ORA E PER SEMPRE


Un uomo ed una donna,maghi,vestiti di nero,camminavano sul sentiero che li portavano alla loro casa;nel salotto li aspettava un bambino,dagli occhi splendidamente neri e brillanti.
Fuori il vento soffiava fortissimo:sulla costa stava per abbattersi una bufera di spaventosa consistenza,mentre la porta si apriva ed entrava la donna.Una donna bellissima nella sua fierezza,alta e ben proporzionata;i capelli nerissimi erano raccolti in una crocchia finemente intrecciata,che lasciava davanti agli occhi grigi dei fini boccoli.I dolci lineamenti sembravano contratti in una smorfia,mentre il bambino le correva incontro per abbracciarla;aveva gli occhi rossi,fra poco avrebbe pianto,certamente.
La porta sbatté,dopo che anche l'uomo fu penetrato in casa:
- Vai in camera tua! -,ordinò freddamente al bambino,staccandolo con uno strattone dal grembo della madre e spingendolo dinnanzi alla lunga scalinata che portava al piano superiore.
Il piccolo,che avrebbe potuto avere al massimo quattro o cinque anni,lo guardò senza capire;ma non osò fare domande e salì di corsa fino alla sua cameretta,in cui si sigillò silenziosamente.Il cuore gli batteva fortissimo,non per la corsa,ma perchè sapeva che tra poco suo padre avrebbe avuto un'altra sfuriata terribile,l'ultima della serie in quelle settimane.
Si rannicchiò contro la porta e poggiò la testa sulle ginocchia;ad occhi chiusi ma che non fermavano le lacrime,sentì tutto:
- Ancora?E' successo ancora? -,urlò l'uomo al piano di sotto.
- Io...io,non volevo..io...lo giuro..-.Adesso la donna era in lacrime e il bambino al piano di sopra sentiva il suo stesso dolore. - Non volevi?! -,ripeté l'uomo,ridendo poi gelidamente.- Certo che non volevi..tu non vuoi mai,vero?Ma alla fine ti ritrovi nel suo letto!Che coincidenze la vita,eh? -,chiese sarcasticamente,prendendola per un polso e gettandola rudemente a terra.
- Perdonami..ti prego,perdonami! -,supplicò la strega,sciogliendosi in un pianto disperato,in ginocchio sul pavimento.
- Per..perdonami?!E' tutto qui quello che sai dire?Eh..?Puttana di una strega!Maledetta..puttana! -,urlò ancora il mago nerovestito,mentre uno schiaffo colpiva la donna in pieno volto,il naso che sanguinava.
Il bambino nella sua stanza piangeva ancora,silenziosamente,mentre ogni parola che veniva gridata al piano di sotto gli entrava nelle orecchie e s'imprimeva nel cervello.Ma il litigio continuava,incessante.
- Te lo giuro..non avrei mai voluto!Mai,mai,mai!E' stato un momento,un momento di rabbia,di dolore..ti prego,perdonami.Lo sai che ti amo! -
Un altro schiaffo la colpì sulla gota,ormai in fiamme;cercava di allontanarsi da lui,strisciando sul pavimento,ma era tutto inutile.L'uomo le si fece ancora più vicino e le strinse forte le braccia:
- Ti devo perdonare?Ti perdonerei solo perchè ti amo..ma non posso,amore mio.Proprio non posso..-,sussurrò dolcemente all'orecchio della donna,che aveva il volto tumefatto e in lacrime.
- An..anch'io ti amo..lo sai..-.
Ancora uno schiaffo l'investì,scaraventandola di nuovo a terra.
- Mi ami,certo.Infatti ti fai scopare da un maledetto babbano,Mark o Marcus o come diavolo si chiama,mancando di rispetto a me e alla civiltà dei maghi.Ti devi vergognare,solo vergognare!Crucio! -
A quella formula,la donna venne violentemente scaraventata addosso alla parete,per riversarsi poi a terra,fra urla agghiaccianti per il dolore.
- Basta..ti prego,basta..-,piangeva disperata.Ma l'uomo innanzi a lei non l'ascoltava.Anzi:
- Ti pentirai di ciò che hai fatto,te ne pentirai...Crucio! -,urlava furioso.
- NOOO! -,urlava lei,ancora una volta,e poi di nuovo,e di nuovo.
All'improvviso,il silenzio più assoluto.
Qualche momento dopo,la porta sbatté con forza inaudita e un tuffo nell'acqua spezzò l'atmosfera grigia che si respirava all'esterno,plumbea per l'imminente temporale.
- Mamma..mamma! -,sospirava il bambino di sopra,adesso più in lacrime che mai.
Ma ormai la madre non lo poteva più sentire,uccisa atrocemente e costretta a marcire fra i fondali dell'Oceano.


Si tirò su di scatto dal letto,coperto di sudore.Ancora;dopo tanti anni l'aveva sognata di nuovo,aveva rivissuto quella terribile sera in cui sua madre lo lasciò per sempre,assassinata rudemente dal suo stesso marito.
- Mamma..mamma! -,sussurrò Severus a denti serrati,cercando di fermare le lacrime che gli si scioglievano in viso.
