NEVE... CRISTALLI DI MEMORIA


Cammino tranquillamente per le strade del centrocittà,appena velate dalla neve che cade sporadica in questo periodo. Io adoro letteralmente la piazza principale sotto le feste di Natale:tanta gente cammina frettolosa,piena di pacchi,e le lucine sparse qua e là sopra le insegne dei negozi riscaldano e fanno brillare l'aria.
L'atmosfera è complice dei miei ricordi e ripenso ad Hogwarts.Adesso sono vecchia,sola e stanca,ma sono stata bambina anch'io e ricordo commossa le lezioni,le feste e le sgridate che riempivano il castello ogni giorno;ogni giorno per ben sette anni.E poi al termine della scuola,la morte dei miei genitori e il ritorno ad una vita normale,"babbana".
Sorrido al suono di quella parola;l'ho sentita pronunciare con disprezzo,con dolcezza,con timidezza.
Eppure è ciò che sono stata prima di Hogwarts,e che forse sarò per sempre.
L'aria si fa più pungente,ma stringo meglio la sciarpa e mi avvio verso le stradine che dividono il centro in tanti isolati.
Rievoco alla memoria la vita di tanti anni prima...
Era un'estate calda,quell'anno,ma non fastidiosa,poichè non era umida.Avevo undici anni e stavo nel giardino di casa a giocare allegramente con la mia cuginetta;ci divertivamo tanto insieme,a giocare con l'acqua,a ridere,scherzare,ma soprattutto eravamo brave a far arrabbiare i nostri genitori.Stavamo nella piscinetta gonfiabile,a bagnarci vicendevolmente,quando una strano uccello si posò sulla ringhiera della mia casa.Lo rimirai a bocca aperta:era bianco come la neve,solo qualche goccia sfumata di grigio si sfumava nel petto.Gridai di contentezza e lo indicai a mia cugina;lei rientrò in casa spaventata,urlando come una matta:ah,già...era terrorizzata dai volatili,come dimenticarlo!
Io,ancora meravigliata,mi avvicinai con cautela e mi misi davanti a lui,guardandolo bene negli occhi;erano bellissimi,di un mogano chiaro,con delle pagliuzze che mandavano riflessi dorati.Sorrisi,estasiata.
Mi accorsi poi che stringeva una lettera nel becco,che depositò lui stesso nelle mie mani.La busta era di un colore paglierino e sopra v'era scritto con dell'inchiostro verde smeraldo,la calligrafia ordinatamente disposta e finemente decorata.
Notai quasi emozionata che portava il mio nome:"Kristin J. O'Neal,1691,Beafeater Drive,Devonshire".
La stringevo forte nelle mie mani,quasi per paura di perderla,la tenevo stretta stretta.Rivolsi un'ultimo sguardo alla bellissima civetta,che nel frattempo avevo riconosciuto come tale,e rientrai in casa urlando contenta:
- Mamma,mamma...Una lettera,una lettera solo per me!Mamma,una lettera mia,mia,mia...-,gridai,andandole incontro ed abbracciandola felice.
- Bene,tesoro...Che aspetti,aprila! -,esclamò lei,divertita dalla mia reazione e mandando uno sguardo complice a mio padre. Strappai leggermente il sigillo che chiudeva la busta e aprii la lettera,molto lentamente,quasi come un rito.
La lessi a bocca aperta e poi guardai tutti i presenti:i miei genitori,la mia sciocca cuginetta e i miei zii.
- E' una lettera da...da...Hogwarts...la scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts! -,riuscii a dire,mentre gli occhi mi si riempivano di lacrime per l'emozione e quasi tristezza,per dovere lasciare la mia casa,i miei genitori,tutti.
- Tornerai durante le vacanze...e poi ci scriveremo sempre!Vedrai,starai benissimo!Non piangere più,Piccola Streghetta! -,mi sorrise papà,mentre mi aiutava a preparare le valigie quattro giorni dopo.
Riponevo dentro i miei vestiti,puliti e stirati,e tutto l'occorrente che avevo acquistato a Diagon Alley:e chi poteva aspettarsi questa parte di Londra,frequentata da maghi,streghe,folletti,gnomi?Io,no di certo,visto l'espressione che avevo quando giungemmo in quel quartiere.
- Iiiiiihh,iiiiiihh...-,mi distrasse Lady.La mia bellissima Lady,una civetta bianca come la neve,con qualche sfumatura grigia sul petto:com'ero felice di averla!Forse l'unica cosa che in quel momento mi rendeva davvero felice.
- Forza,andiamo.Il treno partirà fra mezz'ora:meglio arrivare in anticipo! -,mi disse papà,trasportando fuori i miei bagagli.
- Sì,meglio andare...-,mormorai a voce bassissima,mentre posavo lo sguardo su ogni oggetto della mia camera che mi aveva accompagnato per undic'anni.
Il traffico scorreva a rilento in città,ma riuscimmo ad arrivare in anticipo.Spingevo il mio trolley a passo lentissimo,i miei genitori si tenevano per mano dietro di me.Quando arrivammo al passaggio del binario 9 3/4,mi girai verso la mamma:
- Bene,tesoro mio,siamo arrivati.-,mi disse dolcemente,abbottonando l'ultimo bottone del mio palletot,un color pesca che mi piaceva tantissimo e che non lasciavo praticamente mai.
- Questo è il tuo biglietto...Ricordati di comportarti bene,a scuola,e scrivici spesso!Non tutti i giorni...ma spesso! -,rise papà.
Li baciai timidamente e li salutai con la mano,mentre attraversavo il muro,guardando loro che contraccambiavano il gesto.
Arrivata dall'altra parte,mi fermai di botto.L'Espresso di Hogwarts era davanti a me,con la sua mole rossa a scritte dorate.
Riconobbi che in quel mondo ogni cosa sapeva attrarti ed affascinarti,sempre con nuove sorprese,sempre con nuove emozioni.
Trassi un profondo respiro e m'incamminai alla volta di un vagone,dove speravo di trovare un posto libero.Evidentemente la Fortuna mi era amica,quel giorno,perchè trovai un intero scompartimento libero,solo per me.
- Bene! -,esclamai sorridendo,e sistemando tutti i bagagli nelle reti sopra i sedili.
Il viaggio non durò tantissimo,ma a me parve un'eternità.I paesaggi che attraversammo li ho ancora in mente:vaste distese di verdissima erba,come un'eterna Primavera;poi fiori,bellissimi,coloratissimi fiori,che anche da lontano sembravano emanare un intenso profumo,dalla nota dolceamara al contempo.Tutto,ma proprio tutto mi sembrava un sogno fantastico.
Giungemmo ad Hogsmeade nel pomeriggio inoltrato,quasi al crepuscolo.Appena scesi dal treno,un omone barbuto si presentò davanti a noi,fermandoci con una mano:
- Io sono Rubeus Hagrid.I ragazzi del Primo Anno mi seguano,da questa parte.-
Così noi,ragazzetti del Primo Anno,lo seguimmo in fila indiana per una stretta stradina,che sembrava andare direttamente ad un lago poco distante dalla stazione.Ed avevo ragione:Hagrid ci portò in riva al lago e ci fece salire su delle barche di legno,dall'aspetto più che vecchio,oserei dire antico;ogni barca aveva una lanterna,che illuminava la superficie dell'acqua,dove si rifletteva benissimo anche la luna.
Davanti a noi,sorse all'improvviso dalle nebbie della notte,uno sperone di roccia dove si levava un altissimo castello,dalle torri faraoniche,che si stagliavano prepotenti contro il cielo.Ammutolii a quella visione,ch'era la cosa più bella e,perchè no,magica che avessi mai visto.Scesi dalle barche,ci radunammo intorno ad Hagrid,sulla sponda del lago:
- Ragazzi,ragazze...Benvenuti ad Hogwarts! -.
A quella frase,i miei occhi bruciavano pieni di lacrime:era davvero la scuola di Magia e Stregonaria di Hogwarts.
E mentre c'avviammo al castello,liberai silenziosamente il pianto trattenuto.


* * *


Lo ricordo distintamente,il giorno che varcai quella possente soglia di quercia scura:era il 1° Settembre,il giorno più bello della mia vita.Ero emozionatissima,mentre entravo in quella scuola e salivo quelle scale di marmo venato di leggerissime sfumature pesca:già le adoravo.E poi pensai che s'intonavano perfettamente al mio palletot,che nel frattempo avevo dovuto sostituire con robusto mantello nero,che fra l'altro trovavo adorabile.
Al termine della scalinata,una donna di verde vestita c'attendeva,quasi impaziente.
- Benvenuti,Primo Anno.Ora entrarete in questa sala,dove verrete smistati nelle vostre case: Corvonero,Grifondoro, Tassorosso e Serpeverde.Bene,direi che possiamo cominciare...-
Quand'ebbe finito,la pesante porta alle sue spalle s'aprì,mostrandoci uno spettacolo entusiasmante:erano disposti quattro lunghi tavoli,con gli alunni più grandi;infondo alla Sala,il tavolo dei professori,disposto perpendicolarmente rispetto ai ragazzi. Ma la cosa più spettacolare,che mi fece trattenere il fiato,fu il soffito:centinaia di candele galleggiavano a mezz'aria,illuminando la Sala con fiochi bagliori,che si riflettevano nei miei occhi corvini.
Ero così intenta a guardare quella meraviglia,che non mi accorsi neppure del Preside che parlava e della Cerimonia di Smistamento ch'era già iniziata.Un tratto,il mio nome:- Kristin O'Neal! -,chiamò la professoressa McGrannit.
Riabbassai lo sguardo ed arrossii leggermente,mentre mi facevo largo fra i ragazzi davanti a me.
Il cuore mi batteva all'impazzata e mi tremavano le gambe,ma riuscivo a pensare abbastanza distintamente:"Sarò una Grifondoro o una Corvonero?",rimuginai nel mia testolina.
- Nessuno dei due,ragazzina! -,mi zittì il Cappello Parlante.- Perchè tu sei...Serpeverde! -.
Era così,ero una dolcissima Serpeverde,dai capelli nerissimi che a volte mostravano dei riflessi bluastri e dai lucenti occhi corvini.Ero contenta comunque,infondo era la casa che forse apprezzavo di più!
Mi alzai e mi diressi a ginocchia tremanti verso il tavolo della mia casa,dove venni accolta con applausi e abbracci,specie dai miei compagni del Primo Anno.
- Benvenuta,Kristin!Io sono Frances,ma puoi chiamarmi Fran...cioè se ti va! -,mi disse una ragazzina dai capelli fulvi e gli occhi chiarissimo dirimpetto a me,allungando la mano nella mia direzione,la faccia tutta un sorriso.L'avevo vista prima,durante la Cerimonia che ormai giungeva al termine,o meglio...le avevo sbattuto contro pestandole un piede,intenta com'ero a tenere la testa alta per gustarmi i riflessi cangianti dal soffitto.
- Tanto piacere,Fran! -,le risposi di rimando,sorridendo a mia volta e stringendole la mano.Non ci separammo più.
Ora la Cerimonia era davvero fnita e tutti i ragazzini erano stati smistati:la maggior parte di loro fra Tassorosso e Serpeverde; ben pochi erano giunti a Corvonero,quasi nessuno a Grifondoro.
Il Preside s'era alzato sul posto e,dopo i consueti annunci d'inizio anno,con un elegante gesto delle mani aveva fatto apparire le più squisite prelibatezze dell'intero mondo,magico e non.
- Buon appetito! -,esclamammo all'unisono io e Fran e ci gettammo letteralmente sul cibo.
Mangiai davvero tanto quella volta...tanto che la sera stessa stavo malissimo!Dei crampi allucinanti mi trafiggevano lo stomaco,ero assolutamente incapace di stare in piedi o seduta o sdraiata.Continuavo a cambiare posizione,ma la situazione non migliorava.Per fortuna,la mamma di Fran era una strega infermiera e le aveva insegnato dei semplicissimi incantesimi per le guarigioni più elementari.Fece apparire un bicchiere mezzopieno di un liquido trasparente e lo bevvi fiduciosa.
- Ma è bicarbonato! -,esclamai,occhi spalancati.
- Certo...cosa t'aspettavi? -,mi sorrise lei.Scoppiammo in una risata fragorosa,che ci fece perdere 5 punti,a testa.
Ma vi posso assicurare che la formula non l'ho più dimenticata...
Rimanemmo alzate non so quante ore a parlare di noi,delle nostre famiglie,dei nostri sentimenti,delle emozioni provate quel giorno.Scoprimmo di avere molte cose in comune e mi annunciò con mia grande felicità che non aveva nulla contro i babbani. Volevamo dirci tante cose,ma il sonno prevalse sul nostro desiderio di raccontarci ancora qualcosa,così sprofondammo addormentate sui cuscini,sotto le coperte.Un sorriso di Gioia m'illuminava la faccia,anche addormentata.
- Buonanotte,mamma e papà...-.
C'era ancora l'estate nell'aria;il sole era caldissimo la mattina seguente e sarei andata volentieri al lago con Fran,per fare una nuotata.Invece,era il primo vero giorno di scuola:avrei conosciuto i professori,le loro materie e poi avrei girovagato per l'intera scuola in cerca di qualsiasi cosa fosse interessante.
Non ero riuscita a svegliarmi da sola e Lady era più dormigliona di me!Così fu Fran a svegliarmi:
- Kristin,è ora di scendere per la colazione.E poi c'è lezione...-
A quelle parole balzai dal letto tutta eccitata e ci abbracciammo felici;eravamo felici di esserci conosciute e di fare la stessa scuola.Mi vestii in un baleno (lei era già pronta) e scendemmo nella Sala Grande;notai quasi con rammarico che non era più illuminata come la sera prima,ma era stupenda lo stesso.
Io e Fran ci sedemmo a tavola e,fra un toast e l'altro,guardammo l'orario:
- Bene,bene...le prime tre ore c'è Trasfigurazione,con la McGrannit.Lei è anche la direttrice di Grifondoro.Sembra simpatica...-, terminò Fran,scrutandola curiosa.Mi girai verso la professoressa,che in quel momento mi guardò sorridendo.
- Sì,è proprio simpatica! -,esclamammo io e la mia amica all'unisono.
- Poi...Incantesimi,con Vitious.Quant'è buffo! -,dissi ridendo.
E quando terminammo la colazione,ci dirigemmo verso la classe,dove la professoressa apparve poco dopo.
La mattina passò tranquilla e per quel giorno ricordo che non ci dettero tanti compiti;a dire la verità ero un po' svogliata,ma in classe sempre attenta ed efficiente.
I giorni passarono veloci,senza far sentire il peso delle lezioni.Il mercoledì mattina conobbi il direttore della nostra casa, Severus Piton,ch'era anche insegnante di Pozioni.
Notai subito il portamento torvo,cupo di quell'uomo che giudicai subito di bell'aspetto,anche se la maggior parte delle ragazze mi smentivano di continuo.Il suo modo d'insegnare era però impeccabile e la sua materia mi piaceva molto,anche se purtroppo non avevo voti troppo alti...ma del resto,in quale materia avevo la Lode?
Insomma,Hogwarts stava lentamente divenendo parte di me e n'ero felice.I miei genitori mi scrivevano spesso ed ero molto contenta di sentirli.Io raccontavo loro dei professori,delle sgridate,delle partite di uno strano sport chiamato Quidditch.
Ogni tanto mi mandavano qualche sacchetto di dolciumi tipici del mio paesino;intendiamoci,non che non trovassi gustose le Cioccorane o le gelatine TuttiGusti+Uno,ma il sapore dei biscotti che faceva mia madre era insuperabile.
Tutto mi sembrava davvero pieno di magia e mi sentivo estremamente contenta.
A volte il tempo sembrava non passare mai,ma invece stavano giungendo le vacanze di Natale,che avrei trascorso dai miei nel Devonshire.Io e Fran ci sentivamo lo stesso,ma avevamo una gran voglia di rivederci.
Le vacanze passarono in fretta e a Gennaio tornammo a scuola.
Era divertente rivederla e per me era importante:con lei mi confidavo più che con chiunque altro e sapeva risolvere ogni mio problema,o quasi.Mi fidavo ciecamente di lei,e la cosa era reciproca.Entrambe avevamo tanti sogni,tanti progetti e volevamo condividerli,per sempre se fosse stato possibile non perdersi mai.
E poi mia aiutava a scuola!Non ero proprio una asso,diciamolo pure,ma Fran era la mia tutrice personale:era lei che mi dava una mano a studiare e fare i compiti ed era sempre lei che m'insegnava a migliorare il movimento del polso per Incantesimi. Era stato un anno molto tranquillo e sereno ed ero contenta di essere una "Piccola Streghetta",come mi chiamava papà.
Non ci potevo credere,era già trascorso l'intero anno scolastico ed eravamo giunti all'ultimo giorno di scuola:
- Cari ragazzi,un altro anno è passato in gran velocità! -,scherzò il Preside.- E devo assegnare la Coppa delle Case! -.
Un gran silenzio avvolse la Sala.Inutile dire ch'eravamo tutti trepidanti e in attesa dei risultati.Silente riprese la parola:
- Al quarto posto..Tassorosso,con 369 punti.- Un applauso e grandi sorrisi dalla professoressa Sprite,ma non era proprio felice.
- Al terzo posto..Corvonero,con 472 punti.- Altro fragoroso battito di mani;i ragazzi si stringevano le mani e s'abbracciavano.
- Al secondo posto...Serpeverde,con 499 punti.- Un boato immenso ruppe l'armonia:eravamo arrivati secondi,per un pelo... - La Coppa delle Case va a Grifondoro,con 500 punti! -.
Applausi,risate,gli alunni della casa saltavano in festa;dal soffitto piovevano fuochi d'artificio,che si spegnevano a mezz'aria. Gli stendardi sventolavano appesi al sottotetto e sulle pareti,e per due soli punti potevano essere nostri.
Non c'era rancore nel mio cuore,nella maniera più assoluta;anzi,ero andata da Jane,una ragazza di Grifondoro che avevo conosciuto e mi ero complimentata con lei.Doveva essere una Gioia immensa vincere qualcosa di così importante...
Ma le assicurai col sorriso sulle labbra che l'anno prossimo non se la sarebbero cavata così facilmente!
Jane era veramente gentile e grazie a lei avevo scoperto che i miei antenati,ogni altra generazione,erano stati dei maghi a Serpeverde.Il giorno del mio smistamento,infatti,alcuni professori s'erano chiesti come poteva una babbana stare nella casa del nobile Salazar:grazie a Silente ed alla mia amica Grifa,il mistero era stato risolto!
Dopo i vari festeggiamenti che accompagnarono quel giorno,Hagrid ci riportò ad Hogsmeade,dove alle 14 in punto prendemmo il treno che ci riportava a casa.Viaggiai con Fran,ma la maggior parte del tempo dormimmo...troppo chiasso la notte prima!
Arrivati a Londra,appena scese dal treno ci abbracciammo e le promisi che ci saremmo sentite spesso.
Corsi incontro ai miei,ch'erano arrivati in stazione:
- Tesoro mio! -,rise la mamma,vedendomi arrivare.
- Mamma!Papà! -,urlai con tutto il fiato che avevo in corpo.
Un lungo,lunghissimo abbraccio:ero tornata a casa e vi sarei rimasta per ben tre mesi.Per me era una conquista enorme.
Saliti in macchina ci dirigemmo verso casa.Incurante,stordivo mamma e papà coi miei racconti:ero di nuovo felice.


