.
Passarono minuti; sola in quella stanza, le pareva che le stelle del cielo brillassero ancora, dentro al buio della sua testa.
La porta si aprì cigolando e l'uomo fece la sua comparsa, silenzioso.
Riordinò la stanza e non la degnò di uno sguardo; lei l'ignorò.
Finalmente le si mise davanti e i suoi occhi corvini seguirono il profilo del corpo della giovane; imperfetto e desiderabile.
- Andiamo? -, le chiese, socchiudendo gli occhi.
La ragazza si alzò ed i suoi occhi verdi brillarono. Sbuffò ancora e lo precedette nel corridoio.
La pietra delle pareti era quasi nera e le torce la illuminavano macabre, in uno scintillìo di luce gialla.
Il mantello di Severus la superò e lei rimase zitta, a guardarne la schiena. Era bello, bello davvero. Al diavolo, lo odiava.
La accompagnò fino ad una stanza vuota, spoglia, con solo un letto ed una candela accesa sul pavimento.
- Resti qui. Verrò domani.-, le disse con voce glaciale, prima di andarsene e chiudere la porta a chiave.
La ragazza lo ignorò di nuovo e s'issò su letto, per guardare fuori dalla finestra sbarrata. Lo vide allontanarsi sull'erba, coperto da una maschera di fine argento lucido. Sorrise perfida.
Si spogliò completamente nuda e si sdraiò sopra al letto, rannicchiata s'un fianco; una lacrima scese solitaria sulla guancia.
2nd Moment of Loneliness
Guardava le stelle, seduta sulla riva del lago.
La luna piena emanava la sua candida luce e brillava sull'acqua increspata dal vento.
I capelli le coprivano il volto quasi completamente, fino a quando arrivò lui; con una mano scoprì il bel viso, dello stesso incarnato del corpo svestito. - Aspetta..-, le disse piano all'orecchio, carezzandole i capelli. Lei sorrise. Sì, avrebbe aspettato qualsiasi cosa, con lui. Severus sorrise e la prese fra le braccia, coprendola col mantello nero che si era sfilato dalle spalle. La ragazza chiuse gli occhi e si strinse al suo collo, respirando l'odore dolce della pelle. Si guardarono un momento e si sfiorarono le labbra, in un bacio lieve, come l'intreccio del vento con la neve nuova di dicembre. Poi lei chiuse gli occhi e si abbandonò sulla sua spalla.
3rd Moment of Loneliness
Quella camera vuota aveva una parete completamente di vetro, attraverso cui si vedeva il cielo cupo della notte. Lei era coperta da una lunga e semplice tunica nera, che rivelava le forme del corpo in trasparenza. Ballava in movimenti lenti ed arcani, concentrati sulla forza delle sole membra, s'una musica antica, sussurrata da dolci flauti. Teneva gli occhi chiusi, per non guardare nulla di tutto quello che la circondava. Sulle pareti si alternavano fiamme azzurrine ed argento, che esaltavano la freddezza del luogo dove si trovava e aiutavano la concentrazione sui movimenti improvvisati. Dall'ombra buia della stanza, due occhi neri e scintillanti la guardavano, seguendo ogni gesto delle mani e delle gambe che si muovevano leggere. Due stelle chiarissime brillavano in quei occhi stranamente sorridenti. La musica terminò, sfumando le ultimissime note, che rieccheggiarono in aria lievi. La giovane si fermò nella sua danza e raccolse le braccia in grembo, come fosse stata nuda e si fosse risvegliata la sua pudicità. Si guardò intorno e finalmente incontrò quello sguardo corvino che l'osservava. Tremò. L'uomo le si avvicinò e le carezzò le braccia. Lei si sentì sciogliere. Sentiva il cuore dell'altro battere fortissimo, mentre la prendeva fra le braccia e s'insinuava lentamente addosso al suo corpo spaventato. Eppure lo desiderava. Le lacrime si sciolsero sulla sua pelle e si confusero nel loro bacio, sulle loro labbra unite, sulle loro lingue vellutate. Lei respirò il profumo dei capelli lunghi, toccò la pelle pallida e morì nei suoi occhi di fuoco. Quando il suo sguardo tornò a vagare per la stanza, lui era già sparito.