Ricordava perfettamente ogni parola,ogni singola sillaba che avevano pronunciato entrambi i suoi genitori quel giorno di sventura:sua madre aveva tradito suo padre,finendo nel letto di un giovane babbano.Non riusciva a credere che sarebbe stata capace di un comportamento simile,ma l'aveva ammesso lei stessa,quindi non potevano esserci dubbi al riguardo.Eppure,continuava a non crederci.
Si sdraiò di nuovo,cercando di calmarsi e di riposare,ma tutto era vano;si alzò,quindi,dal letto e prese una delle tante boccette che custodiva nell'armadietto della sua camera.Prese la pozione calmante,la quale non sortì del tutto i suoi effetti.
Riuscì a dormire ancora per poco e la mattina seguente si alzò con un terribile mal di testa;per quel giorno,neanche togliere quasi tutti i punti a Grifondoro riuscì a ristabilirlo.
La giornata passò tremendamente,e la sera a cena,un ospite attendeva i professori nella Sala Grande;Silente sorrise alla sua vista e gli andò incontro,a braccia aperte:
- Ah,ah...come stai? -
- Molto bene,Albus.E tu?Dio mio,131 anni e sembri un ragazzino!E grazie per l'invito!! -,sorrise l'uomo,abbracciandolo come un fratello.
La maggior parte dei professori gli andò incontro per salutarlo,tranne Piton che si sedette al suo posto e iniziò a mangiare controvoglia la solita minestra;accanto a lui,la Sprite e Madama Pince borbottavano pettegolezzi su quell'uomo:
- Sì,sì...ho sentito ch'è un babbano,un amico di Albus.Viveva in un villaggio verso Nord e lavorava al Ministero della Magia...-
Piton non poté fare a meno di ascoltare le parole pronunciate dalle due donne e rizzò le orecchie al termine 'babbano'.
"Idiota di un vecchio!Non può evitare d'invitare stupidi amici babbani!Come se non ce ne fossero già abbastanza...",pensò scontrosamente,gettando un'occhiataccia piena di stizza all'invitato,che gli sedeva quasi di fronte.
Ma l'uomo,guardandolo in volto,non poté fare a meno di sorridergli e di elevare il bicchiere alla sua salute:Piton rimase stupito da quel comportamento così confidenziale,ma non rispose con altrettanta benevolenza.
- Con permesso...-,s'inchinò davanti ai colleghi,ed uscì dalla Sala,senza finire il suo pasto e senza voltarsi mai indietro.
Arrivato ai sotterranei,rimase immobile davanti alla porta:"Chi diavolo è quell'uomo..?Eppure..mi sembra di..no,mi sbaglio.O forse..No,no,è impossibile!".Entrò nel suo ufficio e prese una pozione soporifera più potente della notte precedente,che lo avrebbe fatto dormire senza sogni;passò nella sua camera e finalmente poté abbandonarsi al sonno senza paura d'incubi.
La mattina seguente,infatti,si svegliò alle sei,come sua abitudine e quella notte aveva riposato e dormito profondamente,senza neppure mai svegliarsi.Alzatosi dal letto e vestito velocemente,arrivò alla Sala Grande,dove si trovavano già alcuni alunni e professori;con sua grande sorpresa,l'ospite aveva già terminato il pasto e stava andando verso di lui,per uscire dalla stanza:
- Il professor...Piton?! -,chiese titubante,porgendo la mano al mago di fronte.
- Sì,sono io.-,rispose lui,ricambiando la stretta con inconsueta forza.
- Albus mi ha parlato molto di lei,lo sa? -
- Ah,sì?E posso saperne il motivo? -
- Beh,io conoscevo i suoi genitori e...-
Severus lo guardava adesso incuriosito e stava per porre una domanda,quando furono interrotti:
- Marcus!Marcus,vieni,ti farò fare un tour alla scuola!Scusa Severus...-,disse il preside allegramente,portando via l'ospite e lasciando il mago in mezzo alla Sala,palesemente interdetto.Rimase fermo dov'era per qualche istante poi riprese a camminare velocemente fino al suo posto al tavolo degli insegnanti.
Si ritrovò a pensare alle parole pronunciate così familiarmente da quell'uomo:"..io conoscevo i suoi genitori..." e poi,come l'aveva chiamato Silente?:"Marcus!Marcus,vieni...".Marcus..quel nome non gli era nuovo,eppure dove l'aveva già sentito?
Terminò in fretta la colazione e si diresse nella sua aula:per quel giorno sarebbe stato molto impegnato con le classi.
Ma i molteplici impegni d'insegnamento non gli vietarono di pensare e ripensare a quell'uomo,ai suoi modi così gentili con lui e all'atteggiamento così caldo e familiare;non tutti gli estranei si comportavano così col terribile Severus Piton.
Inoltre,non tante persone possedevano quei profondi occhi neri,così simili ai suoi..anzi,in certe espressioni erano proprio uguali ai suoi,a volte gelidi,a volte colmi di passione e di rabbia.Di fondo,sempre quel forte senso di deja vù,come se avesse già sentito quel nome,come se l'avesse già incontrato in passato,forse in un passato molto,molto lontano.
Al termine delle lezioni,Silente entrò nel suo ufficio:
- Salve,Severus..-,salutò col suo fare perennemente allegro,guardandosi intorno quasi divertito:seppur fosse un grande alchimista,provava anche lui un certo brivido a varcare i sotterranei.