* * *


Sono ancora per strada mentre ricordo per filo e per segno ogni avvenimento di quell'anno.Si sta facendo più buio,giù per i viottoli poco illuminati.La gente è rara,solo qualcuno che fa gli ultimi acquisti.
E' bello il Natale.Il Natale del mio Primo Anno ad Hogwarts i miei genitori mi regalarono una tazza verde smeraldo con un serpente argentato intrecciato sul manico;sopra avevano fatto incidere il mio nome:Kristin.La conservo ancora quella tazza, sopra il camino,con un fiore dentro.Ormai il mio nome è svanito,ma il serpente con l'occhio di Swaroski brilla ancora.
Fran mi aveva regalato un maglione,con una dedica ricamata sopra da lei stessa.La frase diceva:"Per sempre amiche.Fran."
Amavo molto quel maglione;e poi era color pesca,il mio colore preferito...e lei lo sapeva bene.
Io invece le avevo donato un profumo,un'essenza particolare ch'ero riuscita a fare da sola,o meglio con l'aiuto del professor Piton.In quell'occasione l'avevo reputato gentile e la mia ammirazione nei suoi confronti era cresciuta.Inoltre,essendo migliorata molto in Pozioni,era ben felice di restituire l'impegno.
Inizia a fare ancora più freddo.M'incammino verso casa,dove credo mi preparerò una cioccolata calda.Intanto i ricordi s'impossessano di me ancora una volta...
Quell'estate,come promesso,io e Fran ci scrivemmo tantissimo e una volta riuscimmo ad incontrarci,coi nostri genitori.
Andammo in giro per Londra e ci fermammo da "Jack's" a prendere il più buon gelato che avessimo mai mangiato.
Io poi andai in vacanza con la mia famiglia,in Irlanda,dove abitavano ancora i miei nonni paterni;mi divertii tantissimo, soprattutto quando arrivò la mia sciocca cuginetta,Jennifer,che noi chiamavamo "Jefer".Era così che lei stessa pronunciava il suo nome quand'era piccola e poi le rimase come soprannome.I miei nonni avevano un villino s'una sconfinata pianura,dove passai quasi due mesi e dove festeggiai il mio compleanno:sono nata il 29 Luglio.Tornai a casa il 27 Agosto;cinque giorni dopo sarebbe ricominciata la scuola.Quasi strano a dirsi,ma ero contenta di tornare fra i banchi di Hogwarts.E più strano ancora,mi erano mancati i miei professori e addirittura il signor Gazza.L'ho sempre reputato un po' strano,quell'uomo...
Comunque quei giorni passarono più velocemente di quanto m'aspettassi;era abbastanza noioso ripassare le materie dell'anno precedente senza la mia migliore amica che mi desse una mano.
Arrivò così il 1° Settembre;alla stazione salutai i miei e m'incamminai con Fran verso il binario.Appena salite sul treno cercammo uno scompartimento tutto per noi e appena lo trovammo ci raccontammo tutto sulle nostre vacanze.
Eravamo indubbiamente cresciute,e non solo nella testa,ma anche nell'aspetto fisico eravamo ben diverse.Ed era solo il Secondo Anno.Questa volta,alla stazione di Hogsmeade,trovammo il professor Piton che ci accompagnò,noi del Secondo Anno,alle carrozze che ci avrebbero portato al castello.Fui felice di vederlo e non potrebbe negare di essere stato felice anche lui di vedermi.O avevo le trabeccole,o quello che vidi espresso sul suo volto era un sorriso vero,e seppur brevissimo era tutto per me.Immaginai per un istante che il professore avrebbe potuto essere un buon amico,un capace confidente,ma non ebbi mai il carattere di chiederglielo.Innanzitutto avevo Fran e speravo sinceramente che non si stancasse di me e poi con che coraggio mi sarei avvicinata a lui dicendo:"Salve professore!Vuole essere mio amico?".Ero sicura che mi sarebbe arrivato uno schiantesimo all'istante.E come biasimarlo?Dopo tutto quello che si diceva avesse passato,era improbabile che accettasse. Non ci pensai più e salii in carrozza con la mia amica.In un batter d'occhio giungemmo alla scuola.
Ero contenta che apparisse quella di sempre:l'entrata,le gradinate,la Sala,la Cermonia dello Smistamento,gli annunci del Preside ed infine il banchetto.Sì...era tutto proprio come ricordavo,dall'anno prima.
La prima settimana di scuola,pochi disastri e molti punti:già noi,Serpeverde,pregustavamo la vittoria della Coppa delle Case.
Infondo l'avevo promesso a Jane,potevo forse deluderla?No,non potevo e glielo ricordai ridendo il primo giorno di lezione.
Già,perchè noi avevamo la maggior parte delle ore con Grifondoro e,a dire il vero,non mi dispiaceva:avevo vicino le mie migliori amiche,cosa potevo desiderare di più?
Passavo con loro momenti indimenticabili,ma a volte avevo bisogno di rimanere da sola.Ero nel pieno dell'adolescenza e a volte mi venivano delle tipiche crisi esistenziali.Non riuscivo più a capire i miei sentimenti,le mie emozioni si sovrapponevano e a volte combinavo dei disastri,che spesso portavano delle punizioni.Una volta successe con la Sprite,nella Serra n.5:stavo per far morire avvelenata una piccolissima piantina...e chi se lo sarebbe mai aspettato?Non avrei mai avuto un possibile futuro come fiorista,questo era certo.Comunque,come punizione dovetti ripiantare l'intero banco di Mandragole che avevo davanti.Ora,dovete sapere che il tavolo era lunga quanto l'intera Serra e la Serra arrivava a circa 35 metri;calcolate poi che le Mandragole erano piccole ed occupavano circa venti centimetri quadrati l'una...
Se il risultato è all'incirca un fantastilione di Mandragole..Bene,quelle sono le piante che ho dovuto rinvasare per tutto il giorno!
Ma la punizione più schifosa e che non dimenticherò mai mi fu data proprio dal mio mito,il professor Severus Piton.
Era venerdì mattina,le ultime due ore.Ero stanca,stanchissima:la sera prima io,Fran e Jane eravamo sgattaiolate dai dormitori e ci eravamo trovate in biblioteca,per parlare,sì,ma anche per fare una scorpacciata di Cioccorane...Beh,quella mattina era andata abbastanza bene.Almeno,con la McGrannit e la Bumb me l'ero cavata,ma due ore di Pozioni per me erano davvero pesanti.Eravamo in piedi,davanti ai nostri calderoni ancora vuoti,che leggevamo riga per riga una pergamena con tutti gli ingredienti: fegato di lucertola (ma le lucertole possedevano davvero un fegato??!),occhi di coniglio e sangue di grifone (con l'immensa Gioia del mio professore!).
- Benissimo.Avete gl'ingredienti e due ore di tempo per preparare questa pozione abbastanza semplice...E soprattutto, SILENZIO!,visto il lavoro che ho da fare! -,sibilò Piton,rivolgendo sguardi storti a tutti,soprattutto ai suoi "amati" Grifondoro.
Lo reputai antipatico in quel suo comportamento,ma io mi voltai verso Jane quasi preoccupata e lei mi strizzò l'occhio: no,non se l'era presa.E come poteva?Dopo un po' facevi abitudine anche al carattere del perfido Severus Piton.
Mi sentivo tremendamente stanca e avevo sinceramente poca voglia di preparare quella pozione,ma del resto non avevo scelta.Così accesi il fuoco con la mia bacchetta e versai i primi due ingredienti nel calderone;mescolavo pazientemente il contenuto,che ormai si stava sciogliendo in una pappetta molle e che emanava un odore nauseante.
Visto ch'ero a buon punto mi girai verso Jane ed iniziammo a chiacchierare fittamente,sottovoce.Era noioso essere lì a sorvegliare quella brodaglia,ma il tempo passava comunque velocemente,almeno fra una chiacchiera e l'altra.Forse mi distrassi un po' troppo,perchè ad un tratto un urlo agghiacciante mi penetrò nel cervello:
- Signorina O'Neal,ATTENTA!Il suo calderone sta...-
Il professore non fece in tempo a finire la frase,che il mio calderone rovinò in un'esplosione pazzesca.Per fortuna,i miei compagni e il professore s'erano buttati a terra,e lo feci anch'io,per un pelo.Mi graffiai il viso,questo sì,ma a parte le macchie scure che avevo in viso,come il resto della classe,non riportai nessuna lesione grave.Me lo assicurò più tardi anche la Chips.
- Signorina O'Neal,maledizione.Che stava facendo?Perchè non sorvegliava il suo calderone? -
- Professore,io...-
- Le saranno tolti 50 punti,per la disattenzione che riserva in classe.Inoltre questo week-end sarà in punizione,sotto la mia sorveglianza.Per i due giorni interi.-,finì in un sibilo Piton;arrosii violentemente:ero stata richiamata e messa in punizione...
Un'altra volta in una settimana:se lo avessero saputo i miei mi avrebbero rivoluto subito a casa.Per fortuna convinsi Silente a non dir loro nulla,promettendo che mi sarei impegnata molto di più.
Quel pomeriggio mi rinchiusi in biblioteca:ero serena,perchè almeno non gli avevo dato la soddisfazione di vedermi piangere davanti all'intera classe.Ma quanta fatica mi costò scacciare quelle lacrime!
Stavo terminando i miei compiti,quando Fran entrò e s'accomodò vicino a me;ero così presa dai pensieri che non me ne accorsi subito.Solo quando prese la parola,alzai lo sguardo verso di lei:
- Allora come va? -,mi chiese quasi preoccupata.
- Beh,diciamo che se non avessi fatto esplodere il calderone,se non mi avessero tolto 50 punti e messa in punizione per l'intero week-end,andrebbe tutto bene,grazie.-
- Era da un po' che te lo volevo dire ma non ho mai avuto il fegato di farlo...-,continuò lei.
- Sì,insomma...sei un po' strana in questo periodo.Vuoi...vuoi parlarne? -,mi chiese titubante.
Non le risposi.Volevo confidarmi con lei,ma cosa potevo dirle se non sapevo neppure io ciò che mi stava succedendo?
- Oh,Fran...-,scoppiai in lacrime.- Non lo so,non so cosa mi succede...io...io mi sento confusa,a volte non dormo e così poi non ragiono!Io...davvero,non so cosa sia...-,terminai,lasciando che le mie lacrime cadessero per terra,formando delle minuscole pozze,che s'asciugavano praticamente all'istante.
- Beh,Kristin,è un periodo stressante.E poi questa cavolo di adolescenza!Ma non si potrebbe passare dall'infanzia...-
- ...all'età adulta?-,chiese una voce dietro di noi.
Il professor Piton era lì,che sistemava pazientemente e con criterio dei pesanti tomi sulle Pozioni,che era probabile avesse preso dalla Sezione Proibita.
- Beh,perchè no? -,domandò la mia amica abbassando lo sguardo.
- E' proprio una bella questione...-,disse lui come se stesse riflettendo.- Ah,signorina O'Neal,l'aspetto domattina nel mio ufficio... per la punizione -,sibilò con un sorriso soddisfatto e una luce quasi cattiva negli occhi neri.
- Sì,certo.-,risposi io,prendendo le mie cose ed uscendo dalla stanza,assieme alla mia amica.
Quella sera non scesi neanche per la cena;bevvi un the nella Sala Comune e me ne andai a letto subito.La mia testa pensava..
"Infondo che cos'ha di speciale?Niente,proprio niente.E' solo un'insegnante del cavolo,che vuole vedermi stremata dal lavoro, ecco tutto.E allora perchè continuo a pensarci?Maledizione...mi sta rovinando la vita qui a scuola!Devo smetterla di pensarci!" Eh,già...l'adolescenza.Gran bel periodo:la scuola,gli amici,i primi amori,le delusioni..la Mandragole da piantare!!
In questo momento sono a casa,nel salotto.Il camino è acceso,in un caldo fuoco scoppiettante.L'acqua sta bollendo,il cioccolato è pronto...Mi accocolo sul divano;ai miei piedi la mia micia,Lady...Lady,come la mia civetta.Dò uno sguardo alla tazza sopra il camino;adoravo fare colazione con quella tazza!Mi riporta indietro nel tempo,alla mattina della punizione.