- Preside..-,rispose Severus spazientito."Cosa diavolo vorrà,adesso,il vecchio pazzo..."
- Severus,hai conosciuto il mio amico,nostro ospite? -,chiese Albus,sfiorando con le dita le innumerevoli ampolle.
- No,non ho avuto il piacere di frapporre una più profonda conoscenza fra noi due.Perchè? -,lo sbeffeggiò l'altro.
Il preside si voltò verso il professore e sorrise:
- Forse è il caso di dire che tu non conosci lui,e non viceversa..-,annunciò,socchiudendo gli occhi cristallini.
Per tutta risposta,Piton alzò il sopracciglio interrogativamente e schiuse la bocca per parlare,ma la richiuse all'istante.
- Sai,Severus,credo che dovresti parlarci.E poi,è molto simpatico..Ma ora ti devo lasciare,ero venuto solo per farti questa proposta,per incuriosirti almeno un po';è tanto tempo che non vi vedete..-,terminò il preside,tristemente.
L'insegnante lo guardava senza capire ed iniziava a perdere davvero la pazienza:possibile che quel pazzo vecchiaccio non avesse niente di meglio da fare,che proporre stupidi indovinelli?
- Ah,sì?Io non lo ricordo per niente,quel signore...-,sorrise sarcasticamente.Ma il preside era serio,come non l'aveva mai visto.
- Un gran peccato,Severus.Davvero un peccato...Beh,buonaserata.-,si congedò Silente,lasciandolo solo,a riflettere.
Si sedette stancamente alla scrivania e ripensò a tutta la situazione:il vecchio gli dice che lo conosce e lui stesso prova una strana sensazione,come se avesse già visto quell'uomo in un altro luogo,in altri tempi;forse era legato alla sua infanzia..
No,nessuno era rimasto delle persone che aveva conosciuto da piccolo ed in ogni caso,perchè ritrovarsi così,misteriosamente e senza un valido motivo?Non avrebbe potuto parlare apertamente?Qualcosa glielo impediva,quindi;ma cosa?
Stanco di tutte queste congetture,s'alzò repentinamente e se ne andò a dormire,senza cenare,spossato,arrabbiato.
Dimenticandosi di prendere la pozione calmante...

Quel lurido assassino era rientrato in casa e si stava dirigendo verso la sua stanza:
- Severus!Severus,apri immediatamente la porta! -,batteva all'uscio.
Il piccolo si alzò e cercò di asciugarsi le lacrime alla bell'e meglio,poi socchiuse il battente,ma il padre l'aprì del tutto:
- E' successa una terribile disgrazia,Severus.Ma adesso finirà tutto,una volta e per sempre.-,assicurò l'uomo prendendolo per mano e trascinandolo fuori dalla camera,in tono gelido,senza rimorso né commozione.
Nella stanza dei genitori,Saytan Piton stava raggruppando un povero fagotto,contenente lo stretto necessario per arrivare al villaggio.Severus era seduto sul davanzale della finestra,a guardare le nere acque sotto la scogliera:
- Dov'è la mamma? -,chiese piano,cogli occhi neri che luccicavano tristi.
- Se n'è andata.E non ritornerà più.Ha deciso ch'era meglio così.-,recitò Saytan.
A quelle parole,così fredde ed irrispettose,il bambino si lasciò andare ad un pianto sommesso,di cui il padre non seppe mai.
- Vieni,dobbiamo andare.Dì addio a questa casa..-,ordinò,uscendo dalla stanza.
Il bambino si guardò attorno,posò lo sguardo s'una foto della madre;una lacrima fece ancora capolino nei suoi occhi scuri:
- Addio,mamma...-,mormorò pianissimo,prima di andarsene.
Arrivato dal padre,chiusero la scura porta della loro dimora fra le più auguste del luogo;lasciarono il castello a cavallo d'un andaluso nero che li condusse al villaggio poco distante,in una locanda che il padre conosceva bene:
- Salve,Thalya.-
- Saytan,quanto tempo...-,rispose la donna,sorpresa.
- Sì,molto in effetti.Possiamo avere una stanza? -
- Certo!Seguitemi! -,disse ancora la donna,sorridendo.
Appena arrivati nella stanza,furono lasciati soli;ma erano talmente stanchi che si gettarono sopra i letti e Saytan s'addormentò all'istante.
Fuori,una terribile tempesta iniziò a sfuriare violentemente,lasciando Severus ad occhi spalancati e tremante.


- Aaah! -,urlò Severus mettendosi a sedere,per la seconda volta in pochi giorni.In quel momento iniziò a piovere fittamente.
Si alzò dal letto e s'affacciò alla finestra del sotterraneo che stava parimenti al terreno;sì,pioveva,d'una terribile bufera.
Lasciò la finestra e si diresse al suo armadietto,prendendo la solita ampolla di pozione calmante:mentre la versava nel bicchiere,ripensava al sogno che l'aveva appena svegliato..
"Mio padre..che maledetto uomo infame!Lui e quella Thalya..e mia madre assassinata per lo stesso infame motivo.Non s'erano mai amati quei due eppure si sono sposati e hanno avuto il coraggio di mettermi al mondo.Perchè?Possibile che fossero troppo inesperti,troppo stupidi?E poi era violento e lei subiva,senza parlare.Forse erano legati per qualche altro motivo..Inutile pensarci ora:ciò ch'è stato,è stato.",pensò turbato,trangugiando poi la pozione tutta d'un fiato.