* * *


Era sabato mattina,una settimana prima delle vacanze di Natale.Invece di andare a Diagon Alley o Mielandia avrei dovuto passare il week-end con il professore,per una stupida punizione.
- Buona Fortuna! -,sorrisero insieme Fran e Jane,prima di lasciare la scuola.
- Grazie! -,risposi io sarcastica,prima di scendere nei sotterranei e di fermarmi alla porta.Trassi un profondo respiro per trattenere la rabbia che stava dilagando e bussai.
- E' aperto! -,urlò una voce dal tono basso.Entrai,quasi intimorita,ma varcai la soglia a testa alta.
- Buongiorno,professore.Sono qui per la punizione...-,sorrisi guardandomi in giro.
- Sì,molto bene.-,dichiarò lui senza alzare la testa dai fogli che aveva davanti.
- Allora,per prima cosa deve sistemare quelle provette laggiù,poi lavare i contenitori su quel ripiano ed infine mettere nei vasi quei sei calderoni di occhi di rospo.Le auguro un buon lavoro! -,ghignò luciferino.
Provette,tantissime provette,forse un migliaio.Sistemare...tsk,per 'sistemare' ogni provetta intendeva lavarla delicatamente con l'apposito morbido bruschetto,poi numerarle e inserirne cinque in ogni portaprovette.Un lavoro che mi sembrò infinito,ma mi diedi da fare e in poco più di due ore me la cavai.Non volava una mosca nel suo ufficio,tranne quando imprecava sottovoce per qualche errore;allora sorridevo soddisfatta:"Vede,professor Piton,anche i migliori sbagliano!".Questo avrei voluto dirgli. Iniziai a lavare quei maledetti contenitori,che chissà quali schifezze avevano trasportato all'interno;erano sporchi,incrostati e sentivo già dei conati di vomito salirmi in bocca.Ma resistetti,poichè volevo dimostrargli che anche se potevo essere disattenta, ero determinata in ciò che facevo.In tutto,ciò che facevo.
Trattenni un pianto di sfogo,quando notai che ogni volta che i contenitori terminavano,il tavolo si riempiva nuovamente.Ne lavai talmente tanti,che al termine del lavoro le mani erano arrossate e graffiate e mi bruciavano tremendamente.Quando il professore se ne accorse,mi diede una pomata che alleviò il dolore.Gliene fui molto grata.
Passai poi ai sei calderoni di occhi di rospo.Presi dei vasetti nuovi,con il coperchio,e li riempii fino al bordo di quell'orrido ingrediente,che veniva utilizzato spesso anche da noi studenti.
Non andai a pranzo,volevo finire il mio lavoro.E quando terminai,s'accendevano in cielo le prime stelle.
- Professore...ho finito,io me ne andrei...-
- Sì,sì vada pure.Molto bene!Buonanotte.-,disse dando uno sguardo al lavoro ultimato.
- Buonanotte anche a lei -,risposi io,arrossendo inconsapevolmente.
Quando arrivai in camera,mi gettai sul letto e liberai un pianto di dolore,di rabbia,di soddisfazione.E' vero,mi sentivo profondamente umiliata;le mani e la schiena mi dolevano per gli sforzi,ma ce l'avevo fatta:avevo terminato il mio lavoro.Senza lamenti,senza dire una sola parola.Non avevo neanche vomitato.
Quando Fran tornò,le raccontai tutto,ancora in lacrime.
- Mio Dio,io...io non posso crederci! -,esclamò coprendosi la bocca con una mano.
- E' stato orribile,ma ho resistito! -,sospirai asciugandomi il viso.
Era vero,avevo resistito e n'ero profondamente felice.Quella notte,solo una bella dormita e tanti sogni stupendi.
La mattina dopo ero riposata,mi sentivo molto meglio;ma un pensiero mi disturbava in continuazione:
"Cosa diavolo mi farà fare oggi?Pulire serpenti,lucertole e topi o dovrò solo invasare degli artigli d'avvoltoio?".
Mentre scendevo le scale,mi veniva da ridere a quei pensieri;cos'andavo a pensare...sicuramente avrebbe fatto di peggio!
Bussai ancora divertita ed entrai dopo il consenso del professore.
Lo trovai davanti al suo calderone,intento a mescolare una sostanza verdastra,molto consistente.
- Signorina O'Neal -,esordì,-devo riconoscere che ha svolto un ottimo lavoro ieri.-,disse serio.
A quelle parole non riuscii a trattenere un sorriso,che rivolsi direttamente a lui.
- Quindi oggi dovrà solo sorvegliare questo intruglio...molto attentamente! -,scandì,guardandomi negli occhi e facendomi quasi tremare.Avevo visto che i suoi occhi erano neri,ma non avevo mai notato quella nota di tristezza che li velava.Me ne accorsi in quel preciso istante,col suo viso chinato verso il mio,per intimorirmi di più.
- Sì,signore -,mormorai quasi agghiacciata.
Lui si accomodò alla sua scrivania,io mi misi in piedi davanti al calderone,con una grande ramazza in mano,a sorvegliare quel liquido,cangiante di colore.Lo tenevo bene d'occhio e ogni tanto una bella mescolata lo cambiava di tono.
Forse erano passate tre o quattro ore da quando ero lì.Il professore s'alzò e venne verso di me:
- Direi che va bene...-,sentenziò scrutando l'interno del pentolone.
- Sì...direi che va proprio bene.Le assegnerò di nuovo i 50 punti che aveva fatto perdere alla casa.-
Così si diresse alla scrivania e registrò la nota s'una pergamena.
- Può andare,se crede...-,disse senza guardarmi.
Io mi diressi verso la porta,ansiosa di raccontare tutto a Fran e Jane,quando la sua voce mi bloccò:
- Spero vivamente che la punizione le sia servita...-
Mi girai verso di lui,con il cuore che mi batteva all'impazzata.
- Sì...sì,professore,davvero -,riuscii a mormorare,mentre vedevo che il suo sguardo non era più così freddo.
- Bene..molto bene -,rispose,riabbassando lo sguardo sui suoi documenti.
Corsi fuori dalla stanza e mi diressi alla Sala Comune dei Serpeverde,correndo pazzamente per i corridoi.
- Fran,Fran...non ci crederai...-,le dissi,con il fiato rotto dalla corsa.
- Ok,ok...calmati,prendi fiato e racconta! -,mi strinse per un braccio,facendomi sedere sul divano.Le raccontai tutto.
- E così ti ha riassegnato i punti,eh?Strano,abbastanza strano...ma meglio per noi! -.Ridemmo come matte ed annunciammo la cosa ai nostri compagni,che vollero festeggiare l'avvenimento con torte e dolcetti vari.
Per mia fortuna non avevo dimenticato la formula del bicarbonato,sennò sarebbero stati davvero guai...
Sorrido tristemente al ricordo di quelle serate,spensierate,allegre,piene di compagnia;ballavamo,si rideva,si scherzava...si rischiava di perdere ancora punti.Ma chi se ne importava,eravamo felici.Adesso,invece,sono sola e l'unica compagnia che mi rimane sono i vecchi ricordi di quando ero circondata da affetto e tante persone che mi amavano.
Ci furono poi le vacanze di Natale e il ritorno a scuola;l'anno finì in fretta,senza complicazioni di nessun genere:sembrava essere tornata la 'normalità' e i miei voti si erano addirittura alzati nella media...Un avvenimento eccezionale!
Un mio pregio è che so mantenere le promesse.E come avevo annunciato a Jane,quell'anno vincemmo noi,gloriosi Serpeverde,l'ambita Coppa delle Case.Jane n'era felice,dato che sosteneva il motto "Una volta a ciascuno",ma i suoi compagni Grifondoro non erano entusiasti quanto lei...Erano arrivati solo terzi,superati per due punti dai Tassorosso.Quest'anno la professoressa Sprite elargiva sconfinati sorrisi,come l'anno passato,ma aveva davvero un buon motivo per farlo!
Il treno partì da Hogsmeade alle due e un quarto precise;alla stazione di Londra,le nostre famiglie c'aspettavano.
Io,Fran e Jane ci salutammo,e ci promettemmo d'incontrarci,almeno una volta durante l'estate."Jack's" sarebbe diventato per noi un appuntamento imperdibile.Per tutte l'estati,il giorno e l'ora erano fissati:10 Luglio,alle 16 precise davanti la gelateria.
Puntuale,arrivò il giorno del gelato,e puntuali arrivarono i giorni da passare a casa dei nonni.Jefer era già arrivata e volle sentirsi raccontare tutto sulla scuola di Hogwarts;eravamo in giardino,sulla panchina in legno che ormai era diventata il nostro luogo di confidenze,e le stavo dicendo tutto quello ch'era capitato quell'anno.M'interuppe all'improvviso:
- E' arrivata una lettera anche a me...da una scuola di magia.-
- Davvero?Verrai ad Hogwarts anche tu? -,urlai felice.
- No,è dalla scuola di Durmstrung.-
- Durmstrung?Jefer,ma...ma è lontanissima!Insomma come faremo a vederci? -,dissi io,abbassando tristemente la voce.
- Su,non fare quella faccia...sì,è lontana,ma potremo scriverci!E d'estate ci potremo vedere!Te lo prometto! -,disse lei,cercando il modo più allegro possibile,per risollevarmi il morale,ch'era a terra.
- Sì...hai ragione! -,cercai di ridere io.C'abbracciammo fortissimo;era sciocchina,davvero,ma le volevo un gran bene.Durante l'anno dopo ci scrivemmo di continuo,ma non riuscì a mantenere la promessa:lei e i miei zii morirono in un viaggio aereo. Passai un periodo nero,ma riuscii a ristabilirmi,almeno per un po'.
Così,passate la vacanze,Jefer andò a Durmstrung e io ritornai ad Hogwarts.Ero felice ancora una volta,specie dopo che i miei voti s'erano risollevati.Ma quel Terzo Anno al castello non mi è rimasto particolarmente impresso.Non ricordo esattamente dei periodi precisi,tranne un episodio,che accadde la sera di Halloween...
La Sala Grande era riccamente addobbata;appena sotto il soffitto fluttuavano illuminate delle zucche,finemente intagliate,dalle espressioni più diverse.Sui muri erano attaccati dei festoni che si muovevano da soli e sparsi qua e là v'erano dei neri pipistrelli,con gli occhi rossi,che stridevano fastidiosamente al passaggio di qualsiasi persona.I fantasmi volavano sopra le nostre teste e per l'occasione apparivano più consunti del solito:l'atmosfera faceva veramente rabbrividire!
Io ero scesa un po' più tardi del solito,poichè quel giorno l'avevo passato in infermeria,con Madama Chips:un po' d'influenza babbana capitava anche da quelle parti;sporadicamente,intendiamoci,ma capitava...
Il Preside stava per far iniziare il banchetto,ma quando mi vide si rivolse a me:
- Tutto bene,signorina O'Neal? -,mi chiese in un sorriso,coi piccoli occhi azzurri che mi scrutavano.
- Sì tutto bene,grazie...-,mormorai io,mentre arrossivo,con gli occhi di tutti puntati addosso.
Non so perchè,ma mentre alzavo lo sguardo,guardai nella direzione di Piton;anche lui mi guardò e mi fece cenno di sedermi. Così mi sedetti vicino a Fran e il Preside diede inizio ai festeggiamenti.
Le tavole s'imbandirono di ogni cibo possibile;ogni cosa era adagiata su piatti da portata finemente cesellati e le caraffe erano d'argento,come i bicchieri a nostra disposizione.Per la prima volta vidi un tale spettacolo,che si sarebbe poi ripetuto ad ogni evenienza particolare.Iniziammo a mangiare,affamati davvero,e ogni boccone era accompagnato da risate e fitte discussioni. Anche i professori si stavano divertendo;soprattutto la McGrannit,seduta vicino a Vitious.Il professore d'Incantesimi si divertiva a far apparire ogni sorta di creatura oscura,facendo divertire tutti i professori.Anche la Sprite e Madama Chips si unirono al coro delle risate,seguite poi dal Preside stesso.Notai con curiosità che solo Piton non partecipava all'ilarità generale.
Gardava il professor Vitious e scuoteva la testa,come per dire:"Che diavolo sta facendo,il professorino tascabile?".
Risi sonoramente a quel pensiero,sollevando la curiosità della mia amica:
- Che c'è da ridere così?Racconta...che mi sono persa?Silente sbavava? -
- No -,risi di nuovo,- stavo solo pensando che Piton potrebbe avermi fatto venire in mente un soprannome carino per Vitious! -
- Piton?!E che soprannome sarebbe?? -,mi chiese più curiosa di prima.
- Beh...'Professorino Tascabile'! -
- Ah,ah,ah,ah,ah...Professorino Tascabile!Ah,ah,ah...-
- Ssshh! -,la zittii subito,dopo che Piton s'era girato verso di noi per rimproverarci.
Tornammo serie,o almeno cercammo di farlo,e finimmo la cena;era inevitabile tornare a ridere,ma ci demmo un contegno.
Al termine del veramente lauto banchetto,uscimmo tutti in giardino,dove Silente e la Bumb avevano organizzato una specie di nascondino.Le novità erano due:la prima,che si adoperava il manico di scopa;la seconda,che giocavano anche i professori. Era divertente:un nuovo modo per appropriarsi di un vecchio,vecchissimo gioco.Stavo volando per nascondermi,quando scorsi un'ombra sulle gradinate del campo da Quidditch.Cosa potevo fare?Avvicinarmi e vedere chi fosse,oppure avvisare il Preside; infondo,quella persona poteva essere chiunque e per quello che ne sapevo anche un pericoloso criminale.
Naturalmente,l'istinto valse sulla ragione,quindi molto cautamente e rasentando il terreno mi avvicinai;mi accorsi quasi con stupore che si trattava del professore di Pozioni.Cosa ci faceva là,da solo,invece di partecipare al gioco?
- Salve professore -,dissi,mentre planavo sulle gradinate.
- Kristin...Signorina O'Neal,che ci fa qui?Non va a giocare coi suoi compagni? -
- Beh,veramente mi stavo nascondendo,quando l'ho vista.-.Mi guardò,alzando un sopracciglio.
- Cioè,non l'avevo riconosciuta...stavo venendo a vedere chi fosse...-,continuai mormorando.
- Bene...e ha trovato me! -,sorrise,allargando le braccia teatralmente.
Sì,aveva sorriso.Per la seconda volta in tre anni,aveva sorriso;anche questa volta ero stata l'unica a vedere qualcosa di più che le sue labbra piegate in una smorfia.Sorrisi a mia volta,quasi in imbarazzo.
- Cosa sta facendo qui da solo? -,chiesi incuriosita,pentendomi subito per la domanda indiscreta.Mi fissò,gelandomi.
- Devo controllare la scuola,ogni sera.Questa sera toccava al campo da Quidditch...altre curiosità? -
- No...no,mi scusi,non volevo essere indiscreta!A volte sono troppo curiosa...-
- Già,l'avevo capito,Kristin.Vuole sedersi e bere qualcosa di caldo? -,mi chiese,sedendosi a sua volta.Annuii.
Mi stupii per la richiesta,poi ripensai alla mia idea di averlo come amico-confidente.Sorrisi silenziosamente,anche al pensiero che mi avesse chiamato per nome.Oramai,solo i miei compagni mi chiamavano Kristin,o a volte Kris,dato che gl'insegnanti mi appellavano sempre come "Signorina O'Neal" (che,fra l'altro,iniziava a darmi la nausea!).
Mi accomodai di fianco a lui;con un frullìo di bacchetta,si materializzarono una teiera e due tazze,di fine porcellana biancoblu.
Ne presi una e Piton mi versò una buonissima cioccolata calda,arricchita di gustose spezie.Ancora oggi la bevo così...
Eravamo in silenzio,in più io ero imbarazzata e forse anche lui;non credo fosse molto abituato ad avere compagnia,soprattutto femminile,per quanto possa contare il fatto ch'ero una sua alunna.Stavamo a guardare la luna,in silenzio,come per non alterare un delicato equilibrio che si sarebbe spezzato con una parola.Non so come,con che coraggio,alla fine parlai:
- Questa cioccolata è davvero buona.Qual è il segreto? -,chiesi guardando corrucciata il liquido dentro la mia tazza.
- Se glielo dico,che segreto è? -,mi rispose a sorpresa;le labbra in un mezzo sorriso.
- Già...ma credo di averlo capito:sono le spezie.-,dissi io guardandolo in volto.Il professore annuì e centellinò la bevanda.
- Beh,vorrei saperne di più...-
- Ah-a,curiosità...-
- ...ma lei non mi dirà niente! -
- ...e perspicacia!Sì,è esatto,non le dirò niente! -
- Già,lo sospettavo!Perchè,professore?Perchè non parla,non si confida? -.Rimasi stupita:come potevo averglielo chiesto?
Lui guardò la luna più intensamente,come a volerla studiare da lontano.Poi sospirò.
Un sospiro che in quel momento per me significava molte cose:confidarsi?Confidarmi con chi?Quali amici,quali persone?Ma soprattutto cosa vuoi da me,sciocca figlia di babbani?Pensavo sarebbero state queste le sue risposte,ed invece...
- Non lo so,Kristin.Credo che non saprei cosa dire,forse per abitudine.Vede,non ho mai avuto molti amici,non li ho mai voluti... o forse loro non volevano me.No,il motivo vero non lo so...Mi dispiace,la sua curiosità non verrà soddisfatta questa volta.E non per mera cattiveria,solo per cruda ignoranza...suppongo.-
- Ma lei,professore,lo vorrebbe un amico?O...un'amica? -
- No,non credo,non ora.Gliel'ho detto:sto da solo,per abitudine,per convenienza...-
- Per convenienza?!Crede le faccia bene stare così chiuso in sé stesso?Senza chiacchierare,senza sorridere mai...-
Si alzò di scatto e mi guardò dritto negli occhi;rimasi di pietra mentre parlava:
- E' venuta qui per farmi la paternale,signorina O'Neal?Non creda di poterlo fare!Sono il suo professore...-
- NO!Io vorrei che fosse mio amico...-,urlai io,alzandomi nervosamente e facendolo sobbalzare all'indietro.
Rimase attonito.E lo credo:chi avrebbe mai osato parlargli a quel modo,se non una sciocca ragazzina che lo stimava troppo?
Mi guardò con quel suo solito sguardo gelido,che non dimenticherò mai,e mi ferì con poche parole:
- Amici...Io non ho amici.E non le permetto di credere che lei possa diventare mia 'amica'.-
Detto questo,si girò dall'altra parte e fece sparire le tazze in uno schiocco di dita.Prima di andarsene,terminò in bellezza:
- Signorina O'Neal,le verranno tolti 100 punti,per la sua insolenza e mancanza di educazione.-
Adesso,ripensando a quel momento,sorrido e confermo quant'ero sciocca.Ma questo è l'unico episodio degno di nota per quel mio Terzo Anno alla scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts.


* * *


Lady s'è addormentata in braccio a me,mentre la stavo coccolando;l'adagio piano sopra il suo cuscino e guardo fuori dalla finestra:ha ricominciato a nevicare.Tanti piccoli cristalli di neve si posano sulla strada e,piano piano,il manto cresce.Domattina sarà sicuramente tutto bianco:i giardini,le macchine,i tetti delle case...Tutto completamente candido. Anche ad Hogwarts un Natale nevicò fittamente e la mattina dopo i giardini della scuola non avevano più confini.Era tutto innevato,quell'Avvento del Quarto Anno,e noi alunni ne approfittammo per una battaglia sulla neve.E con noi,alcuni insegnanti. Al crepuscolo della Vigilia iniziò a nevicare;io e le mie amiche eravamo in camera mia,ad assaggiare dei dolcetti che mi aveva spedito mia madre:li adoravo;adoravo il caramello tempestato di mandorle,ricoperte di fine cioccolato.E anche Fran e Jane non disdegnavano.Quando c'accorgemmo che la neve scendeva più fitta,sedemmo sul davanzale del largo finestrone:
- Io adoro la neve...-,mormorò Jane,estasiata dallo spettacolo.
- Sì,anch'io.Così pura,così...così fragile.Un po' mi rispecchia! -,esclamò Fran.Io e Jane iniziammo a ridere di gusto:di certo la mia diligente amica non brillava per modestia.
- A te piace la neve,Kris? -,mi chiese poi la mia compagna Grifondoro.Riflettei un attimo,poi risposi,come se fossi stata ispirata.
- Sì..sì,a me piace la neve.Io ho sempre pensato che fossero dei piccoli folletti,vestiti di bianco e d'azzurro,che donavano la loro vita per far risplendere i paesaggi tristi.Quando poggiano lentamente al suolo,pare che lascino la loro esistenza e che vengano seguiti dai loro amici,o da coloro che li amano...-.
Una lacrima mi rigò il viso e fui grata alle mie amiche,che non dissero una sola parola.
Quella notte dormimmo tutt'e tre assieme,sul grande letto,fra caramelle e dolci vari;la mattina dopo,appena sveglie,scendemmo nei cortili ed iniziammo a giocare coi nostri compagni ch'erano stati più mattinieri.La McGrannit e Madama Chips ci seguivano con dei mucchi di neve fra le braccia,ma noi aspettavamo che ci venissero vicine per stordirle a raffiche di soffice nevischio.
Stavo correndo all'indietro,per seminare Fran che mi stava rincorrendo,quando sbattei addosso a qualcuno.Mi girai di scatto: no,non era possibile,con tutte le persone proprio lui.
- Si sta divertendo,signorina O'Neal? -
- Professor Piton...Io...mi scusi,non l'avevo vista.E comunque,sì mi sto divertendo molto! -,risposi guardandolo negli occhi neri.
- Ah,sì?E riuscirebbe a spiegarmi cosa c'è di così divertente nel seguire e farsi inseguire per sporcarsi di neve? -,continuò lui guardandosi in giro,come a mostrarmi gli altri che giocavano.
Non so cosa mi passò per la mente in quel momento,ma presi una gran manciata di neve e gliela scaricai addosso.
- Perchè non me lo dice lei? -,urlai io,scappando lontano insiame a Fran e Jane,ch'era arrivata in quel momento.
Probabilmente mi avrebbe buttato fuori dalla scuola,ma non m'importava:mi bruciava ancora troppo l'episodio nel campo da Quidditch,l'anno precedente.Come poteva pensare che non avrei potuto essergli amica?
Rimase come stordito dal mio comportamento,restando fermo dov'era,col nerissimo mantello chiazzato di neve.
- Benissimo -,urlò lui.Pensando che stesse per colpirmi con qualche incantesimo proibito mi girai per proteggermi...
Ma non riuscii a schivare quell'enorme cumulo di neve che il professore mi aveva lanciato.Me ne stavo lì,ricoperta dalla testa ai piedi,incapace quasi di respirare per l'impatto,quando mi passò di fianco:
- Sa,aveva proprio ragione! -,mi disse con tono fintamente amabile,e s'allontanò.
Io presi altra neve fra le mani e presi ben bene la mira.
- Ma sei impazzita?!Ti farà sospendere...-,mi disse Jane un po' spaventata.
- Mi ha provocato lui...-,risposi,mentre lanciavo ciò che avevo in mano.
Lo colpii,proprio in testa,sui suoi bei capelli corvini.Lui si girò e rispose prontamente al colpo:iniziammo così uno scontro fra noi due,sotto gli occhi perplessi e divertiti di tutti i presenti.Eravamo completamenti zeppi di neve,bagnati e il fiato si condensava in effimere nuvolette.Stavano tutti rientrando...tutti,meno noi due.
Eravamo lì da ore,ormai,ma non eravamo stanchi,perchè ci stavamo divertendo.Correvamo,ridevamo,ci lanciavamo la neve contro.Sembravamo amici e tutto questo mi sembrava importante e bello.E,certo,mi rendeva felice.
Non importa se poi dovemmo passare l'intero pomeriggio in infermeria.Eravamo raffreddati e le dita erano gelate,così Madama Chips ci portò in una stanza spoglia,dove c'erano principalmente armadi con medicinali,babbani e non.
- Mi sono divertito...-,esordì lui tristemente,mentre bevevamo della normale aspirina.
- Sì,anch'io,professore.-,risposi a testa bassa.
- Grazie,Kristin.Ti ringrazio tanto.-
Quelle parole mi scaldarono il cuore.Ricevere un ringraziamento dal professor Severus Piton,insegnante di Pozioni nella scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts,non era cosa da tutti i giorni.Ma ciò che mi colpì di più fu quando mi sfiorò la mano come se volesse carezzarla per scaldare la pelle freddissima.Sussultai,lo ammetto,a quel contatto.La sua pelle era liscia e le sue mani erano già calde e morbide.Mi fece stare bene e mi diede una grande soddisfazione:forse potevamo essere amici. Così almeno credevo;invece,dopo quella splendida giornata,non fui più Kristin,la ragazzina che giocava e poteva essere una buona amica,ma tornai ad essere semplicemente la 'Signorina O'Neal'.Almeno fino alla fine di quell'anno.


* * *


Dopo tanti anni,posso riflettere col senno di poi.Io e Piton non avevamo ciò che si può definire propriamente un rapporto,se non come alunna-insegnante,ma a volte ci trovavamo sulla stessa lunghezza d'onda e allora c'avvicinavamo.In alcune occasioni c'era una sorta di equilibrio fra di noi e faceva sì che potessimo comportarci come due confidenti.
Una volta quell'equilibrio si stabilizzò durante la stupenda Primavera del Quinto Anno...
Era Maggio inoltrato ed io m'ero trasformata in un'attraente ragazzina di quasi sedic'anni:adesso portavo i capelli lunghi,sciolti sulle spalle,sempre coi loro riflessi bluastri verso le punte.Il mio corpo era cambiato;le forme erano più sinuose e piene in certi punti.Inoltre ero diventata da poco...insomma,una vera signorina!
E un Corvonero dello stesso anno se n'era accorto,all'inizio con mio grande disappunto,poi con mio estremo piacere.
Il suo nome era Thomas Lee Dalton,ma per tutti era 'Tom'.C'incontrammo una volta s'una rampa di scale,visto che i dormitori erano dalla stessa direzione,e credo che per lui fu un autentico colpo di fulmine.Da quella volta,ogni occasione era valida per dirmi una parola,per donarmi un fiore o per invitarmi ad una passeggiata.Fran e Jane,che nel frattempo si erano impegnate rispettivamente con un Serpeverde e un Grifondoro,erano molto contente per me.E anch'io ero lusingata di quel tacito ed educato corteggiamento,fino a quando mi mandò un bigliettino:"Kris,mi piaci veramente.Vorrei tanto stare con te,insieme a te".
Ecco,me l'aveva chiesto,ed ora che potevo fare?Dire di sì?Non ero sicura di ciò che provavo per lui!Dire di no?Impossibile,gli avrei letteralmente spezzato il cuore!A quel punto chiesi consiglio alle mie preziose amiche:
- Io gli direi di sì...e poi andiamo tutti e sei a Diagon Alley! -,suggerì Fran.
- Io invece gli direi di no!Se non ti piace davvero,gli faresti solo del male! -,mi ammonì,invece,Jane.
Fantastico,ero al punto di partenza;non sapevo che fare e lui,molto carinamente,non aveva cambiato atteggiamento nei miei confronti e aspettava una mia risposta,qualsiasi essa fosse.
Un pomeriggio,visto il bel tempo,io e le mie confidenti andammo a fare i compiti in giardino,sotto una gigantesca quercia.
Eravamo concentrate sui libri,quando Fran mormorò:
- Oh-o...arriva lo spasimante! -
- Beh,noi andiamo in biblioteca...Raccontaci tutto poi! -,ammiccò Jane,allontanandosi verso il castello.
- Ciao! -,esclamò Tom,che nel frattempo s'era seduto vicino a me.
- Ciao...come va? -,risposi io,alquanto in imbarazzo.
- Tutto bene,grazie.Tu?La scuola? -
- Ah,carichi di compiti! -,sorrisi.
- Ti ho portato questa orchidea,dalla Serra.So che ti piacciono,quindi...-
- E' il mio fiore preferito...Grazie -,dissi guardando nei suoi chiari occhi celesti.
In quel momento il mio cuore batteva all'impazzata,le mani sudavano ed ero arrossita vigorosamente;lui mi prese per mano,facendomi sussultare.
- Ti amo,Kris.-,disse soltanto.Poi mi prese il mento con due dita e ruotò la testa verso il suo volto.I nostro occhi s'incontrarono, per fondersi in un unico sguardo,e le nostre labbra erano sempre più vicine.Mi baciò,dolcemente,con delicatezza,quasi avesse paura di farmi del male.Al tocco delle nostre bocche,un vortice d'emozioni mi attraversò la mente,e il cuore:il mio primo bacio.
Non durò a lungo,ma a me sembrò un'eternità.Per un attimo,un pensiero mi passò per la testa:"Severus".
Mi staccai dalle sue morbide labbra e gli accarezzai lentamente una guancia.
- Scusami tanto...-,sussurrai prima di correre via,forsennatamente.
Corsi per i corridoi,fino ad arrivare alla biblioteca,dove trovai Fran e Jane che terminavano i compiti.
- Mi ha baciata! -,gridai sedendomi con loro.
- Davvero?? -,dissero loro all'unisono.
- Sì...ma sono scappata! -
- Cosa?!E perchè mai?? -,domandò Fran,contrariata.
- Piton...-,dissi sottovoce.
- PITON???!! -,urlarono loro guardandosi.
- Zitte!!Volete farvi sentire da tutti?? -
- Scusa...ma che c'entra Piton? -,chiese Jane interdetta.
- Beh,Tom mi stava baciando e ho pensato a Piton...cosa direbbe se sapesse che ho baciato un ragazzo? -
Le mie amiche si guardarono,senza capire.E neanch'io capivo:cosa poteva interessarmi l'opinione del professore?
Infondo,non avevamo un bel rapporto d'amicizia,anche se io l'avrei tanto desiderato,quindi lui non c'entrava per niente.
- Io non ti capisco...-,scosse la testa Fran.
- Io invece ho capito benissimo:ti sei innamorata di Piton! -,esclamò Jane,guardandomi dritto negli occhi.
Mi freddò con quella frase,lo ammetto.Ma dopo qualche secondo mi riscossi.
- Andiamo...che dici??Io?Innamorata del professor Piton?Non farmi ridere...-,ribattei,sforzandomi di ridere.
- Eh,già...non c'è altro motivo valido! -,sostenne Fran.
- Fran,Jane...vi dico che non è così! -
- E allora perchè hai pensato a lui?Mentre baciavi Thomas Dalton?Dimmi un solo motivo valido...-
- Jane,io...Insomma vorrei che Piton potesse diventare un mio amico,un confidente,come voi.-,risposi a testa bassa.
La mia amica Grifondoro mi prese una mano e la strinse amichevolmente:
- Perchè non vai a parlargli? -
- A Piton?Adesso? -
- Beh,se non lo fai adesso,fallo quando vuoi...ma devi farlo.O,io e Fran,non ti sopporteremo più! -,rise.
- Va bene.Lo farò...promesso! -.Le salutai calorosamente e,prese le mie cose,uscii dalla biblioteca.
Il sabato sera seguente le mie amica andarono ad Hogsmeade coi loro ragazzi;io ero in camera,che ripensavo al consiglio di Jane:"Perchè non vai a parlargli?".
Certo,dirlo era una parola,ma con che coraggio mi sarei presentata davanti alla sua porta esordendo:"Salve!Lo sa, ho baciato Tom Dalton,ma pensavo a lei,così le mie amiche ora credono che sia innamorata di lei,professore!Non è buffo?"
No,neppure io avevo il coraggio di farlo.Come potevo?Mi alzai un po' titubante e uscii dalla mia stanza.I corridoi erano deserti: tutti erano usciti,diretti a Diagon Alley,I Tre Manici di Scopa o Hogsmeade.
Senza accorgermene arrivai alla camera del professore,nei sotterranei.Cosa gli avrei detto?Non c'avevo pensato...
Bussai.Non sentii risposta dall'altra parte della porta;bussai di nuovo.
Venne ad aprire,ma ero così agitata che non lo lasciai parlare:
- Buonasera,professore.No,no,mi lasci parlare...Ecco...Tom Dalton di Corvonero,mi ha chiesto di...di mettermi con lui,ecco.Io non so cosa dirgli...non so cosa rispondergli...E non so neanche perchè sono qui,a dirlo a lei...A dire la verità oggi pomeriggio l'ho baciato e in quel momento ho pensato a...a lei,professore!Oh,oddio,io non volevo dirglielo...ehm,mi scusi...mi scusi tanto.Buonanotte! -.Ecco,il mio discorso era terminato.Lui aveva ascoltato tutto,senza dire una parola,ma in un dato momento giurerei di averlo visto arrossire.Dopo la mia deliziosa performance ero scappata via,correndo a perdifiato,lasciandolo attonito.
Ero tornata nella mia stanza e,appena dentro,mi tuffai sul letto e sprofondai la testa nel cuscino.
- Sono un'idiota! -,esclamai a voce alta,- Un'autentica idiota!Adesso Piton mi odierà a morte:perderò punti per ogni cosa e non avrò più speranza di essere sua amica! -.Ero davvero triste e pentita;piansi,piansi tanto fino ad addormentarmi.
La mattina dopo mi svegliai con il morale a terra;non feci neanche colazione,perchè avevo lo stomaco bloccato,dalla tristezza.
- Buongiorno! -
- Ciao Fran...-
- Che c'è? -,mi chiese poi sedendosi vicino a me,nella Sala Comune di Serpeverde.
- Sono andata da Piton ieri sera...-,dissi io,a testa bassa.
La mia amica rimase attonita:
- Davvero?E cosa gli hai detto? -.Le raccontai tutto:del mio discorsetto,ch'era leggermente arrossito,della mia fuga,del pianto...
- Beh,io non credo che ti odierà a morte.Di certo non ha un carattere da...da...confidente,ecco.Ma si comporterà come sempre.-
- Io è questo che non voglio! -,alzai la voce io,balzando in piedi nervosa.
- Se sono andata da lui è solo per fargli capire che lo voglio come amico,che m'importa della sua opinione...-
- Lui non è la persona adatta!Non ha amici,parla raramente coi suoi colleghi,non sorride...Lo definirei quasi..."amorfo"! -
- Beh,ti sembrerà "amorfo",ma dev'esserci un motivo se si comporta così...-,ribattei io sedendomi,sconsolata.
- Lascia perdere!Non è il caso di accollarsi anche i suoi problemi! -,mi consigliò Fran,uscendo dalla stanza.
'Lasciar perdere!',ecco il suo consiglio.Ma come potevo?Lo apprezzavo molto come insegnante,lo stimavo,e secondo me era davvero una bravissima persona.Sì,a volte era un po' scontroso,ma chi non lo diventa quando hai degli alunni che fanno i peggiori disastri?A Pozioni,poi...
Comunque decisi di non pensarci più,o almeno di provarci.Quella mattina andai ad Hogsmeade con le mie amiche,a distrarmi...
Quando tornammo dalla nostra uscita era pieno pomeriggio:il sole era alto nel cielo e brillava stupendamente sopra il lago;mi sarei fatta volentieri una nuotata,ma non c'avrebbero mai concesso il permesso di andare.
Rimasi in cortile,sotto la Grande Quercia,a leggere un libro:era lo stesso posto dove Tom mi aveva baciato.Passai ore lì,a proseguire la lettura,che si presentava interessante,quando un'ombra oscurò le parole stampate sul libro.
Cosa avrei potuto fare s'era Tom?Ero ancora in imbarazzo per come l'avevo lasciato quel giorno...
- Disturbo? -.Alzai lentamente la testa.
- Professor Piton...-,mormorai,a bocca spalancata.- No...no,non mi disturba affatto -,risposi mettendo via il libro.
- Kristin,non so e non voglio sapere cosa le sia successo ieri sera.E' venuta da me,a disturbarmi nella mia stanza personale e non mi ha neanche lasciato proferire parola.Il suo comportamento è stato alquanto stupido e inopportuno.-
A quelle parole,le mie guance bruciavano per la vergogna e sentivo gli occhi che si stavano riempiendo lentamente di lacrime.
- Ad ogni modo...dovrebbe accettare la proposta del signor Dalton.Non sono un esperto,signorina,ma quando qualcuno ti ama è impossibile rimanere indifferenti,nel bene e nel male.Impossibile...-,sottolineò.
Mi scioccò con quelle parole,ma soprattutto mi scioccò il modo in cui le disse:il suo sguardo era gelido,la bocca piegata in una smorfia,ma la sua voce era gentile,oserei dire dolce.Mi spezzò il cuore:chissà cos'aveva passato nella sua vita,eppure mi stava dando un consiglio,un consiglio d'amore.
Mi alzai e lo guardai in viso;l'espressione era contratta,ma velata di un'austera dolcezza.Guardai dietro di lui e vidi Tom.
- La ringrazio,professore.La ringrazio tanto...-,mormorai in lacrime,sfiorando appena il suo mantello.
Rimase immobile sotto l'ombra della Grande Quercia,mentre io corsi incontro a Tom e lo abbracciai forte,abbandonandomi ad un pianto disperato sulla sua spalla.Poi lo guardai in viso:
- Sì,sì,sì...voglio stare con te! -,urlai a voce alta.Lui mi baciò,stringendomi di più,accarezzando i miei lunghi capelli corvini.
Restammo insieme fino alla fine del Settimo Anno,poi lui mi lasciò:era cambiato,doveva andare per la sua strada...
Ero felice,però,perchè l'avevo amato,amato davvero,e non me ne pentii.Mai.


* * *


Adesso che ripenso a tutto questo,piango,in silenzio.E non solo per Tom.
Ogni anno che passava,il rapporto fra me e il professore era normalissimo agli occhi degli altri,ma per noi era mutato.Non era cambiato il suo carattere o il suo odioso atteggiamento in classe,ma s'era instaurata una sottile fiducia reciproca.
Sì,sottile,perchè io mi fidavo e non mi fidavo di lui,mentre lui era come se volesse fidarsi di me,ma qualcosa lo bloccava.
E così,cresceva piano piano,lentamente,in silenzio.
Mancavano solo due anni al termine della scuola,poi sarei stata una strega a tutti gli effetti;avrei anche dovuto decidere se rimanere nel Mondo Magico o tornare al mio babbano,ma specialissimo,Devonshire.Ma quei due anni furono i più belli della mia vita,perchè Severus Piton era entrato ancora di più nel mio cuore;non posso negarlo,era terribilmente insopportabile,ma alcuni suoi comportamenti,anche passati,mi fecero comprendere quanto dovesse sentirsi triste e solo.Scoprii che aveva un carattere complesso,che si faceva sempre tante questioni,tanti problemi,anche per delle cose semplici;ma soprattutto il suo cruccio più grande era accettare serenamente i propri sentimenti,ciò che scaturiva in lui in momenti speciali...
Stavo frequentando il Sesto Anno e quasi non ci credevo.Sembrava ieri che avessi varcato la soglia di Hogwarts per la prima volta ed invece era già il sesto Capodanno che festeggiavo lì,coi miei amici,con Fran e Jane,con il mio adorato Tom.
Il 31 Dicembre l'atmosfera della scuola era d'eccitazione;la contentezza era palpabile,specie per i Settimi delle Case,che vedevano vicina la fine del loro ultimo anno ad Hogwarts.I professori erano rimasti nella Sala Grande,dopo la colazione,per addobbare con incantesimi e formule il soffitto e gli alti muri di pietra;mancavano due persone in effetti,ma potevo perfettamente immaginare dove potessero essere:Silente era di sicuro nel suo ufficio,per "sistemare gli affari della scuola", diceva lui;invece era per "ordinare sorbetti e gelati al limone",sapevamo noi.Mentre Piton sarebbe stato nel suo laboratorio, pieno di ampolle dai contenuti disgustosi e montagne infinite di scartoffie,da compilare o correggere o rileggere per l'ennesima volta.Per quel Capodanno,quasi tutti gli studenti erano tornati a scuola,che in quel periodo era solitamente deserta. Comunque,io e le mie amiche coi nostri ragazzi la mattina presto andammo a Diagon Alley,per comprarci il vestito da sera che avremmo dovuto mettere in occasione della festa;il preside era stato chiaro:"Smoking o tight per i ragazzi,vestiti lunghi ed eleganti per le ragazze".Perfetto:il mio genere d'abbigliamento preferito e anche se avrei voluto svuotare il negozio,tornai 'solo' con tre borse:
- Che ti sei comprata? -,mi chiese Fran all'uscita da un'altra boutique col suo David.
- Beh,il vestito,le scarpe,gli accessori,i cosmetici...Tu,piuttosto? -
- Oh,beh,io appena appena il vestito.Non so quanto rimarrò alla festa...-,ammicò stringendosi a David.
- Oh,capisco...-,sorrisi io.
- Ciao ragazze!Cos'avete preso? -,arrivò Jane.Le raccontammo tutto e lei scoppiò a ridere per la strada.
- Bene,bene...beate voi,amiche mie! -,esclamò incupendosi.
- Jane?Cosa c'è? -,chiesi andandole più vicino.
- A dire la verità...Richard mi ha lasciato -,disse sorridendo tristemente.Io mi coprii la bocca con una mano:quei due erano perfetti insieme,come aveva potuto lasciarla?Il giorno di Capodanno,per di più?
- Sì,mi ha mollato per un'altra ragazza...più grande! -.Pianse,pianse tanto.Quella sera non scese alla festa,ma ci mandò gli auguri a mezzanotte,col suo gufo,Lylo.
Quel pomeriggio il sole splendeva,ma l'aria era fredda.Tutti gli studenti avevano iniziato a prepararsi molto presto,alcuni subito dopo il pranzo.Anch'io volevo prepararmi al meglio,così salii in camera mia molto presto e mi sdraiai sopra al letto,per riposarmi un po' prima della toiletta;inaspettatamente,m'addormentai...e sognai.Ma le immagini erano confuse,sfocate;c'era qualcuno che parlava:una voce profonda,calda,molto avvolgente,che sembrava provenire da ogni parte...Mi alzai,ma non avevo quel senso d'angoscia che ti assale quando hai paura di ciò che sogni perchè non riconosci nulla,anzi.Mi sentivo tranquilla,stavo benissimo,forse stavo addirittura meglio,mi sentivo come più protetta.Eppure quella voce...
Non ci pensai più:tra poco sarebbe sceso il crepuscolo,quindi iniziai a prepararmi,molto eccitata per la serata.
Riempii la vasca d'acqua quasi fino all'orlo e in un colpo di bacchetta schiuma e bolle tempestavano la superficie;entrai con un piede,poi con tutto il corpo e rimasi in ammollo quasi per mezz'ora.Quando uscii,m'acconciai i capelli e mi truccai:il vestito l'avrei messo per ultimo.Così me ne stavo in accappatoio,truccata e acconciata,quando bussarono alla porta:
- Chi è? -
- Sono Fran...posso entrare?E' urgente...-
- Sì,sì...entra pure! -
- Ooh,Kris,mi devi aiutare! -
- Beh,se posso...-
- No,no,no...tu DEVI farlo! -
- Ok,sentiamo! -
- Allora...David ha organizzato una serata un po'...particolare,ecco.Quindi noi non verremo alla festa...-
- NO!Fran,io non ti coprirò! -
- Oh,ti prego Kris,sei la mia unica speranza! -,mi supplicò a mani giunte,in ginocchio.La guardai e scoppiai a ridere.
- Va bene,va bene,lo faccio,ma ad una condizione...-
- Tutto quello che vuoi! -,giurò.
- Bene:domattina,dovrai raccontarmi tutto! -
- Te lo prometto! -.Mi abbracciò forte ed uscì correndo,sbattendo la porta.Era felicissima.
Stavo ancora sorridendo,quando un gufo picchiò leggermente alla mia finestra.Lo riconobbi all'istante:era Kikò,il gufo di Tom. Alla zampetta un bigliettino giallo era legato con un nastrino;lo aprii e lessi:
"Mi dispiace dirtelo ora e in questo modo,ma sono ammalato!Ora sono con Madama Chips,ma stasera non verrò alla festa.Mi dispiace tantissimo.Ti prego perdonami e cerca di divertirti anche senza di me.Ti amo,Tom".
Fantastico:Jane non veniva alla festa,Fran era impegnata con David e Tom era ammalato.Non poteva andare peggio di così!
- Al diavolo...mi divertirò lo stesso! -,esclamai arrabbiata.
Era scesa la sera e le prima stelle già spuntavano in cielo.Indossai l'abito e mi specchiai:era un abito color argento,con dei riflessi verdi cangianti.La parte superiore era perfettamente aderente al corpo,mentre la gonna terminava svasata;non aveva maniche,ma sottili bretelle,quindi adottai uno scialle di lamé da mettere sulle spalle e che coprisse la schiena,in parte nuda. Ero truccata sui toni chiarissimi dell'argento e i capelli erano tirati tutti all'indietro,fissati alla testa con delle mollettine;davanti al viso due ciuffi corvini,coi loro evidenti toni bluastri.
- Benissimo!! -,sorrisi soddisfatta.Un profondo respirò mi caricò mentalmente e scesi dalla mia stanza.
Entrai nella Sala Grande,che aveva cambiato la disposizione delle cose:al centro un ampio spazio,che sarebbe stata la pista da ballo;ai lati,tavolate imbandite di ogni cibo e bevanda.Infondo alla stanza,un camino acceso e delle poltrone intorno.
Dal soffitto pendevano stelle filanti magiche e lucine che salivano e scendevano,sui muri delle fiaccole che esplodevano in fuochi d'artificio e si ricomponevano di nuovo,per poi scoppiare ancora,in un moto perpetuo.
Rimasi a bocca aperta,gli occhi spalancati.E anche gl'insegnanti erano elegantissimi,soprattutto la McGrannit e Piton.
La prima indossava una tunica finemente ricamata,cui era sovrapposta un mantello semi-trasparente,che cambiava colore.
Il professore di Pozioni era vestito di nero,come il suo solito,ma questa volta gli abiti avevano un taglio diverso:i pantaloni non erano attillati come li portava solitamente,ma erano leggermente più larghi e svasati infondo;la casacca aveva il collo un po' più alto,il che gli conferiva un aspetto austero e molto elegante.Il mantello copriva solo una parte del tutto,perchè fissato s'una sola spalla.Sì,così vestito era assolutamente elegante ed incantevole e,beh,mi piaceva molto.Mi guardò,senza battere ciglio,senza cambiare espressione.Io sorrisi per salutarlo,lui inchinò leggermente la testa,per contaccambiare.
La festa ebbe inizio:tutti gli studenti ballavano e si divertivano come matti.Io salutai qualcuno,parlai per un po' con qualcun altro e ballai insieme a delle mie compagne nei balli di gruppo.Non so perchè,ma mi sentivo osservata.Alzando lo sguardo, notai che Piton mi stava guardando,poco prima di uscire dalla Sala.
Continuai a guardarlo finchè non fu completamente uscito,e ripresi a ballare.Mi divertii,ma adesso avevo in mente tante cose:
perchè Piton mi aveva guardato così?Perchè era uscito dalla Sala senza togliermi gli occhi di dosso?Dov'era andato?
Resistetti ancora un po' in mezzo alla gente,poi presi il coraggio a due mani ed uscii a mia volta dal salone.
Lo cercai per tutta la scuola,inutilmente,perchè non c'era;improvvisamente mi tornò in testa il campo da Quidditch:
- Ma certo...-,mormorai.Presi la mia scopa e volai bassa,fino alle gradinate del campo.
Lo cercai,guardando a destra e a manca,finchè lo vidi:era seduto su un alto scalino e guardava intensamente la luna.Atterrai.
- C'è una luna meravigliosa stasera,le pare? -,gli chiesi,avvicinandomi silenziosamente,stringendomi nello scialle.
Lui si voltò verso di me e mi fissò a lungo.Avevo di nuovo quella sensazione di essere osservata,che mi faceva immobilizzare. Infatti me ne stavo ferma rigida dov'ero,incapace di togliere i miei occhi dai suoi.
- Stupenda...-,mormorò sorridendo in un'espressione triste.-...e anche la luna è molto bella.-
Arrosii violentemente:mi aveva fatto un complimento,un vero complimento,ripagandomi di tutte le punizioni,le sgridate ed i punti tolti.Ero orgogliosa,perchè voleva dire che anche lui provava un certo affetto per me e forse la fiducia iniziava a crescere.
- Vuole sedersi? -
- Sì,la ringrazio.-
- Non si divertiva alla festa? -
- No,non troppo.-,risposi abbassando lo sguardo.
- Le sue amiche? -
- Non stavano troppo bene...hanno preferito rimanere in camera -,mentii.
- E...Tom? -
Ecco,l'aveva fatto,mi aveva chiesto del mio ragazzo.Ero imbarazzata,non volevo parlarne con lui,perchè Piton e Tom erano due cose separate,nella mia testa e nel mio cuore,e non volevo mischiarle.Erano due affetti diversi.
- E' in infermeria,ammalato.-,dissi sarcasticamente.
- Beh,una bella fortuna.E' senza amici,quindi...-
- Sì,ma non ho scelto io questa situazione -,risposi alterandomi.
- E' vero,non l'ha scelta lei.Ma adesso non prova un po' di disprezzo per loro?L'hanno lasciata sola...-
- Non l'hanno certo fatto apposta! -
- No,ma lei è senza di loro adesso...-
- Già,sono senza di loro,ma ho lei -,dissi inviperita,scrutando nei profondi occhi neri del mio interlocutore.
Lo lasciai senza parole,poi ruppe il silenzio;sembrava improvvisamente più duro,peggio ch'arrabbiato:
- Di nuovo questa discussione...Potrei sapere una volta per tutte cosa vuole da me? -
- Sì,certo.Sa,a dire il vero non vedevo l'ora di perlargliene...-.
Gli raccontai tutto,per filo e per segno:l'evolversi del nostro rapporto in sei anni per me era stato importante,mentre scoprii che lui non se n'era neppure accorto.Quel sottile equilibrio era sempre in bilico,poi succedeva qualcosa che lo stabilizzava,qualcosa che faceva crescere la fiducia reciproca,anche se per Piton era difficile fidarsi adesso di qualcuno,specie di una sua allieva.
- Vorrei tanto sapere perchè non vuole avere una persona accanto che la sappia ascoltare,con cui confidarsi...Una persona speciale,da amare con tutto il cuore,anche come amica...-
- E vorrebbe essere lei,Kristin? -,mi chiese dolcemente,con uno sguardo velato di profonda tristezza e quasi odio per sé stesso.
- Se lei lo vuole,professore.Solo se lei lo vuole...-,risposi amaramente.
Gli occhi gli si riempirono di lacrime,che avrei tanto voluto veder scendere,e che invece furono respinte indietro:
- Grazie,grazie tante.Per esserci,per essere qui con me,adesso.-
Mi abbracciò,come un amico,un carissimo amico.Io poggiai la testa sulla sua spalla e piansi,sussultando fra le sue braccia.
Il suo cuore batteva piano attraverso gli abiti,mentre il mio sembrava dovesse esplodere da un momento all'altro:aveva accettato, aveva accettato di avermi come amica,con cui poter parlare e scherzare,se lo avesse voluto,a patto che gli altri non sapessero.Benissimo,saremmo stati l'uno per l'altra nel momento del bisogno.L'uno per l'altra...
Alzai la testa e mi asciugai il viso.
- Ti si è squagliato il trucco...Ecco,così è meglio -,sorrise sfiorandomi il volto.
- Grazie -,dissi io.- Adesso tocca a me fare una magia solo per te...-
Presi la mia bacchetta e,con un elegante ed elaborato gesto del polso,degli angeli di luce volarono davanti a noi,brillando contro la luna e il manto del cielo.Prima di sparire,lasciarono una frase sospesa a mezz'aria:"Amici...Severus e Kristin".
- E' bellissimo,grazie -,disse,poggiando un bacio fugace sulla mia fronte.
In quel momento un botto ci fece girare di scatto:dalla scuola stavano scoppiando i primi fuochi d'artificio,coloratissimi,enormi. Ci alzammo in piedi,per vederli meglio e per guardare i miei compagni che si erano riversati nei giardini della scuola.Severus era dietro di me e mi poggiò le mani sulle spalle,rimettendo a posto lo scialle,ch'era sceso:
- Buon anno nuovo,Kristin.-
- Buon anno anche a lei,professore.-