Fino al mattino,rimase a letto in un fastidioso stato di dormiveglia,poichè neanche la pozione era riuscito a calmarlo del tutto.
Alle sei,come d'abitudine,s'alzò e preparò in gran fretta,precipitandosi per i corridoi:
- Buongiorno,Severus.-,lo salutò Marcus,appena seduto al tavolo,nella Sala Grande;a quel saluto,Piton rispose con una smorfia:"Non lo vedi che non voglio parlare,maledizione?",pensava scontrosamente,ma Marcus gli sorrise.
- A quanto pare non ha dormito molto,eh? -,chiese poi,accomodandosi vicino al professore.
- In effetti no,non ho dormito per niente.-,rispose l'altro,gelandolo con uno sguardo.
Ma,stranamente,quell'uomo non smetteva di guardarlo quasi con affetto e tenerezza e tutto ciò lo metteva in imbarazzo,tanto che senza finire la colazione chiese il permesso di scendere subito nella sua aula.
Una giornata pesante,costantemente incentrata sul pensiero di quell'uomo più che sull'insegnamento:tanto che assegnò 10 punti a Grifondoro.La sera a cena cercò di parlare con Silente:
- Chi è quel Marcus? -
- Ti è venuta la curiosità,Severus? -,domandò il preside,con gli occhi cerulei che brillavano.
- M'insospettisce,più che altro...-,rispose Piton,guardandolo di sottecchi.
- Sospetto?!Già,avrei dovuto aspettarmelo da te.Comunque è un mio amico,mago in realtà che ha lavorato per anni al Ministero della Magia,nel reparto di Comunicazioni dei Magonò e dei Maghi e Streghe trasferiti...-
- Mago??!Ma non è un babbano? -
- Col lavoro che faceva era meglio per lui far credere di essere un babbano:sai,i rapporti coi magonò...-
- Capisco.E' in pensione adesso? -
- Sì,è da quasi tre anni ormai che non lavora più.-
- Ho come l'impressione di averlo già visto..-,affermò Severus,smettendo di mangiare,rabbuiato.
Anche il preside smise la posata e lo guardò,come speranzoso:
- Ah sì?E dove Severus?Racconta...-,lo esortò.
- Non lo so,Albus.E' un ricordo confuso,molto buio,pieno di rumore...Non lo so...-,riprese a mangiare.
- E' vero,Severus,l'hai già incontrato,ma forse dovresti parlarne con lui più che con me.-
- Puoi dirmi il suo nome?Il suo nome intero,intendo.-
- Marcus Fleus Nichtdark -
Piton riflettè per un attimo,poi guardò Silente:
- Da dove viene?Da che paese? -
- I suoi genitori erano tedeschi:all'arrivo della sua lettera da Durmstrang l'hanno praticamente abbandonato a sé stesso,così si è poi trasferito nella Costa e da lì il Ministero..-,rispose Silente,imboccandosi dal piatto di portata.
- La..la Costa..-,balbettò Piton,girando gli occhi verso Nichtdark.
- Esatto,sì.La Costa.-,confermò il preside,in un sorriso quasi invisibile.
Severus si alzò turbato:
- Scusate,non mi sento molto bene..-,annunciò ai colleghi.
- T'accompagno in infermeria? -,domandò la Chips.
- No.Andrò a distendermi.Scusate.-
Ed uscì dalla Sala Grande,sentendo quei neri occhi familiari che lo fissavano da lontano.
"Quell'uomo,quel nome..quegli occhi..."
Severus si tormentava coi pensieri su quell'uomo finchè raggiungeva il suo sotterraneo;appena dentro la porta,la bloccò con il solito incantesimo e si sedette alla scrivania,per continuare a dannarsi:
"No,no...maledizione,se fosse veramente lui..ma non può essere!E' morto,è stato ucciso!Mio padre l'ha ucciso con le sue stesse mani!No,non può essere davvero lui..semplicemente non può!".
Si scoprì a piangere per la tensione che tutta la situazione aveva accumulato dentro di lui;poi,volle sdraiarsi sopra al letto,per farsi passare il mal di testa,solo per stendersi un po'.Ma la stanchezza e il sonno ebbero la meglio sui suoi propositi.

Suo padre s'era già alzato ed era uscito,eppure era appena l'alba.Il temporale era passato e Severus era riuscito ad addormentarsi,seppure fosse tormentato dalle urla strazianti della madre,che ancora gli rimbombavano in testa.
Si alzò dal letto,dove s'era coricato ancora vestito,e decise di lavarsi prima di scendere e di aspettare Saytan.Riuscì a fare tutto in poco tempo e,dopo essersi rivestito,scese,per fare anche colazione.Suo padre era al bancone della locanda:
- Allora,Thalya,come vanno gli affari? -,chiedeva alla padrona,sporgendosi verso di lei con un sorriso beffardo.
- Bastardo d'un uomo! -,sorrise lei.- Andavano piuttosto bene,finchè c'eri tu,poi ho perso il mio migliore cliente! -
- Le altre ragazze? -,domandò ancora l'uomo,bevendo dal vecchio bicchiere che Thalya gli aveva allungato sul bancone.