* * *


Quella notte ero su di giri,tanto che non andai subito a letto,ma mi catapultai da Jane e le raccontai tutto,raccomandandole di non dire niente in giro.Quando tornai nella mia stanza,faticai a dormire:ero troppo entusiasta,perchè finalmente avevo raggiunto il mio scopo.Ero divenuta sua amica,dopo ben sei anni che lo conoscevo,che lo stimavo,che gli volevo bene in silenzio.Adesso anche se gliel'avessi detto che male avrebbe potuto fargli?Decisi di no,ch'era meglio aspettare,di scoprirmi un po' per volta.Toccava a lui farsi sentire disponibile nei miei confronti,essere il primo a parlare.
E durante il Settimo Anno parlammo parecchio:gli raccontavo di me e Tom e delle mie amiche;poi della scuola,nelle altre materie;gli dissi dei miei genitori e dei miei nonni.Insomma gli rivelai tutta me stessa,i miei gusti,le mie passioni,ciò che amavo e ciò che odiavo,nelle cose e nelle persone.Per esempio io adoravo i gelati al cioccolato,lui preferiva la liquirizia.
Iniziò anche lui a raccontarmi di sé,del suo passato,di quando era uno studente modello ma che non aveva amici su cui contare davvero o che gli volessero realmente bene.Mi disse tutto del suo passato di Mangiamorte,delle persone che aveva ucciso senza una valida ragione,se non per la brana di potere che Voldemort gli aveva impresso nel cuore.Ma ora era cambiato;non solo aveva lasciato Voldemort,ma aveva iniziato a fare la spia per Silente.Non accennava mai ad affetti o amori veri,solo odio,verso sé stesso,verso gli altri,ch'erano sempre più felici o più sereni di lui.
- E' una nostra scelta,Severus.Non puoi condannare gli altri o te stesso per questo motivo,ma imparare a conoscere,te,gli altri -
- Tu perchè hai voluto essere mia amica? -,mi chiese una sera.
- Ti ammiravo...ti ammiro,ti considero una persona speciale,mi sono affezionata dopo quella maledetta punizione! -
- Ah,ah,ah...quella stupida punizione...te ne ricordi ancora? -,mi chiese ridendo pienamente.
- Certo che me ne ricordo!Non ho mai lavorato tanto in vita mia! -
- Però poi non ti sei più distratta! -
- Eri tu a distrarmi...-,mormorai,stupidamente.
Quelle parole lo fecero restare di ghiaccio;i suoi occhi erano diventati cupi,il sorriso era scomparso dalle sue belle labbra.
- Mi dispiace tanto...-,sussurrai,coprendomi la bocca.Dovevo averlo imbarazzato,non era abituato a simili attenzioni.
- E' molto tardi.Sarà meglio che tu vada...-,disse,alzandosi e aprendo la porta.Io uscii:
- Buonanotte,Severus.-
- Sì...sì,buonanotte.-
Ero stata una stupida a dire una cosa del genere,ma sapevo il motivo per cui l'avevo fatto:ci vedevamo molto spesso la sera, per parlare di noi e di mille altri argomenti,quando iniziai ad amarlo.Lo amavo quando mi guardava con quei suoi occhi neri, che si riflettevano nei miei,dello stesso colore;nell'istante in cui i nostri sguardi s'incontravano,sembrava che le nostre anime si fondessero in un lento abbraccio,cullato da una dolcissima musica.Mi faceva sentire bene,quel suo sguardo.
E poi amavo il suo sorriso;era impossibile da credere,ma Severus Piton aveva il più bel sorriso che avessi mai visto.Le sue labbra erano sottili,scure e mostravano i denti che,al contrario di ciò che si diceva nella scuola,erano bianchissimi e perfetti. Aveva delle mani bellissime,non erano né magre ne paffute,ma erano molto morbide e soprattutto forti.Mi piaceva,e tanto.
Una sera eravamo nel suo studio,gli avevo chiesto di aiutarmi a studiare;una scusa banale,lo so,ma volevo vederlo a qualsiasi costo.Quando entrai,il camino era acceso e davanti v'erano disposte due poltrone,con un tavolino centrale dove si trovavano due tazze e una caraffa di cioccolata calda e speziata.
- Buonasera -
- Buonasera,Severus -
- Spero che tu la bevva volentieri...la cioccolata -,disse,indicandomi la caraffa.
- Uh?Ah,sì...la cioccolata...certo,grazie! -,risposi io,sedendomi s'una poltrona.
Gli fece vedere il libro e gli dissi quali erano le cose che non avevo capito;lui me le rispiegò,pazientemente,ma non l'ascoltavo per niente.Innanzitutto,li avevo capiti perfettamente in classe e poi ero persa in lui,completamente.
Quel suo ciuffo sempre davanti agli occhi mi faceva impazzire e avrei ascoltato la sua voce per ore,senza stancarmi mai.
Inoltre le sua mani sfioravano leggermente la carta e Dio sa quanto le avrei volute sulla mia pelle.
- Mi stai ascoltando? -
- Cosa?Scusa...-
- Kristin,non mi stai ascoltando.-,disse soltanto,in tono neutro.Non era arrabbiato,né stanco o troppo felice del fatto.
- Mi dispiace,sono molto stanca -.
Mi alzai e mi sedetti davanti al fuoco,con la tazza di cioccolata in mano,poggiata alla sua poltrona con la schiena.
Le fiamme bruciavano alte e si riflettevano nei miei occhi:erano bellissime,rosse,oro,con dei riflessi azzurrastri verso la punta. Severus si sedette sulla poltrona e mise la sua mano sopra la mia testa,carezzandola lentamente,le dita fra i miei capelli:
- Vuoi parlarne? -,mi disse.
- Parlare di cosa? -,sostenni,sorseggiando la calda bevanda.
- Non lo so...perchè sei così triste,per esempio? -
- Non sono triste -
- E allora cos'hai? -
- Vorrei tanto potertelo dire...-
- Che cosa te lo impedisce? -
- Tu me lo impedisci! -,esclamai io,alzandomi di scatto e dirigendomi verso la porta.Ma lui fu più veloce,ahimè.
Mi bloccò il braccio e mi obbligò a girarmi;poté così vedere ch'ero in lacrime.Sembrava arrabbiato:
- Si può sapere che diavolo ti prende,maledizione? -
La sua imprecazione non fece altro che aumentare i miei singhiozzi,fino ad un pianto esasperante.
- Allora?Vuoi rispondermi?Kristin,cosa...-.
Lo baciai.Alzai la testa e lo guardai negli occhi,poi lo baciai,così semplicemente.Lui rimase immobile,mentre le mie labbra erano ferme sulle sue e le lacrime continuavano a scendere ininterrottamente.Era finita:non avrebbe più voluto vedermi,ma non m'importava,non m'importava niente di quello che avrebbe deciso.Per me era importante quel semplicissimo momento.
Quando mi staccai da lui,lo guardai.I suoi occhi erano come colmi di disprezzo,l'espressione contratta:
- Mi dispiace tanto,Severus.Mi dispiace tanto,mi dispiace...-
Corsi via,piangendo per i corridoi,fin quando arrivai alla Sala Comune,sfinita per la corsa e per il pianto.
Da quella sera era davvero finito tutto.Lui,Severus Piton,sembrava dovesse essere l'unica persona al mondo che non doveva amare o essere amato;io rispettai faticosamente quella decisione,perchè avrei voluto dichiararmi fino in fondo,dirgli che lo amavo pazzamente e che se lui voleva avrei voluto essere la sua donna.Ero disposta ad aspettare la fine della scuola,ma poi avrei voluto essere sua,completamente.Ed invece quando c'incontravamo la sua espressione era dura,colma di rabbia e di disgusto.Mi odiava,per un bacio che valeva più di qualsiasi parola avrei potuto dirgli in quel momento,quando le nostre labbra s'erano incontrate e una grande emozione era esplosa in me,nel mio cuore,nella mia testa,nel mio sangue.
Finire l'anno era stata quasi un'impresa.L'ultimo giorno i Serpeverde vinsero la Coppa delle Case,ma ero infelice lo stesso.
Quando andammo alla stazione,tutti i professori vennero a salutarci.Ricordo che mancava solo lui.
Durante il ritorno a Londra,solo il ricordo di quel bacio e tanta amarezza infondo al cuore.


* * *


Al termine del mio seminario ad Hogwarts ero una strega a tutti gli effetti,ma in breve tempo decisi che avrei continuato a vivere nel mondo babbano,nel mio amato Devonshire.Passai quell'estate in Irlanda,come sempre dai miei nonni,e l'anno dopo m'iscrissi all'università,alla facoltà di Chimica;ci volle molto tempo per abituarmi ai ritmi di una vita "normale",anche perchè avevo iniziato a lavorare part-time per non pesare sui miei genitori e studiare era estenuante.Ma ero forte,come sempre,e riuscii nel mio intento:dopo quattro anni di sacrifici e studio intenso ero diventata una dottoressa in Chimica.Uscii con un punteggio molto alto e non ci volle molto tempo prima che dei prestigiosi laboratori si facessero sentire per propormi un lavoro in un qualche loro centro di ricerca.Ero molto felice,anche i miei genitori erano soddisfatti di me.Ma due anni dopo,accadde la catastrofe:avevo compiuto ventiquattro anni e il giorno del mio compleanno ero dai miei nonni irlandesi.Vicino all'immensa distesa verde dove c'era la loro casa,un grande lago occupava una vasta superficie,navigabile.Io e i miei parenti eravamo sopra una piccola barca,per raggiungere l'altra sponda,dove poi mio padre e mio nonno avrebbero tenuto una piccola gara di pesca,mentre le donne avrebbero preparato un sontuoso pic-nic.Eravamo precisamente al centro del lago,quando una gelida raffica di vento s'abbatté su di noi,increspando la superficie dell'acqua,spingendo la barca alla deriva;poi iniziò a piovere fortissimo,fintanto che la barca ondeggiava in precario equilibrio.
- Mamma! -,urlai io,in preda al terrore.
- Kris,Kristin...-,diceva la sua voce,che sembrava lontanissima ed invece era a pochi passi da me.
Mio padre era in piedi e cercava di raggiungerla,per poi venire da me e dai nonni.Fu tutto inutile:un improvviso colpo di vento rovesciò la barca,facendoci finire tutti in acqua;ero disperata,non so neanche quanto urlai per chiamare gli altri.Mi aggrappai alla carena della barca,guardandomi intorno per vederli;purtroppo,quando il tempo fu più calmo,vidi i loro corpi che galleggiavano senza vita sopra l'acqua.Ce l'ho ancora nella mente quell'immagine:il viso dei miei tumefatto,bluastro,contorto in una smorfia di dolore e di paura.I cadaveri dei miei nonni li trovarono solo quache giorno dopo:erano irriconoscibili.
Piansi,tanto e amaramente.Adesso ero davvero l'unica persona che rimaneva della mia famiglia,ero sola,senza più parenti.
Vendetti la villa ch'era di proprietà dei genitori di mio padre,Michael e Lucille O'Neal,e non tornai in Irlanda mai più.
Tornata in Inghilterra,provedetti a vendere la casa dove abitavo coi miei e mi trasferii in un piccolo appartamento in affitto; avevo il mio lavoro con cui potevo mantenermi.Mi ci volle molto tempo per abituarmi a vivere sola;per i primi mesi non dormivo la notte,avevo incubi spaventosi e piangevo in continuazione,per la scomparsa dei miei cari e perchè ero sola.
Era difficile vivere circondata dai ricordi,da gente che mi conosceva bene e non faceva che farmi tornare in mente quel giorno al lago.Per me fu molto dura,ma in breve decisi di trasferirmi del tutto,cambiare città,gente,ma soprattutto farmi una vita mia.
Cosa,meglio del centro di Londra?In quegli anni ero rimasta in contatto con Fran e Jane,quindi fu facile farmi aiutare per trovare un alloggio,per il tresferimento e per conoscere nuova gente.All'inizio la situazione fu molto pesante,ma grazie alle mie preziose amiche potei ambientarmi in meno di quanto pensassi.
- Te la ricordi quella sera,che andasti da Piton,a parlargli? -,mi chiese Fran una sera al bar.
- Ah,ah,ah...sì!Che figura da idiota! -,risi io.
- Già,già...e la punizione??Eri a pezzi la domenica dopo! -,rincarò Jane.
- Maledetta punizione!Sì,a volte ancora ci penso...la sogno di notte! -,esclamai fintamente accigliata.
Scoppiammo a ridere come pazze,mentre il cameriere ci portava i nostri Martini Dry.
- Buonasera,signorine -,disse appoggiando i bicchiere sul tavolino.
- Buonasera -,risposi,guardandolo sorridente.
- Come si chiama? -
- Io mi chiamo Kristin -
- Tanto piacere,sono Daniel.-
Già,Daniel,Daniel Fraser.Era molto carino,ma ciò che mi colpì furono i suoi occhi nerissimi,sempre ridenti,e poi le sue labbra sottili e scurissime.Mi dava un forte senso di deja vù,ma non ricordavo dove avevo già visto quell'espressione.
Ci frequentammo per un po' di tempo,quasi due mesi,poi ci fidanzammo.Lui era così carino,dolce,romantico,ma intorno a lui aleggiava un senso di sicurezza,che riusciva a trasmettermi tramite un abbraccio.
Neanche un anno dopo ci sposammo.Una sontuosa cerimonia,tanti invitati,le mie amiche in prima fila.Era il mio amore più grande e credevo sinceramente che sarebbe durato per sempre;avevamo tanti progetti,da sviluppare insieme e sul piano individuale.Vivevamo nella parte Sud di Londra,in una piccola villetta con uno splendido giardino che curavo io stessa.
Una mattina il sole splendeva in cielo e filtrava attraverso le tende,illuminandoci ancora abbracciati,dopo aver fatto l'amore.
- Tesoro...-,sussurrai dolcemente all'orecchio.
- Sì? -,chiese lui,ancora assonnato,ma cercando di sorridere.
- Devo dirti una cosa...-.Lui si svegliò del tutto.
- Ah,sì?E di che si tratta? -,sorrise.
- Beh,diciamo che il nostro sogno s'avvererà! -,esclamai,baciandolo con trasporto.
Ero incinta,di quasi cinque settimane.La felicità regnava sovrana in casa nostra,dove c'era un via vai continuo di gente.
Ma evidentemente la Natura m'era avversa,perchè un altro grande dolore s'abbatté su di me:
- Aaaaaaahhhh!! -
- Kristin!Kristin che c'è?Kristin? -
- Il...il bambino,il...bambino.Daniel...il mio bambino! -,urlai,piangendo disperata,mentre sul pavimento circostante dilagava una rossa,scura macchia di sangue,mescolata a liquido amniotico.
Chiamò subito un'ambulanza,che arrivò pressocché immediatamente,ma era troppo tardi.Il nostro David non sarebbe mai nato. Passai un altro periodo nero,in cui caddi in depressione.Non vivevo praticamente più,specie dopo la notizia che non avrei più potuto avere figli.Io piangevo di continuo,Daniel era sempre più arrabbiato;usciva la mattina e tornava la sera tardissimo fino a quando l'ennesima disgrazia mi fece cedere completamente.
Al solito,Daniel era uscito molto presto.Quando mi alzai dal letto,trovai una lettera all'ingresso:
"Mi dispiace tanto,Kristin,ma la situazione è insostenibile.Credo che le nostre strade siano giunte al bivio:è meglio se ci separiamo,è meglio per entrambi,credimi.E' un po' di tempo che ci penso ed è l'unica soluzione possibile."
Mi aveva lasciato,dopo quasi sette anni di matrimonio,ed aveva già preparato i documenti per il divorzio.Scoprii più tardi ch'era scappato con una brasiliana di Rio de Janeiro,diec'anni più giovane di me.Che solitudine,che tristezza,che umiliazione!
- Oh,Kris,non fare così!Vedrai ch'è davvero meglio così!Quel maledetto bastardo! -
- Lo so,Fran,lo so...-
- Fran ha ragione non fare così!Un bastardo del genere è meglio perderlo che trovarlo! -
- Sì,Jane,hai ragione...-,dissi sconsolata."...come sempre!",pensai sarcastica.
- Ragazze,ho un'idea! -,urlò Fran ad un tratto.
- Che ne dite di una gita? -
- Una gita??! -,chiedemmo io e Jane all'unisono.
- Beh,credo che il vecchio Silente sarebbe felice di vederci!E poi la nostra scuola!Ragazze...Hogwarts! -,esclamò teatrale.
Hogwarts,la nostra cara e vecchia scuola;significava rivedere la McGrannit,Vitious,Hagrid...Piton.Rivedere Piton...un tuffo al cuore,una Gioia tremenda,un graffio nell'anima,ma infondo cos'avevo da perdere?Avrei anche potuto guadagnarci e poi erano quasi vent'anni che non c'andavo,quindi accettai entusiasta.Fummo tutt'e tre d'accordo.
Il giorno dopo andammo a Diagon Alley,per comprare qualche vestito adeguato;la mattina seguente avremmo intrapreso il viaggio che mi avrebbe cambiato la vita.E chi l'avrebbe mai immaginato?