- Sparite!Ad Diagon Alley si sono sistemate molto bene..un bordello vicino a Notturn Alley,ho sentito.Puttane! -,esclamò la donna contrariata dalla loro scelta di abbandonarla.
- Notturn Alley..puah!Molto meglio qui,sulla Costa,vicino al mare..-
- E scopare sulla sabbia! -,rise forte lei.Ridevano entrambi,adesso,accomunati dalla cattiva battuta.
"Diagon Alley..",pensava Severus.L'aveva sentita nominare ancora quella cittadina,da sua madre soprattutto;non distava moltissimo dalla Costa,in un paio d'ore ci si poteva arrivare a cavallo o in barouche.E poi quella scuola dove aveva studiato anche suo padre..come si chiamava..ah,sì..Hogwarts!
- Severus! -,lo chiamò Saytan,destandolo dai suoi pensieri.Il bambino s'avvicinò e fu issato sul banco:
- Questa è Thalya,la mia amica.-,la presentò.Il piccolo annuì soltanto,in cenno di saluto.
- Ma che bel bambino! -,dichiarò la donna sorridente,scompigliandoli i capelli,che arrivavano quasi alle spalle.
- Hai fame? -.Severus annuì di nuovo. - Bene,allora:mangiamo.-
Furono fatti accomodare alla salone da pranzo e presto serviti dai camerieri;al termine della colazione,il padre lo prese in disparte:
- Severus,ho molto da fare oggi,ma tu non puoi venire con me,dovrai rimanere qui,con Thalya.Farai il bravo? -
- Sì,papà.-,rispose finalmente il piccolo Severus,evitando accuratamente di guardarlo negli occhi.
- Molto bene.Allora,io vado subito via.Se uscirai non devi allontanarti troppo sulla strada,va bene?Bene,adesso vado.A stasera,Severus.-,lo salutò infine,mentre stava già uscendo.
Severus si guardò intorno un attimo e decise di ritornare in camera,per abbandonarsi di nuovo al sonno o leggere qualche libro che il padre aveva portato via dalla sua biblioteca nei sotterranei...


Si destò tranquillamente,come dopo un sonno solo riposante;si sedette sul letto,ancora pensieroso:
"Quella sera,proprio quella sera abbiamo lasciato la locanda e raggiunto quella vecchia casa.E' stato allora che ho visto lui..sì,era proprio lui,era Marcus!Ma come può essere ancora vivo?Mio padre l'ha ucciso davanti ai miei occhi!".
Piton si alzò definitivamente dalle coltri e prese un'ampolla con del liquido dai riflessi paglierini:lo trangugiò d'un fiato e,la pozione dei calmi pensieri,lo aiutò a raffreddarsi le idee ed a pensare con calma.
"Gli ha scagliato quell'incantesimo e lui ha rovinato a terra,senza vita.Prima..prima hanno litigato animatamente e Marcus aveva confessato di essere stato l'amante di mia madre..O mio dio,è lui!Lui era l'uomo con cui mia madre..",ma non riuscì a finire il pensiero,per quanto vergognoso ed incredibile sembrava.
Improvvisamente,si alzò e corse fino all'ufficio del preside:
- Ho capito chi è! -,annunciò entrando,senza salutare o inchinarsi,com'era il suo solito.
- Davvero? -,ribatté Silente,impallidendo dalla notizia.
- Sì:è l'uomo che ha rovinato la mia famiglia.Quel Marcus ha circuito mia madre,se l'è portata a letto ed è per questo che mio padre l'ha poi...-.Non riuscì a terminare la frase,troppo scosso per continuare.
- Severus,ne sei sicuro?Sei certo di ciò che mi stai dicendo? -
- Sì,oh sì,Albus,ne sono più che certo.Ho sognato e ricordato tutto:mio padre l'aveva colpito con un incantesimo ed era morto.Com'è possibile che sia ancora vivo?L'ha ucciso,proprio davanti a me.-
- E' una questione molto delicata.Devi parlarne con lui,Severus.Devi discuterne solo con Marcus.-
- Lo farò.Stasera stessa.-
Dopo questa promessa,se ne uscì com'era entrato,lasciando Silente pensieroso ma sereno."Finalmente si sono ritrovati...".
Nel frattempo,il professore stava percorrendo i corridoi di tutta la scuola in cerca dell'ospite,che sembrava sparito nel nulla:
- Minerva,hai visto Marcus? -
- Sì,poco fa,dall'aula di Trasfigurazione.Era in giardino,con Hagrid.-
- Bene,grazie.-,rispose,correndo verso il giradino interno della scuola.
Era ancora lì,insieme al guardiacaccia di Hogwarts,che stavano parlando dei Centauri della Foresta,quando Severus chiamò:
- Signor Nichtdark! -
L'uomo si voltò,dapprima contratto in un'espressione di sorpresa,poi rivolgendo un caldo sorriso all'insegnante:
- Salve professor Piton.-,disse.
Ma Piton non rispose al saluto:
- Stasera,l'aspetto nei sotterranei.Dobbiamo parlare.-,disse soltanto,prima di girarsi e sparire nelle ombre del corridoio.
Marcus rimase ancora poco nel cortile,poi andò a fare una visita amichevole al preside:
- Gli hai detto qualcosa? -,esordì appena entrato.
- No,Marcus,nulla.Ma ha ricordato in parte ciò ch'è successo.-
- E tu che gli hai suggerito? -
- Di parlarne con te.Ti ha detto qualcosa? -
- Ci incontreremo stasera,nei sotterranei.-
- Cosa farai? -
- Non intendo aspettare un istante di più,Albus.-
- Quindi? -,sorrise il preside malizioso,supponente.
- Gli dirò tutta la verità.-,dichiarò l'altro mago,prima di salutarlo ed uscire dall'ufficio.
Rimasto solo,Albus Silente si rivolse alla sua fenice,che lo guardava serenamente,ed esclamò felice:
- Ce l'abbiamo fatta,Fanny! -.
Il crepuscolo mostrava un cielo livido,in cui aleggiavano scuri nembi s'un fondo verdastro;sopra al lago la nebbia s'alzava rosea,mentre la Foresta Proibita s'incupiva ancora di più.
Piton aspettava che i ragazzi fluissero fuori dall'aula,fintanto che iniziava già a correggere dei compiti che aveva assegnato tempo addietro;quella sera non avrebbe avuto il tempo necessario.Ma preciso e veloce,riuscì a terminare prima della cena,che consumò in fretta per tornare ai suoi appartamenti,nei sotterranei,affiancati alla classe dove insegnava.
Battevano le undici:stava per versarsi del liquore scuro,quando bussarono alla porta,facendogli accelerare il battito del cuore.
- Buonasera,Severus.-,disse Nichtdark quando l'altro aprì la porta.
- Salve,Marcus.Entri pure.-
- Grazie.A cosa devo l'onore del suo invito? -
- Vuole bere qualcosa,prima di parlare? -,chiese chetamente Severus,indicandogli una poltrona davanti al caminetto acceso.
- Molto volentieri,la ringrazio.-,rispose l'uomo sedendosi stancamente.
- Ecco,tenga.-,fece il mago corvino,allungandogli un bicchierino ricolmo dello stesso liquore.Marcus sorrise.
- Allora,cosa doveva comunicarmi d'importante? -
Severus lo guardò profondamente per un attimo,lo scrutò negli occhi neri e nei movimenti gentili.
- Credo sarò conciso,signor Nichtdark.L'ho tenuta d'occhio fin dal suo arrivo,perchè non mi piaceva per niente..come del resto la maggior parte degli amici del nostro anziano preside.Ma avevo l'impressione di averla già vista da qualche parte,molto tempo fa..-
- Davvero? -,domandò l'altro con gli occhi scuri che brillavano.
- Sì.Ed è anche questo il motivo della sua familiarità,visto che lei mi ha riconosciuto subito.-
- E quando ci saremmo visti? -
- Più di trent'anni fa,signor Nichtdark.Avevo cinque anni,il giorno che mia madre è stata uccisa e che incontrato lei.-
- Su..sua madre..-,balbettò Marcus,triste.
- Vedo che la conosce..-,asserì Piton,in un ghigno cattivo,squadrandolo ancora una volta con superbia.
- Che cosa sa,Severus? -,chiese l'uomo,sbarrando quasi gli occhi e portandosi una mano al petto.
Con uno scatto d'ira,Piton s'avvicinò alla poltrona,sussurrandogli all'orecchio:
- So tutto,maledetto.Tu sei quel bastardo che si scopava mia madre;sei la rovina della mia famiglia:se fossi stato al tuo posto lei sarebbe ancora qui,invece di giacere putrefatta negli abissi.Confessa:non è così? -
Marcus ascoltava in lacrime quelle parole sussurrate alla sua testa con voce così maligna da quelle labbra sottili e scure:
- E'..è vero,Severus...ma non è tutto,purtroppo per te.-,dichiarò ancora,cercando di ricomporsi dopo che anche Piton s'era riseduto al suo posto.Il professore lo guardava severamente,con espressione contratta e contrariata.
- E' il momento delle confessioni,Nichtdark:mi dica tutto.Immediatamente.-
L'ospite guardava con insistenza le fiamme che lambivano la pietra del caminetto,cercando di prendere tempo e di trovare le parole adatte per quell'inconfessabile verità ch'era stata nascosta per così tanti anni.
Alzò la testa verso il suo interlocutore e immerse i suoi stessi occhi neri in quelli altrettanto corvini dell'altro:
- Severus...-,sussurrò in lacrime di nuovo,- Tu sei mio figlio.-
Piton non distoglieva ancora lo sguardo,ma gli occhi erano diventati lucidi,lucidi di rabbia.
- Che diavolo sta insinuando? -,sibilò maligno.
- Non insinuo niente,Severus.E' la verità.-
- Bugiardo..lei è solo un..bugiardo -,asserì Severus,cercando conferma nello sguardo dell'altro.
- E' la verità,è la verità,figlio mio.Tu non sai che peso sia stato nasconderlo a tutti,prima di tutti a me stesso.Ti ho cercato tanto e poi Albus mi ha parlato della scuola e degl'insegnanti e poi il tuo nome..quel nome che hai portato sin dalla nascita.Ho deciso che questo fosse il momento giusto per dirtelo.-
- Non è vero..-,balbettò il professore,a voce bassissima,incredulo.