* * *


La mattina della partenza mi alzai molto presto;volevo controllare che fosse tutto in ordine per la mia partenza,soprattutto controllare di non aver dimenticato nulla.Quella notte avevo dormito molto profondamente,quindi ero riposata e molto tranquilla.Però non riuscivo a smettere di pensare come sarebbe cambiato il mio professore diletto in quei vent'anni che non lo vedevo;ora lui doveva avere all'incirca sessant'anni!
Risi all'idea di vederlo coi capelli bianchi,la dentiera,magari poggiato ad un bastone,che spaventava ancora di più i suoi alunni.I suoi meravigliosi capelli corvini,le labbra scure...ecco dove avevo già visto quei particolari,prima di Daniel.
Alle nove in punto ero alla stazione,davanti all'entrata del binario 9 3/4,che aspettavo le mie amiche.Ero emozionata,come fosse di nuovo il mio primo giorno di scuola.Mi sentii battere sulla spalla:
- Kris,sei pronta? -
- Sì,Fran,prontissima! -
- Kris,Fran...si parte! -.Ed attraversammo il muro che ci divideva dal Mondo Magico.
L'Espresso di Hogwarts era lì,come immobile,come perpetuo.Salimmo e trovammo il nostro scompartimento libero:
"Riservato a Kristin O'Neal,Janeviev Michaels e Frances Patson.Dal professor Severus Piton."
Lessi e rilessi il biglietto mille volte:la sua calligrafia non era cambiata,sempre minuscola ed ordinata.
- Fran,hai avvisato del nostro arrivo?? -
- Beh,ho informato solo Silente.Ma sai quanto si fida di Piton...-,rispose sarcastica.
Parlammo molto durante il viaggio,specie del nostro arrivo alla scuola.Ma m'addormentai,stupidamente,fino al nostro arrivo. Alla stazione di Hogsmeade,Hagrid c'accolse a braccia aperte:
- Ragazze mie!Come state? -
- Hagrid!! -,urlammo saltandogli addosso.
C'accompagnò in carrozza fino al castello.E proprio come il primo giorno non riuscii a trattenere le lacrime.
Niente era cambiato in quegli anni,persino la polvere sulle statue imponenti era la stessa;quel luogo magico,coperto da incantesimi,ricco di suggestioni,pieno di luoghi nascosti ed incantati...Era fantastico,eppure era vero.
La professoressa McGrannit fu molto felice della nostra visita inaspettata;ci accompagnò nelle nostre stanze,dove avremmo dovuto prepararci per la cena in nostro onore che si sarebbe tenuta quella sera.Proprio come ai vecchi tempi,ci riunimmo nella Sala Comune dei Serpeverde...
- Ho sempre rischiato a venire qui da voi! -
- Sì,è vero Jane,ma te ne siamo debitrici!Senza la tua preziosa saggezza...-,risi sonoramente.
- Kris ha ragione!E poi noi t'abbiamo sempre difeso! -
- E per fortuna!O a quest'ora sarei già sottoterra! -
- Però ci siamo divertite un mondo qui...in ogni luogo di questa scuola! -
- Sì,è vero...-,annuirono le mie amiche.
Andammo a passeggiare nel parco,verso la casupola fatiscente di Hagrid;stava allevando una coppia di bellissimi unicorni.
- Come si chiamano,Hagrid? -,chiese Jane curiosa.
- Veramente non hanno un nome...perchè non glielo date voi? -
- Milady...-,suggerii.
- Sì,sì...Milady e...e...-
- ...e Lord? -,domandò una voce alle nostre spalle.
Eccolo,era lì,davanti ai miei occhi.No,i capelli non erano sbiancati e le labbra erano sempre atteggiate ad una smorfia.
Severus Piton non era cambiato di una virgola,ma soprattutto era del tutto indifferente a me;non mi aveva penetrato coi suoi occhi magnetici,non mi aveva guardato col suo sguardo tenebroso e profondo.
- Salve professore.Come sta? -,chiese Fran avvicinandosi a lui e stringendogli la mano.
- Molto bene,grazie.Il viaggio è stato di vostro gradimento? -
- Sì,oh,sì signore!Un viaggio davvero comodo...e grazie per aver riservato i posti! -
- Me l'ha suggerito Silente,ma non spifferatelo in giro! -,continuò lui sottovoce,sorridendo.
Ridemmo tutt'e tre,di una risata argentina.No,forse col tempo era cambiato:sembrava potesse essere apertamente piacevole come persona,ma soprattutto non nascondeva ormai più quel suo sorriso che mi aveva fatto innamorare.
- Rientriamo? -,chiese poi,volgendo finalmente il suo sguardo ai miei occhi.
Annuii arrossendo,così lo seguimmo fino all'entrata,dove ci dividemmo verso le nostre stanze,per prepararci.Un attimo prima di scendere verso i suoi amati sotterranei,mi guardò:
- Bentornata,Kristin...Bentornata! -.Sorrise ancora una volta,lasciandomi interdetta.Finalmente raggiunsi la mia stanza.
Non so con quale forza riuscii a vestirmi.Volevo essere incantevole,solo per i suoi occhi;indossai l'abito più bello che avevo preso a Diagon Alley prima della partenza:un vestito lungo,di seta nera con degli inserti argentati davanti e un profonda scollatura dietro la schiena,in caso avessimo dovuto ballare!Sulle gambe si apriva un vertiginoso spacco,che lasciava ben scoperte le caviglie,su cui s'intrecciavano dei lacci di cuoio nero che chiudevano le scarpe altissime.Lasciai i capelli sciolti sulle spalle,alcune ciocche fermate sapientemente sulla testa,tramite nodini e laccetti invisibili.
Per ultimo,un trucco leggerissimo sui toni dell'argento,con un rossetto molto scuro per sottolineare le labbra.
Mi guardai allo specchio e,soddisfatta del risultato,m'incamminai verso le scale.In cima,trovai le mie amiche:
- Wow!Kris,sei bellissima! -,esclamò Fran,spalancando gli occhi.
- Grazie,ma anche voi non scherzate! -,risi io,pugni chiusi sui fianchi.
- Andiamo? -,chiese Jane,facendo gesto di rassettarsi i capelli.
Scendemmo la scalinata e ai suoi piedi trovammo la McGrannit:
- Ma siete splendide!Oh,ragazze,siete proprio stupende! -,applaudì sommessamente.
Noi ridemmo sonoramente,poi la seguimmo alla Sala Grande;al nostro arrivo la porta si spalancò:al centro della stanza una tavolata in cui i professori avevano già preso posto.Io e le mie amiche eravamo in fila indiana dietro la McGrannit,molto emozionate.Ci sembrava quasi di rivivere il nostro primo giorno.Avevo le palpitazioni a mille,soprattutto quando una certa persona mi guardò profondamente,facendomi arrossire vistosamente.
- Ragazze,siete bellissime! -,ammiccò Silente. - Ma prego,accomodatevi...-.
Non so per quale segno del destino o per quale scherzo di un preside burlone,ma io avevo il mio posto vicino a Severus!
Mi sedetti,piena d'imbarazzo:non dimenticherò mai i suoi occhi su di me,quella sera,appena entrata nella stanza:una scossa mi aveva attraversato il corpo,facendomi avvampare.Lo desideravo,lo avrei voluto veramente mio,per tutta la sera.
Ormai non ero più una bambina e avevo anch'io dei desideri d'amore,di passione e lui sembrava l'unico capace di sopirli.
- Allora,cos'avete fatto dopo la scuola? -,chiese ad un tratto Silente.
Fran rispose prontamente:
- Oh,beh,avrei voluto davvero restare nel Mondo Magico,ma credo non facesse per me!Così sono tornata a casa e ho studiato ancora fino a laurearmi in Legge.Adesso sono un avvocato e pratico a Londra,proprio nel centro della città! -
- E...l'amore? -
- Qualche storiella qui e là,ma nulla di serio.Anche se credo che fra un po' sarà il mio momento...-,disse la mia amica con le braccia levate in aria.Una gran risata colmò la Sala e Severus si girò verso di me,sorridente.Io lo guardai e sorrisi a mia volta:non smetterò mai di dire che i suoi occhi erano due fuochi eterni,che bruciavano sempre di forti passioni.
- Jane? -
- Cosa?L'amore o il lavoro? -
- Quello che vuoi,cara Jane...-
- Veramente le due cose coincidono:dopo Hogwarts ho preso la specializzazione in Conservazione dei Beni Culturali e lì mi sono innamorata di un compagno di corso...In breve:fra nove mesi darò alla luce un bel bebé ed entro un anno convolerò a giuste nozze! -
Tutti i presenti si congratularono e anch'io lo feci;fu davvero una gran sorpresa e a noi non aveva detto niente.
- E lei Kris?Cos'ha fatto in questi anni? -
Ammutolii e un'ombra si proiettò sulla mia faccia.Parlai a fatica:
- Mi sono laureata in Chimica e adesso lavoro in un laboratorio poco fuori Londra...-,riuscii a dire.
- E..? -
- E credevo d'aver incontrato la persona giusta,così mi sono sposata! -
Adesso mi guardava stupito,coi suoi occhi che indulgiavano nei miei,come se supplicassero che ciò ch'avevo detto non fosse vero,mentre gli altri sembravano felici.Ripresi:
- Poi sono rimasta incinta,ma ho perso il bambino poco dopo.Come se non bastasse,il mio caro maritino ha chiesto il divorzio e adesso sono di nuovo sola...Pronta alla conquista! -,cercai di sorridere,ma ormai il clima s'era gelato.
Abbassai gli occhi e ricacciai indietro le lacrime che l'inondavano,mentre Severus mi guardava dolce e triste al contempo.
Posò una mano sulla mia e la strinse forte;per me quel contatto valse più di qualsiasi cosa e presi la sua mano tra le mie e la tenni in grembo per tutta la sera.Durante la cena i suoi occhi erano velati d'amarezza e non disse una sola parola.
L'orologio della scuola batté la undici ed uscimmo tutti in giardino:la luna argentea si stagliava alta nel cielo e rifletteva i pallidi raggi sul lago.Uno spettacolo che ad Hogwarts sembrava magia...
- Ricordi?A Capodanno...-,s'avvicinò Severus.
- E chi potrebbe scordarlo?La stessa luna...-
- E tu sempre bellissima.-,rispose asciutto.
Camminammo discosti dagli altri,parlando degli anni che avevamo passato insieme nella scuola.
- Quella punizione dannata!Ogni tanto ci ripenso...-
- Ah,ah,ah...te la ricordi ancora? -
- Certo!Credimi,non ti ho mai odiato tanto come in quel momento! -
- Lo spero,Kris...Lo spero tanto! -,mormorò,tornando serio.
- Severus,io...-
- Perchè non mi hai detto niente?Perchè non sei tornata qui?Avrei potuto aiutarti e...-
- Oh,Severus,maledizione! -,sbottai io,iraconda. - Proprio non capisci?Tornare qui,da te,sarebbe stato l'equivalente di soffrire ancora di più!L'ho sposato perchè ti somigliava,perchè aveva i tuoi stessi occhi scuri,le tue labbra sottili...Tornare da te mi avrebbe ucciso,perchè ti amo,ti ho sempre amato!Anche quando non te ne rendevi conto,anche quando facevi le tue sfuriate davanti a tutti.Anche quella sera che ti ho baciato stupidamente...ti amavo,ti amo.Ti amo,maledizione...-.
Mi accasciai a terra,in lacrime,i capelli scomposti e il viso in fiamme.Lui era lì,in piedi,che mi guardava e mi faceva vergognare di me stessa,di quello che provavo in quel momento.Di quello che avevo sempre provato per lui.
- Saresti potuta tornare,io ti avrei aiutato! -,disse in tono quasi lagnoso.
S'inginocchiò davanti a me ed io,in uno slancio di sofferenza,mi gettai fra le sue braccia e lo strinsi più forte che potevo.
- Ti amo,Severus...Ti amo,ti amo...-,singhiozzavo,mentre lui mi carezzava dolcemente i capelli e mi teneva contro di lui.
- Kristin,non so amare!Sono anni che ne ho perso la facoltà...non sono più capace di provare dei sentimenti,solo l'odio maschera la mia sofferenza,il mio dolore.Anche la mia rabbia.-
- No,non dire così.Io ti amo e tu puoi amarmi...-
- Kristin,non posso più amare! -,mi baciò le mani e se ne andò,lasciandomi sola.
Avevo il cuore a pezzi,ma trovai la forza per ricompormi e raggiungere gli altri.
Quella notte non dormii,pensando a lui,e ancor oggi mi chiedo se lui abbia dormito come un angelo maledetto,quella notte.


* * *


Il mattino seguente mi alzai presto dal letto,ma notai che le mie amiche avevano avuto la stessa idea.
- Buondì ragazze...-
- Ciao -
- Ciao Kris!Dormito bene? -
- Jane,chi ha dormito stanotte? -
- Pensavi a..lui? -
- Non ne voglio parlare,scusa.-
- Oh,no,scusa tu!E' la gravidanza...mi rende più curiosa! -.Sorrise e io le sorrisi di rimando.
- Fanciulle,qual è il sogno che non abbiamo mai realizzato qui ad Hogwarts? -,chiese Fran,luciferina.
- Non lo so...mangiare dolci nel cuore della notte? -
- No,quello l'abbiamo fatto milioni di volte,Jane! -
- Beh,cavalcare gli unicorni nella Foresta Proibita...-
- Fanciulle,il lago!Fare un bagno nel lago! -
- Ehi,è vero!Non l'abbiamo mai fatto! -
- E quindi che ne dite di farlo ora? -
- Beh,non lo so...insomma,cosa dirà Silente?E se ci vedesse qualcuno? -
- Non ti preoccupare,Kris,con Silente c'ho parlato io!Allora?Si va? -.
Non ce lo facemmo ripetere due volte e in un batter d'occhio fummo sulla riva più a Sud del lago.Ci spogliammo completamente e ci tuffammo:eh,sì,il nostro sogno proibito finalmente si realizzò.L'acqua,il cielo,l'aria nei capelli...
Tutto era piacevole,paradisiaco,ma solo Dio sa quanto in quel momento avrei voluto lui accanto.Fare all'amore lì,nell'acqua, avvinghiata a lui per donargli tutta me stessa.Ma lui non voleva,non era capace d'amare,diceva.
Tornai alla realtà dopo che Jane mi scagliò addosso una secchiata d'acqua gelida;non me n'ero neppure accorta,ma eravamo sotto la fonte da dove sgorgava l'acqua che arrivava direttamente al lago:una cascata cristallina era davanti a noi, contornata di candide e lisce pietre.Intorno,un'immensa distesa di erba verdissima e di fiori profumati.
- E'...è stupenda...-,mormorò Jane,estasiata.
- Fantastica...-,rincarò Fran.
- Superlativa...-,ribettei io a bocca aperta.
Nuotammo più vicine alla cascatella,fin sotto allo scroscio dell'acqua.Era una sensazione strana ma molto piacevole sentire tutto quel fluido che percorreva il corpo,anche negli antri più segreti ed intimi.E se quelle fossero state le mani del mio Severus?No,non mi sarei mai sottratta a quelle morbide e delicate carezze,che si facevano via via più profonde,mentre esploravano a fondo ogni centimetro della mia pelle,come per suggerne il sapore.Un gemito di piacere mi uscì dalla bocca, fintanto che l'acqua continuava a scivolare su di me.Passammo lì ore,distese al sole,parlando di quello che il nostro ritorno ad Hogwarts aveva scatenato in noi.
- Sapete,sono contenta di essere qui! -,disse Jane allegramente.
- Sì,anch'io.Avevo bisogno di staccare la spina...e poi consulterò la biblioteca,Sezione Proibita! -,rispose Fran abbassando la voce per farla più tetra.
- E tu,Kris?Sei felice di essere qui? -
- Sì,sì lo sono.Sono felice di aver rivisto...tutti,tutti i professori,ecco...-
- Sì,certo!Tutti i professori...-,rise sarcastica Fran.
- Beh,sono più contenta di aver rivisto lui,va bene così? -,sorrisi.
- Sei stata onesta! -,risero le mia compagne all'unisono.
- Ehi,è tardi!Sarà meglio tornare! -
- Sì,è meglio tornare al castello -.
Prendemmo i nostri abiti e lasciammo quel magnifico luogo,che avrei certamente rivisitato.Magari assieme a lui...
Tornammo giusto in tempo per il pranzo,ma questa volta stetti lontana da lui.Non volevo parlargli,non dopo che mi aveva lasciata sola in mezzo al prato,in lacrime,senza dirmi una sola parola.
- Buongiorno,ragazze mie.Dormito bene?E' tutto a posto? -
- Sì,grazie preside,tutto a meraviglia! -,disse Fran.
Un elfo domestico servì le pietanze:
- Buon appetito! -,sorrise la McGrannit,a cui rispondemmo tutti.
Mi sentivo i suoi occhi addosso,ne ero certa,perchè ogni volta che mi guardava mi attraversava la solita sensazione:un brivido mi correva al centro della schiena e avvampavo in viso.Ma non gli avrei mai dato la soddisfazione di girarmi verso di lui e guardarlo innamorata.
- Cos'avete fatto stamane? -
- Oh,professor Silente,abbiamo realizzato il nostro sogno:abbiamo nuotato nel lago,fino alla sorgente...che posto incantevole!C'è una cascatella d'acqua cristallina,con tanti fiori profumati attorno.Ci sarei rimasta per sempre! -
- Lo immagino,Frances.E comunque vi siete divertite,no?Che programmi avete per oggi? -
- Beh,io pensavo di andare a Hogsmeade...-,azzardò Jane,con un sorriso da un orecchio all'altro.
- L'idea è più che allettante!Kris? -
- Veramente preferirei restare qui,magari nella biblioteca...se posso -,chiesi dirigendo il capo verso il preside.
- Sì,nessun problema.Ormai potrà consultare tutti i libri...-,rispose lui,malizioso.
- Bene!Allora rimango! -,confermai.
Così,poco doo pranzo,le mie dilette amiche lasciarono la scuola,mentre io mi diressi verso la biblioteca.Neanche quella parte del castello era cambiata,in nulla,ma soprattutto aveva lo stesso aspetto tetro che mi aveva sempre messo in soggezione.Entrai con cautela,in caso ci fosse qualche fantasma.Una volta trovammo Nick Quasi Senza Testa seduto a sfogliare un libro:non dimenticherò mai la sensazione di terrore che mi pervase in quell'istante!
Stavolta c'era il via libera,quindi posai il candelabro sul tavolo e presi un libro di Pozioni;del resto,quella rimaneva la mia materia favorita e anche nel mio lavoro avrebbe potuto essermi utile.M'immersi nella lettura,senza alcun pensiero.
- Sei arrabbiata? -,mi chiese la sua voce,entrando di soppiatto.
- Non capisco di cosa parli.-,ribattei io,senza alzare la testa dal libro.
- Kris,non sei più una bambina.Parlami,dimmi che c'è...-
- Te l'ho detto,ma a quanto pare non te ne importa nulla! -,alzai la voce,continuando a leggere.
- Tu non capisci...-
- No,no Severus forse sei tu che non capisci!Evidentemente non t'importa nulla di ciò che provo,quindi perchè parlarne?Perchè continuare una discussione che non avrà mai fine,dato il tuo comportamento...-
- Il...il mio comportamento?Cosa t'aspettavi che facessi?Volevi che ti facessi così? -,disse rabbiosamente,stringendo forte le mie braccia,conficcando le unghie nella carne e guardandomi dritto in faccia.
- Severus...mi...mi fai male...-,lo supplicai io,terrorizzata da quella stretta dolorosamente forte.
- Ecco,visto?Solo del male,so fare io!Lasciami perdere Kris,almeno fallo per te! -
- Sei un idiota!Non capisci che ti amo e che posso aiutarti a stare meglio,con te stesso e con gli altri! -
- Ooh,grazie mille dottoressa Freud,lei sì che mi sta cambiando la vita!Andiamo Kris,questa cosa non regge! -
- Perchè sei tu che non l'accetti,che non ti accetti,ma che soprattutto non accetti gli altri!Guardati intorno e ti accorgerai che tante persone vorrebbero averti come amico,conoscerti e guardarti sorridere ogni tanto! -
- Come lo volevi tu,quand'eri qui? -
Quelle parole mi ferirono;sembravano pronunciate con scherno,come se la mia fosse stata una stupida idea da ragazzina.
- Sì,esattamente come volevo io e come non ho mai ottenuto davvero.-
- E al Settimo Anno?Non eravamo amici? -
- Sì,ma era troppo tardi...volevo più d'un'amicizia,io.-
- Come me...-.Un lunghissimo silenzio ci permise di guardarci intensamente negli occhi:anche lui mi amava,allora.
- Sev...-
- Severus?Il preside ti vuole vedere...subito! -,entrò all'improvviso la McGrannit.
- Sì,grazie Minerva.La discussione non finisce qui...-,mi rivelò con occhi fiammeggianti.
Si voltò verso la professoressa e andarono via insieme,lasciandomi senza parole.Poco dopo Jane e Fran tornarono.
- Ciao!Allora,ti sei divertita in biblioteca? -
- No,Fran,proprio per niente! -
- Ehi,non dirmi che...-
- ...hai litigato con Piton? -,terminò Jane.Annuii,tristemente.
- Non posso crederci!Lo ami e vi scannate....com'è possibile? -
- Anche lui mi ama...-,mormorai.
- Cosa?Co...come hai detto,scusa? -,mi fissò sbalordita Fran.
- Ho detto che anche lui mi ama.-
- Non ci posso credere,è ancora peggio:vi amate entrambi e vi scannate!Siete pazzi! -
- O troppo innamorati...-,suggerì Jane.
- Cosa posso fare? -.Raccontai brevemente il dibattito fra me e Piton,ansiosa di ricevere consigli da loro due.
- Siete pazzi,allora! -,confermò Fran.
- Beh,lui infondo ha detto che la discussione non è finita.-
- Lo so,Jane,ma perchè non mi dice cosa prova veramente?E' forse così difficile dire 'ti amo'? -
- Kris,per lui è difficile dire qualsiasi cosa,esternare ogni sentimento.Ci vorrà del tempo,ma...-
- Ma? -,chiesi io.
- Ma?? -,mi fece eco Fran.
- ...ma sono sicura che poi non vi lascerete più! -.
La mia compagna Grifondoro era davvero saggia e un'ottima consigliera:decisi che avrei aspettato e che non avrei più fatto nulla nei confronti di Severus.Se voleva parlarmi,doveva essere lui a venire da me,anche se ci avesse messo un secolo. Abbracciai fortissimo Jane e ci dirigemmo verso la Sala Grande,per la cena che avrebbero servito in pochi minuti.
Mantenni la mia promessa:riuscii a non guardarlo e a non proferire parola con lui,ma non so descrivere la fatica che feci.