- E' vero,è la verità.-,confermò l'altro,sfiorandogli appena la mano.
- Mio padre era Saytan Piton.-,disse.
- No,quello è l'uomo che tua madre ha sposato per mantenere una promessa fra i loro padri,ma non l'ha mai amato davvero.Mai.Tanto che dopo pochi mesi dal matrimonio..-
- Ma mio padre t'ha ucciso!Assassinato davanti ai miei occhi..-
- No,Saytan mi ha scagliato un incantesimo per i babbani,ma io sono un mago.-
- Come..? -,s'accigliò Piton.
- Severus,tu conosci benissimo la formula:il Distillato della Morte Vivente.-
- Una...una pozione...-
- Sì.Pozioni era la mia materia favorita.Ed anche la tua a quanto pare.-,disse sorridendo caldamente al figlio.
- Sì.-,disse soltanto l'altro,chinando il capo,in silenzio.
Un lungo silenzio,che si protrasse per parecchi minuti.Severus rifletteva sulla verità che gli aveva appena rivelato,mentre Marcus gioiva dentro di lui per aver appena ritrovato suo figlio.Alla fine Nichtdark parlò:
- Come mai mi hai ricordato così all'improvviso? -
- Ho sognato la morte di mia madre e il trasferimento alla locanda..-
- La locanda di Thalya? -.
Piton annuì gravemente,poi riprese:
- Ho avuto degl'incubi spaventosi.Poi avevo quel deja vù che non mi dava pace e ho ricordato di averti già visto:la sera che abbiamo lasciato la locanda,io e..beh,Saytan siamo venuti da te e lì avete discusso..-
- Astrea,bellissima Astrea..-,mormorò Marcus,chiudendo gli occhi estasiato.
Severus lo guardò sconvolto;era tantissimo tempo che non pronunciava e non sentiva il nome di sua madre da una bocca straniera.Ma,ripensandoci,chissà quante volte aveva chiamato e sospirato quel nome,l'uomo dinnanzi a lui.
- Papà..mi diresti tutto quello ch'è successo? -,chiese Piton,senza smettere di fissare il fuoco,mentre il genitore s'era voltato verso di lui,con gli occhi lucidi:
- Dall'inizio?Da quando l'ho conosciuta? -,chiese col fiato rotto.
Severus annuì,chiudendo gli occhi ed abbandonandosi sullo schienale della poltrona,per ascoltare l'intero racconto.
- Quando ho conosciuto tua madre,Astrea,era sposata da pochi mesi con Saytan.Lei aveva 22 anni,io 23;ero arrivato da poco tempo,dopo aver lavorato in Oriente e per la scuola di Durmstrang,dove curavo i rapporti con Beuxbatons e Hogwarts.Non ci conoscevamo per niente,ma capitava di vederla con Saytan anche ad Diagon Alley,oltre che al villaggio sulla costa.Poi lui iniziò a viaggiare molto,soprattutto per il Ministero della Magia,nella sezione della Cura e Assicurazione Scambi coi Babbani,così lei aveva molta più libertà per muoversi.Un pomeriggio la trovai in riva al Fiume di Kinglake,dove soleva trascorrere del tempo con le sue amiche di allora.Oh,Severus era semplicemente bellissima in quel leggero ed aristocratico vestito color degli zaffiri più puri,coi capelli corvini sciolti sulle spalle,in morbidi boccoli.Gli occhi grigi da felina brillavano alla luce del sole chiaro,finchè io la rimiravo nascosto da un abete.E lo ringrazio quell'abete,perchè se non fossi inciampato nelle sue radici per caderle davanti,forse non l'avrei mai conosciuta...-
- Caderle davanti? -,domandò Severus,alzando un sopracciglio.
Marcus rise di gusto:
- Sì,volevo avvicinarmi di più,anche solo per sfiorarle i capelli profumati,ed inciampai sulle radici esposte dell'albero,cadendole proprio davanti.Lei si spaventò un poco e le altre ragazze scapparono via,ma poi mi guardò ed iniziò a ridere.Una risata fanciullesca,argentina,contagiosa;iniziai a ridere anch'io,mentre mi rialzavo da terra."S'è fatto male?",mi chiese lei,sorridendo ancora;"No,no!",risposi io,massaggiando il didietro,invece,dolorante.Ridemmo di nuovo tutti e due,poi lei mi salutò,dicendo che se volevo potevamo vederci ogni tanto in riva al fiume.Accettai,naturalmente:ero innamorato di lei,dei suoi occhi e delle sue labbra,e di quella risata così genuina e divertita.Così,ogni tanto,ci vedevamo al fiume,soprattutto quando suo marito non c'era.Poi,una serata di gennaio,venne a casa mia,poichè aveva iniziato a piovere fortissimo e non aveva fatto in tempo a tornare al castello,che invece era molto più lontano.Mi disse che Saytan era partito e sarebbe tornato solo dopo alcuni giorni,quindi non avrei avuto problemi di sorta.Appena dentro accesi il fuoco e le portai una coperta,per asciugarsi un poco e riscaldarsi.Non so cosa accadde,forse fu solo il suoi sguardo,ma la baciai con trasporto,con passione e lei rispose con altrettanto sentimento al mio contatto.Gettò via la coperta e mi abbracciò forte,ci spogliammo senza smettere di baciarci desiderosi e facemmo l'amore davanti al camino:la sua pelle candida bruciava sotto le mie dita e godevo molto di più a vedere le sue espressioni estasiate e di totale felicità.Restammo così,uno sopra l'altra,abbracciati fino alla nuova aurora.-
Al ricordo di quello splendido momento,Marcus lasciò che una lacrima gli rigasse il viso.
Severus ch'era leggermente arrossito,continuava a perdersi fra le fiamme del fuoco nel camino.
- E' lì che mi avete concepito? -,riuscì a chiedere poi.
- Sì,quella notte di puro amore e desiderio ci aveva donato te,così mi disse Astrea due mesi dopo.Naturalmente disse a Saytan che il bambino era suo,ma non riuscimmo a fare a meno di vederci.-
- Finchè lui scoprì la cosa..-
- Esatto.Ma quando l'ha scoperto era troppo tardi,visto che tu avevi già quattro anni;lui credeva che durasse solo da qualche mese o forse qualche settimana,mentre era molto più tempo.-
- Cosa decise mia madre? -
- Voleva lasciarlo,anche perchè nel frattempo aveva scoperto che favoriva un giro di prostituzione alla locanda di Thalya;voleva dirgli tutto:di te,di me...ma poi abbandonò quel proposito.Fino a quando finì di nuovo fra le mie lenzuola,lo stesso giorno..-
- Lo stesso giorno che l'ha uccisa? -
- Sì,quello stesso giorno.Quella sera dovevamo vederci,perchè io sarei partito la notte,e quando non la vidi arrivare mi precipitai al vostro castello,trovando solo la serva in lacrime che urlava 'La padrona è morta!Lui l'ha uccisa!' e indicava la costa:quando mi sporsi nel precipizio,il corpo di tua madre era arenato vicino gli scogli,col suo bel vestito chiaro.-
- E poi?Che successe ancora? -
- A quanto sapevo voi eravate alla locanda;il giorno che lui ti lasciò solo venne a cercarmi e la sera stessa,portandoti con sé,attentò alla mia vita,con quell'incantesimo per babbani.Non sapeva che fossi un mago,così appena lo vidi arrivare,mi affrettai a bere il Distillato della Morte Vivente e dopo che mi scagliò quel raggio di luce verde caddi a terra,fingendo d'essere morto.-
- Perchè non mi hai cercato,papà? -,chiese ad un tratto Severus,voltandosi verso l'uomo con gli occhi colmi di lacrime.
- Oh,Severus!Figlio mio amato!Se fossi venuto a cercarti ti avrei messo nei guai..forse è stato meglio così.-
- Forse..-
- Ma ora siamo di nuovo insieme,no?Adesso che ti ho ritrovato non ti lascerò mai più:continueremo a sentirci e a vederci...-
- Papà,forse non è una buona idea..-
- Perchè no?Abbiamo così tanto tempo da recuperare e tanto tempo per farlo! -
Severus si alzò dalla poltrona e andò ad aprire la porta;dopo che Marcus lo seguì,disse:
- Forse è meglio lasciare le cose come stanno,signor Nichtdark.-
- Severus,no!Non dire così,non voglio lasciarti più!Adesso ho ritrovato mio figlio e...-
- Buonanotte,Marcus.E faccia un buon viaggio,domani.-,terminò il professore,richiudendo delicatamente la porta e bloccandola con il suo incantesimo;Marcus batté con tutta la forza che aveva,ma Piton non lo ascoltava più:ritrovarlo adesso per poi perderlo di nuovo significava solo dolore;meglio lasciare le cose come stavano,senza rimpianti,più serenamente.
Dopo poco,il silenzio era ritornato nei freddi e bui sotterranei.
Piton prese la fiala della pozione calmante e decise di dormire un sonno tranquillo.
Ma un sogno,un bellissimo sogno,riuscì a penetrare nella sua testa,comunque...

- Severus...-
- Mamma..? -
- Severus sono così orgogliosa di te.Ora non ti devi preoccupare,perchè tuo padre sa che lo ami...-
- Mamma,io..non lo so..se avessi accettato di stare con lui? -
- Sei pentito Severus? -
- No..io..non credo..-
- Bene,allora è giusto così.-
- Mamma,aspetta...dove vai? -
- Ti devo proteggere amore mio..anche da lassù.Lo sai che ti amo..ti amo..ti amo...-.
Le parole erano solo un 'eco,mentre l'eterea figura della madre speriva in quello spazio perlato.Davanti a Piton comparve una pergamena,seguita da una bianca penna.Ancora col riflesso della madre negli occhi,il piccolo Severus seduto s'una roccia del Fiume di Kinglake,scriveva una poesia:

Madre, di un sudario purpureo ti sei ricoperta
sposa della morte sei diventata.
Madre, eterea sei rimasta
malvagia ti ha divorato
il tuo ventre ha dilaniato.
Madre, sorridi beffarda alla morte
Mia Signora che un Eterno sonno riposi.


E sotto,una piccola dedica aleggiava ancora sul foglio,scritta con la calligrafia malferma di un bambino di quattro anni:
"Alla mia mamma,ora e per sempre,dal tuo Severus."



FINE