* * *


Passarono altri giorni,senza che gli parlassi e senza che lui s'avvicinasse a me,quando una sera si presentò in camera mia.
- Ti avevo detto che la discussione non era finita...-,mi sorrise.
Io,invece,rimasi serissima con molta fatica,poichè in quel momento l'avrei abbracciato forte.
- Prego,entra.-,dissi asciutta,scostandomi leggermente.
- Bella stanza.-,valutò lui appena dentro.
- Sì,ed è anche confortevole...scusa,non aspettavo nessuno.-,aggiunsi,togliendo dalle poltrone i miei vestiti.
Dal mucchio del vestiario cadde una corta camicia da notte di seta ed entrambi c'abbassammo a raccoglierla.
- Usi questa per dormire? -,mi chiese porgendomela.
- Sì...quando non dormo nuda -,lo provocai guardandolo intensamente.Ma Severus rimase impassibile.
- Allora,che c'è?Perchè sei qui? -
- Prima di tutto volevo scusarmi per quel giorno in biblioteca,non volevo farti male.-
- Bene.Nient'altro? -,chiesi,facendo cenno di accomodarsi.
- Kris...io...ci sto provando,ma sono un uomo complicato,per me non è facile espormi agli altri...-
- Sì,lo so.E' vent'anni che lo so,Severus.-
- Vent'anni...sembra ieri che ti ho vista per la prima volta,con la tua divisa,i tuoi capelli lunghi,il tuo sorriso.Eppure sono vent'anni.Ed io non ti ho mai dimenticata,Kris.Mai.-
- Perchè,perchè lo fai? -,dissi io,con le lacrime che bruciavano incandescenti sulla pelle.
- Faccio...cosa? -,chiese perplesso.
- Mi fai innamorare di te ogni volta di più,con le tue frasi giuste al momento giusto,maledizione! -,esclamai alzandomi di scatto.Lui mi seguì e mi fece girare verso di lui,prendendomi forte un braccio.Ma quella stretta era dolcissima per me.
- Ti amo,Kris.Ti amavo come alunna da quando eri una bambina...la mia dolcissima bambina,che voleva amarmi e che io respingevo,al Settimo Anno di scuola! -
Restai bloccata da quelle parole;i miei muscoli erano gelidi e il respiro rallentava,per poi accelerare di nuovo.
- Oh,Severus! -,esclamai singhiozzando più forte,slanciandomi fra le sue braccia e stringendolo come sognavo.
Il profumo della sua pelle era dolce,seppur velato d'una nota amara;le sua grandi mani mi stringevano fortissimo la schiena. Ci scostammo un po',per restare faccia a faccia.La sua bocca,così vicina mandava un irresistibile richiamo,ma avevo paura a baciarlo,paura che se ne andasse,che mi lasciasse di nuovo sola.Ma lui mi asciugò le lacrime e mi sorrise.
- Ti amo,bambina mia.-,disse dolcemente,poi mi baciò.
Un bacio vero,intenso,desiderato da entrambi e lui non sarebbe scappato,ma sarebbe restato per proteggermi e avermi con sé.Mi persi in quel turbinio di emozioni che mi annebbiavano la mente:finalmente la sua bocca era mia e l'assaporavo profondamente,suggendo il suo sapore intenso,esplorando ogni millimetro di quella carne che desideravo.
Forse lui aveva capito le mie intenzioni e forse non si sentiva pronto,o all'altezza,così mi scostò dolcemente.
- Devo andare ora,mia piccola Kris.Ma ti prometto che presto sarai mia!E' una promessa.-
Mi fece arrossire,lo ammetto,ma non vedevo l'ora che Severus mantenesse la parola data.Un ultimo svolazzare del suo mantello,poi uscì dalla stanza,per ritrovarmi di nuovo sola.La notte dormii profondamente,sognando lui e le sue labbra. La mattina dopo,scesi con le mie amiche per fare colazione,ma non trovammo nessuno.Non importa,avremmo mangiato da sole;vicino al mio piatto,un biglietto:"Kris,io e Silente siamo partiti per una missione molto delicata.Non so quando torneremo,ma non voglio che ti preoccupi.Adesso ho riscoperto cosa vuol dire amare ed è fantastico.Grazie,grazie mille amore mio.Tuo per sempre.Severus".
- Allora,che dice? -
- Eh?..Oh,sono partiti per una missione ma non sanno quando torneranno.-
- Mmm,bene!Speriamo che tornino,almeno!Sarà per Voldemort,questa missione? -
- E' molto probabile...-,asserì Jane,imburrando una fetta di pane.
- Voi che ne pensate di Voldemort? -
- Non lo so,ma spero che riesca ad uccidere quel Fotter...o Trotter...o come diamine si chiama!Inoltre è giunta voce che il Signore Oscuro abbia una compagna...-,dissi io,centellinando il mio succo di mele.
- Potter..il ragazzino si chiama Potter! -,mi corresse la mia amica Grifa.
- Beh,comunque pare che si sia sposato con la Dama Verde,una maga molto potente,di origini italiane.-
- Ah,sì??E tu,l'hai vista? -
- No,ma credo che l'abbiano vista in pochissime persone,forse solo i servitori di Voldemort stesso.Si dice che sia d'una bellezza che fa morire,coi suoi lunghi capelli mossi e gli abiti sui toni del verde.-
- Bello...io adoro i toni del verde!Mi danno un'aria...non so,spirituale! -,esclamò Fran,pavoneggiandosi.
Qui fu impossibile trattenere una risata che rimbombò fra le pareti,riempiendo l'aria di allegria,come non succedeva da tanto tempo in quella sala.Dopo la colazione ci dirigemmo verso il parco,dove avremmo avverato il nostro secondo desiderio: cavalcare gli unicorni,ch'erano stati ribattezzati Milady e Lord.
Tre giorni in seguito alla partenza dei due professori,una notizia strabiliante appariva sui giornali di tutto il Mondo Magico:
"Lord Voldemort,il Signore Oscuro,è riuscito nel suo sempiterno intento:ieri,alla presenza di tutto il Ministero della Magia,ha ucciso Harry Potter,figlio di James e Lily Potter,eliminati dallo stesso Voldemort molti anni fa.Dopo un processo durato molte ore,la scoperta che il ragazzino dalla cicatrice sulla fronte era implicato in un complotto per distruggere il Mondo Magico ha dato un motivo in più per l'appoggio del Ministero.Gli altri partecipanti alla tresca erano Ron,Fred e George Weasley,giustiziati all'alba di ieri mattina.Dopo una votazione dei Ministri di tutto il Ministero della Magia,Lord Voldemort ha scagliato l'irreversibile Avada Kedavra su Potter,il cui corpo è stato poi fatto volatilizzare dallo stesso Silente.
Pare che ora il Signore Oscuro abbia abbandonato l'intento di eliminare tutti i babbani dalla Terra,firmando una tregua con il Presidente del Ministero a cura della Difesa dei Babbani.
Alla domanda del perchè fosse così cambiato,Lord Voldemort ha così risposto:
- Adesso non ho più alcun motivo per farmi odiare dagli altri,visto che ho una donna che mi ama e che io amo.E poi vorrei essere un buon padre per il figlio che stiamo aspettando,quindi ci ritireremo nel mio castello,lontano da tutti e da tutto, circondato dalle persone che hanno imparato ad apprezzarmi e che io ho imparato ad apprezzare.Fra questi,non ci crederete mai,Albus Silente e Severus Piton.Potter era una minaccia invisibile,ch'è stata sconfitta.Ora sono libero.- Qui di seguito,l'immagine di Lord Voldemort con la moglie e futura madre di loro figlio,la Dama Verde."
Sotto l'articolo,una fotografia che mostrava il Signore Oscuro con una donna dai lunghi capelli e i grandi blu cangianti,sempre sorridente e dai favolosi abiti.Erano molto felici,insieme,come io avrei voluto esserlo con lui.
Una settimana dopo l'uscita dell'articolo,Silente e Severus fecero ritorno alla scuola.
- Severus! -,esclamai correndogli incontro,gettandomi fra le sue braccia.
- Kris..mi sei manacata..-
- Anche tu,ma raccontami tutto.Abbiamo letto la notizia..insomma,è vera? -
- Vera?Più che vera!Io e Albus siamo stati con Voldemort e Mac fino adesso.-
- Mac..? -
- Sì,la Dama Verde.-
- Oh,capisco...beh,ora sei..sei libero? -,chiesi un po' titubante.
- Libero? -,disse lui di rimando,serio. - Molto più che libero! -,esclamò sorridendo.
Sorrisi a mia volta e lo baciai,davanti a tutti.Ormai eravamo una coppia,anche se c'era sempre una promessa in sospeso.


* * *


La settimana dopo iniziò la scuola,cosicchè il tempo per vederci era divenuto davvero poco.Ero riuscita a convincerlo a lasciare la sua stanza nei sotterranei ed a trasferirsi nella mia,al secondo piano,così almeno la notte potevamo stare insieme senza alcuna preoccupazione.Col passare dei giorni mi accorsi che i suoi alunni erano ben felici dell'avvenuto cambiamento e le ragazze del Settimo Anno lo guardavano con altri occhi.Sapevo perfettamente come si sentivano e ne parlai con lui,che non s'era accorto di nulla:
- Le ragazze ti adorano.-,gli dissi un pomeriggio,camminando nel parco,fra gli alunni.
- Ah,sì?Non avevo fatto caso..-
- Sì,lo so.Ma cerca di non distanziarle troppo da te,ok? -
- Ma sono il loro professore ed il tuo fidanzato! -,esclamò lui accigliato,girandosi verso di me.
Io l'abbracciai teneramente,ridendo argentina:
- Sì,sì,sei il mio fidanzato e il loro professore,ma devo essere un amico,Severus.Prima di tutto.-
- Tu credi?Non saprei.-
- Fidati!Devi dare loro un po' di confidenza,parlarci,sorridere ogni tanto.So cosa si prova a quell'età.-
- Anche tu ti sentivi così?Amavi il professore cattivo,che non ti voleva? -
- Eri diverso.Ma adesso ti amo ancora di più! -,esclamai,prima di baciarlo sotto gli occhi dell'intera scuola.
- Ci stanno guardando tutti...-,mormorò lui,a disagio.
- Lo so.Che brutta cosa! -.Ridemmo sonoramente,prima di rientrare al castello.
Con mio grande piacere seguì il mio consiglio,facendosi amico tutte le alunne e gli alunni.Ero molto orgogliosa di lui.
Il tempo passava molto velocemente.Io mi ero stabilita ad Hogwarts definitivamente,mentre Fran e Jane tornarono a Londra.Jane aveva il suo ragazzo che l'aspettava,invece Fran avrebbe cercato il grande amore:io avevo già il mio,quindi le lasciai andare senza problemi:
- Mi raccomando,chiama per ogni evenienza! -
- Sì,grazie Jane.-
- Io voglio venire al matrimonio!Ci conto! -
- Sarai in prima fila,Fran! -
Il treno s'allontanò da Hogsmeade,mentre delle forti braccia mi stringevano il ventre:
- Sei triste? -
- No,anzi,sono felice per loro.-
- Bene,allora.Torniamo a scuola? -
- Sì,andiamo.Dobbiamo organizzarci per la festa! -
Eh,sì,era già arrivato l'ultimo giorno dell'anno.Per tutto il giorno ebbi in mente quel Capodanno di tanti anni prima,quando Sev aveva accettato di essermi amico.Ma la sera di quel Capodanno senza le mie amiche non la dimenticherò mai.
La festa era iniziata da un po',quando Sev mi trascinò fuori dalla Sala e mi fece salire sulla sua scopa:
- Dove vuoi portarmi? -
- E' una sorpresa,bambina.-
Mi condusse alla fonte,dove avevamo fatto l'amore la prima volta.In un elegante colpo di bacchetta,l'atmosfera si riempì di musica soave,appena sussurrata nel vento,mentre nell'aria si libravano lucine e bagliori.
- Severus..è..è fantastico.-
- No,non come te.-
Iniziammo a danzare,sfiorando la superficie del lago,guardandoci costantemente negli occhi.Lui era bellissimo,affascinante, tenebroso,eppure i suoi occhi risplendevano di felicità,di passione,di puro e semplicissimo amore per me.
La musica terminò dolcemente,fintanto che noi c'abbandonavamo ad un bacio appassionato.Poi lui mi prese in braccio e mi adagiò sulla scopa;dopo aver preso il volo,scendemmo sulla cima del Monte delle Cascate,sopra il quale la luna dominava col suo pallore argenteo.Era uno spettacolo meraviglioso,da lassù si dominava tutto il paesaggio.
Mi prese la mani fra le sue e s'inginocchiò davanti a me;il mio cuore batteva velocissimo:
- Kristin,avrei voluto dirtelo tante volte,ma solo adesso ne trovo il coraggio.Ti amo,ti amo davvero e voglio stare con te all'infinito.Quindi se tu vuoi,ti prego accetta:mi vuoi sposare? -,mi chiese con la voce che tremava,con gli occhi lucidi.
Io lo fissai inebetita,credendo di svenire al momento ed invece trovai la forza per rispondere:
- Oh,Severus...io...sì,certo che voglio sposarti! -,gli urlai in lacrime,gettandogli le braccia al collo.
- Kris...ti amo,ti amo,ti amo! -.
Stavamo lì,ad abbracciarci piangendo,mentre il vento ci scompigliava i capelli,come per gioco,per festeggiare.
Quando lo lasciai libero dalle mie braccia,una scatolina di velluto blu gli si materializzò fra le mani.Dentro uno splendido diamante brillava solitario,nella sua incastonatura di platino.Me lo infilò al dito ed io lo guardai,più innamorata che mai.
- Grazie,Severus.Grazie di cuore.-
Ci baciammo ancora una volta,poi ci tuffammo in acqua dalla cima del monte,vestiti com'eravamo,baciandoci e facendo l'amore ancora una volta,come la nostra prima volta.Sempre più innamorati.
Quando tornammo al castello,annunciammo la notizia,fra le congratulazioni e i complimenti di tutti.
Ci sposammo il giorno di San Severo,dopo la metà di Gennaio.Ero felicissima,eravamo felicissimi insieme,perchè l'amore che provavo per lui era stato corrisposto,crescendo giorno dopo giorno.L'amore,la cosa più bella del mondo.
C'eravamo praticamente stabiliti nella scuola,negli appartamenti che Severus aveva fatto ampliare al secondo piano:incredibilmente ero riuscita a fargli lasciare i suoi sotterranei,dove continuava comunque il suo lavoro.
Un mese dopo il nostro matrimonio,un gufo ci portò una lieta notizia:finalmente la Dama Verde aveva dato alla luce uno splendido bambino,a cui era stato dato il nome Kay.
- Severus,senti un po'...-,gli diedi la notizia.
- Dovremmo andare da loro!Dobbiamo congratularci per l'evento.Voldemort sarà su di giri! -
- Sì,è probabile.Come vorrei che succedesse anche a noi.-,continuai,rattristandomi.
- Lo so,amore mio.Lo so...ma purtroppo non si può e la magia non aiuta.-
- Beh,allora vizierò Kay! -,esclamai,cercando di sorridere.
Nel pomeriggio preparammo la partenza e la sera stessa eravamo già arrivati alla residenza del Signore Oscuro.
- Benvenuti! -,ci corse incontro Mariacarla,la Dama Verde.Io e lei c'abbracciammo,mentre gli uomini si diedero una forte stretta di mano.Entrammo in casa,parlando allegramente.Nel salotto,il bambino era disteso nella culla,vicino alla poltrona di Mac:
- E' andato bene il viaggio? -
- Sì,grazie.Questo luogo è incantevole...insomma non solo il castello,ma anche la radura circostante.E' bellissimo! -
- Severus,non mi dire che abitate ancora ad Hogwarts? -,chiese Voldemort,stupito.
Mio marito mi guardò,arrossendo leggermente e prendendomi la mano:
- Beh,veramente sì.Insomma,io ho il mio lavoro e poi è abbastanza vicino ad Hogsmeade e Diagon Alley...-
- Ma Kristin s'annoierà a morte! -,continuò il Signore Oscuro.
- No,davvero.Hogwarts è splendida e mi diverto tanto,anche con gli alunni.-,intervenni io.
Un sommesso vagito ci fece voltare tutti verso la culla,dove Mac si sporse e prese in braccio il piccolo.
- Eccolo qui.Lui è Kay.-,ci presentò.
Un bambino bellissimo,di cui adoravo tanto gli occhietti rossi e vispi,come il papà.Severus lo prese in braccio e giocò con le manine paffute,che volevano tirargli i capelli e il naso.Era una scena molto commovente,tanto che non trattenni le lacrime.
- Scusate -,mormorai uscendo dalla stanza e rifugiandomi in giardino,poco distante dalla soglia d'entrata.
- Tutto bene? -,mi chiese Mac,raggiungendomi.
- Sì...grazie.E' tutto a posto...-,cercai di sorridere,asciugandomi le lacrime.
- In verità non credo sia tutto ok!Mi vuoi dire che cosa c'è? -
- C'è che...Severus è così dolce,con quel bambino.E io so che ne vorrebbe uno suo,ma...ma io non posso darglielo.E ne sono così dispiaciuta!Vorrei tanto avere un bambino da lui,ma ne ho già perso uno e i medici non possono fare nulla.-
- E la magia? -
- Neanche la magia può fare niente.A volte ci penso e non posso far altro che piangere.-
- Dev'essere una cosa terribile...-,sussurrò la Dama Verde.
- Terribile,già...-,rincarai io. - Beh,sarà meglio entrare! -,sorrisi.
Quando entrammo in salotto,i due uomini erano seduti a terra,mentre il bambino volteggiava sopra le loro teste,ridendo.
- E' bellissimo! -,rise Severus.
- E' fantastico! -,replicò Voldemort.
- E' tuo figlio! -,ribatté Mac,abbracciando suo marito e baciandolo con dolcissima passione.
Io mi sdraiai vicino a Severus,che mi girò un braccio attorno alla vita:
- Tutto bene? -,mi chiese all'orecchio.Io annuii,mentre dentro di me scoppiavo di dolore.
Restammo dai nostri amici per una settimana,la più bella vacanza della mia vita.Ogni giorno c'era qualcosa da fare,un posto da vedere,delle gite da intraprendere...E tutto era fatto in allegria,con tanto amore.Un'atmosfera che ormai non vivevo più da tanto tempo.Ancor'oggi mi manca tanto quel luogo,quel tempo.Invecchiando mi sono abituata a stare sola,ma quand'ero in compagnia dei miei amici e del mio Severus,tutto il resto spariva ed allora non conoscevamo più la noia,la rabbia,il rancore o la superbia.Eravamo amici,tutti e quattro,e nessuno avrebbe potuto dividerci.O così credevamo.


* * *


Tornare ad Hogwarts fu molto piacevole,riabbracciare tutti fu emozionante.Ma dopo qualche giorno,una notizia orribile giunse al castello,portata dal Ministro della Magia in persona:
- Albus...una cosa terribile!Gli ex-Mangiamorte di Voldemort si sono riuniti...stanno formando un esercito per combatterci! -
Eravamo tutti in presidenza,ad ascoltare quelle terribili parole.Io mi strinsi di più a Severus,mentre la McGrannit piangeva lacrime amare e Silente rifletteva ad occhi chiusi.
- Potter è stato smascherato e punito...che cosa vogliono? -
- E' la loro brama di potere...-,suggerì Severus,alzandosi e dirigendosi alla finestra.
- Brama di potere...cosa si può fare? -,chiese Caramell,lasciandosi sprofondare nella poltrona,davanti la cattedra.
- Combatterli! -,si girò Severus.
- Combatterli...NO!Non ti lascerò andare! -,urlai,abbracciandolo forte.Le mie lacrime correvano sul viso ed evaporavano sulla sua tunica nera.Mi tenne stretta,poi m'alzò la testa:
- Kristin,devo andarci.Dobbiamo andarci...Voldemort sarà con noi.Li sconfiggeremo,vedrai.-
- No,no...vi uccideranno!Loro vi conoscono,sanno già quello che farete!Scappiamo...scappiamo via,Severus,lontano da qui! -
- Kristin,non essere sciocca!E' il mio dovere,sconfiggerli.Ed ucciderli se sarà necessario! -,mi disse rudemente.
- Severus ha ragione.Caramell,avvisi al Ministero:domani parte la caccia ai Mangiamorte.-,sospirò Silente.
Caramell se ne andò.L'ufficio si svuotò di tutti;io e Severus andammo in camera nostra.
- Io non voglio che tu parta!Rischi troppo...non voglio! -,piansi di nuovo.
Lui rimase dov'era,immobile,guardandomi come se fossi patetica.
- Mi stai disprezzando? -,chiesi sottovoce,a testa china.
- No...solo non ti capisco -,rispose,scrutando delle ampolle sulla mensola.Sempre immobile dov'era.
Ero arrabbiata,ero addolorata,avevo paura.Tutto quello che riuscii a fare fu gettarmi su di lui,piangendo disperata,urlando e dandogli dei pugni sul petto.Volevo sfogarmi ed evitare che partisse.Ad un tratto,mi strinse forte le braccia:
- Sei impazzita?Che diavolo ti prende? -,urlò,spaventandomi con la sua voce,quasi stridula per lo sforzo.
Le mie lacrime si prosciugarono,mentre lo guardavo con occhi spalancati,terrorizzata.Mi strinse forte e mi baciò violentemente, spingendomi verso il letto.Una strana forma di passione prese il sopravvento,facendo in modo che ci spogliassimo entrambi velocemente,continuando a baciarci con foga,mentre le mani esploravano instancabili la nostra pelle.
Lui era sotto di me,mentre lo baciavo e lo carezzavo violenta,poi rotolammo e la situazione si capovolse.Mi allargò le gambe, facendomi gemere,e succhiò la carne in bella mostra;io affondavo le mani nei suoi capelli,estasiata,gemendo il suo nome che in quel momento mi sembrava la parola più dolce del mondo.Si spinse più in su,fintanto che l'asta di carne si trovò all'altezza della mia femminilità e prese ad ondeggiare avanti e indietro,leccando e suggendo i miei seni.Io mi dimenavo dal piacere che la sua bocca mi regalava,addentando la pelle sotto di lui,tenendomi stretta con le sue mani,quando inarcavo la schiena.Liberò il suo desiderio,abbandonandosi poi sopra di me,non ancora stanco.
Mi prese di peso e mi posizionò cavalcioni sopra di lui:
- Ti voglio Kristin...ti voglio tutta...ora -,disse affannosamente.
- Anch'io ti voglio...dentro di me...completamente! -,esclamai,affondando su di lui.
Fece una smorfia di fastidio,perchè forse ero stata troppo irruenta.
Mi alzavo e m'abbassavo,ritmicamente,con le sue mani sui fianchi,carezzandogli il petto,sospirando e gemendo.
Lui mi guardava coi suoi scuri occhi sgranati,con un sorriso dolcissimo disegnato in volto:i miei muscoli si contraevano spasmodici,finchè si rilassarono al culmine del piacere.Mi distesi su Severus e lo baciai,carezzandogli i capelli e la pelle del corpo.Eravamo velati di sudore,che suggevo dalla sua pelle e che lui toglieva dalla mia,mischiato agli umori dei nostri corpi.
Il sole stava tramontando,rosso appena sopra l'orizzonte.
- Severus,l'acqua è pronta...-,gli sussurrai all'orecchio,svegliandolo dolcemente.
- E' pronta?L'acqua...per cosa? -
- Il bagno,Severus.L'acqua della vasca è pronta per il bagno! -,risi argentinamente.
Mi voltai e lui balzò dal letto,abbracciandomi ridendo e prendendomi in braccio:
- Il bagno...arriviamo! -,rise più forte.
Mi depositò dolcemente sul fondo della vasca,immergendosi a sua volta.
- Sei sempre convinto a partire? -,chiesi,strofinandogli la schiena e bagnandogli i capelli con acqua tiepido-calda.
- Sì,ne sono convinto.-,rispose tranquillamente,appoggiandosi a me.
- Bene,allora.Spero tornerai presto...-,lo baciai alla tempia.
- Tornerò...vincitore! -,sorrise.
Si voltò completamente verso di me e mi baciò languidamente;facemmo l'amore ancora una volta,nell'acqua,immersi in un fluido paradiso.Le carezze erano delicate,la sensibilità accentuata.Fare l'amore,quella sera,fu la cosa più dolce del mondo. Purtroppo l'idillio non durò molto a lungo,perchè poco dopo un elfo venne ad avvisare Severus che ci sarebbe stata una riunione la sera stessa,riguardo la partenza dell'indomani.
Così,mentre Sev era da Silente assieme a Voldemort,Auror e Ministri vari,io mi ritrovai a sorseggiare dell'ottimo the con Mac:
- Sei preoccupata? -,mi chiese sorridendomi dolcemente.
- Beh,un po' sì...Un bel po',a dire il vero!Insomma,è pericoloso e non voglio che Severus ci vada!Rischia troppo...-
- E' vero,rischia tanto ed è pericoloso.Ma non è da solo e tuo marito è intelligente ed astuto.Se la caveranno,vedrai.-
- Tu sai cos'hanno in mente? -
Lei scosse la testa,centellinando la bevanda bollente.La McGrannit,ch'era stata da Silente,ci raggiunse:
- La riunione è terminata.Saranno qui tra poco.-,disse grave,prima di andarsene.
Io e Mac ci guardammo.I suoi occhi blu erano velati di tristezza,ma vi brillava una luce di speranza e questo mi confortava.
- Eccoci -,annunciò Voldemort,baciando sua moglie.
- Siamo pronti per lo scontro -,sorrise Severus,prima d'abbracciarmi e baciarmi con dolcezza.
- Allora,quando partirete? -,chiese la Dama Verde,scostandosi appena da Voldemort.
- Domattina presto,insieme a Silente,Caramell e al Ministro per la Difesa dei Babbani.Gli Auror ci raggiungeranno più tardi,in un vicolo vicino a Notturn Alley.-
- Notturn Alley? -,chiesi.
- Sì,il loro covo è lì.In una baracca al quarto vicolo est di Notturn Alley -,specificò Voldemort,voltandosi verso di me.
I suoi occhi rossi vibravano per la rabbia e forse un po' per il dolore.Probabilmente,se avesse sciolto i Mangiamorte dal loro vicolo d'appartenenza a lui non sarebbero tornati per reclamare potere sul Mondo Magico e sui babbani.Era inutile recriminare, comunque:il Signore Oscuro aveva promesso che li avrebbe uccisi tutti,uno ad uno.E Severus era con lui.
- E noi cosa faremo? -,chiese Mac.
- Voi rimarrete entrambe qui,ad Hogwarts.Le lezioni sono sospese,gli alunni saranno rimandati a casa:è un rischio che restino qui.E non dovrete uscire dal castello,intesi?Per nessun motivo,neanche per Diagon Alley od Hogsmeade.Nessun motivo! -,
replicò Lord Voldemort,scandendo bene le ultime parole.
Io e Mac annuimmo,anche se un po' contrariate:e se avessero avuto bisogno di noi?Come avremmo fatto per raggiungerli?
- Ce la caveremo...-,mormorò Severus,come se avesse letto nei nostri pensieri.
- Sarà meglio andare a dormire,domani dobbiamo alzarci molto presto.-,suggerì Voldemort.
- Sì,meglio andare -,rispose Severus,lasciandomi dalla sua stretta.
- Dove vai? -,chiesi,trattenendolo per un braccio.Mi guardò e sorrise:
- Io,Voldemort e gli altri dormiremo nei sotterranei...-,mi spiegò.
- Ma non è giusto! -,eslamai,contrariata.
Mi prese fra le sue braccia e mi baciò,prima con dolcezza,poi più passionalmente.
- Buonanotte,amore mio -,mi disse,prima di congedarsi dalla stanza.
- Buonanotte...-,sussurrai dopo che se n'era già andato.
- Forza,andiamo a dormire anche noi.Domani dovremo alzarci altrettanto presto! -,sorrise Mac.
- Sì,hai ragione.-,sorrisi incerta.
Arrivata in camera mi gettai sul letto,senza svestirmi.La luna splendeva argentea nel cielo e mi sembrava di vedervi riflessi gli occhi del mio amore più grande,quel mago che amavo fin quando ero bambina.Sorrisi,poi un sussurro:
- Ti amo.-


* * *


Quanti ricordi emozionanti,e anche spiacevoli.Non so perchè,ma l'atmosfera di Gioia e festa che c'è a Natale mi fa sempre tornare indietro,di tanti,tanti anni.Guardo ancora la tazza di Slytherin sopra il camino:i bordi sbeccati,coperta di polvere,il mio nome semicancellato dal tempo.Dentro,una rosa nera,secca,immersa in qualche goccia di un dolciastro profumo francese.
E pensare che ho sempre odiato i profumi dolci.No,non sempre:solo fin quando conobbi lui.Il suo profumo era dolce e francese.Già,ecco perchè l'avevo scelto per la mia rosa secca,per ricordarmi di lui.
Lady,la mia gattina,s'è appena svegliata ed ora mi guarda coi suoi occhi neri:vispi,sempre attenti,costantemente vigili.
Non come i miei,che ormai non sono più svegli e luccicanti,ma coperti d'un velo di tristezza e di dolore.Un dolore che mi ha perseguitata fin da ragazzina,quando morì Jefer.Altri lutti s'erano aggiunti al fardello,ma il più doloroso doveva ancora venire.
Lascio accesa una luce soffusa nella stanza,dove si proiettano anche le luci dall'esterno.Fuori,la neve scende fitta.
Mi fa ricordare la battaglia di neve con Sev e le mie amiche.Le mie adorabili,preziose,insostituibili amiche.Le mia amate amiche:neanche loro ci sono più,ormai.Jane è morta tanti anni fa,dopo aver dato alla luce il suo terzogenito,Patrick.Fran invece è venuta a mancare l'anno passato,per un brutto male.Alla fine aveva realizzato il suo desiderio più grande:trovare il grande amore.A dire la verità ne aveva trovati tre:è stata sposata per tre volte ed ha divorziato per tre volte.Ma non aveva mai perso il suo spirito battagliero ed aveva resistito anche ai primi stadi del tumore al cuore che l'ha colpita:"Ho amato troppo e il mio cuore s'è ammalato!",diceva sempre,sul letto d'ospedale.Ma quella testarda non ha mai voluto farsi curare,neanche dopo che i medici le avevano detto che aveva buone possibilità.E a Maggio è stata sepolta,vicino ai suoi tre mariti.
Un uomo,la morte.Tutto è precario e tutto ci sembra dovuto...
La mattina dopo,mi alzai molto presto:il sole non era ancora sorto del tutto.Mi vestii velocemente e scesi nell'atrio.
Tutto era buio e silenzio,solo dei passi remoti risuonavano sinistri.
- Kris?Già sveglia? -
- Mac?Sì,non riuscivo più a dormire.Tu? -
- Idem!Una tazza di caffè? -
- Sì,grazie.-,risposi,mentre una caffettiera si materializzava davanti a noi.
- Non riuscivate più a dormire,eh? -,s'avvicinò Minerva.
- No.E lei? -
- Oh,sono così preoccupata!Spero solo che vada tutto bene! -
Noi donne restammo a parlare per qualche ora,mentre il sole si levava alto nel cielo.Voldemort entrò prima degli altri.
- Buongiorno a tutte -,sorrise,avvicinandosi a Mac e baciandola sulla fronte,delicatamente.
- Buongiorno.Avete dormito? -
- E come?Voldemort russa! -,esclamò Severus,entrando nella stanza.Ridemmo tutti quanti,Voldemort per primo.
- Non è vero che russo!Tu piuttosto...dimmi,organizzi anche concerti? -,ribatté il Signore Oscuro.
- Per il mio padrone,questo ed altro! -,s'inchinò Sev,con espressione nobile.Altre risate riempirono l'aria.

- Scusate.-,c'interruppe Silente. - E' ora di andare.-,terminò.
Ci alzammo dai divani Luigi XV e li accompagnammo fino alla Foresta Proibita,dove si sarebbero smaterializzati. - Arrivederci,Kristin.Arrivederci,Mariacarla.-,salutò Silente,prima di svanire.
Voldemort e Mac si strinsero in un forte abbraccio e si baciarono dolcemente.Poi,il Signore Oscuro,prese in braccio suo figlio e lo tenne fra le braccia,senza staccargli gli occhi di dosso.
- Fai il bravo,piccolo Kay.Almeno finchè torno! -,sorrise.Gli occhi del bambino lampeggiarono,poi volò verso la mamma.
- Arrivederci,Kristin.Severus...-,lasciò sospesa la frase,prima di smaterializzarsi.
- Devo andare...-
- Severus...solo,ti amo -
- Ti amo anch'io,Kris.Ti amo tanto! -,mi baciò a lungo,fermando le mie lacrime con le dita pallide.
Un ultimo sguardo,poi seguì gli altri due maghi.Io e Mac c'incamminammo verso Hogwarts,col piccolo Kay fra le braccia.
I giorni seguenti non furono facili,per niente,ma almeno riuscivano a tenersi in contatto con noi.Silente aveva con sé la dolce Fanny,mediante la quale ci spedivano delle pergamene dettagliate sulle loro mosse e sui loro sentimenti per noi.
E così andammo avanti per qualche settimana.Durante quel periodo erano già riusciti ad eliminare i Mangiamorte meno pericolosi,ma adesso rimanevano il capo e i seguaci più fedeli.L'ultima lettera recitava così:
"Abbiamo scoperto che il capo di questa nuova organizzazione di Mangiamorte è Lucius Malfoy e i fedelissimi sono Rodolphus e Bellatrix...Il servitore più fedele:Antonin Dolohov!Sono riusciti a riunirli proprio tutti.Gli Auror hanno iniziato da poco il loro lavoro e Caramell ha già messo delle taglie sulle teste dei Nuovi Mangiamorte. Speriamo di tornare molto presto,forse fra qualche settimana.Con infinito amore,Severus e Voldemort."
Questa la loro ultima missiva,poi più nulla.Mac era tranquilla,o così sembrava,io invece avevo i nervi a fior di pelle.
Un pomeriggio di quel terribile autunno,iniziò a piovere.Una pioggia sottile,leggerissima,ma che non lasciava trasparire nulla del paesaggio.Io l'osservavo dalla finestra della mia camera:appoggiata al davanzale,scrutavo attentamente ogni movimento e auscultavo ogni rumore che proveniva da fuori.Ad un tratto,un'ombra uscente dalla Foresta Proibita attirò la mia attenzione.
- Severus...-,mormorai.
Uscii come una furia dalla mia stanza e corsi giù per le scale,rischiando di cadere più volte.Raggiunsi Mac,nella Sala:
- Mac...stanno tornando...-,gridai affannata.
La Dama Verde si unì a me nella corsa verso il giardino della scuola.Silente era in testa al gruppo dei maghi,seguito da Caramell e da alcuni Auror,lividi e con le vesti stracciate.
- Severus...dov'è Severus? -,urlai andando incontro al preside.
- Non è tornato con noi...-.Mi coprii la bocca,mentre le lacrime sgorgavano incessanti.
- Lui e Voldemort hanno preferito rimanere a Notturn Alley...per finire Malfoy.-
- Ma stanno bene? -,ripresi io,cercando di respirare normalmente.
- Sì,stanno bene...per adesso sono salvi.-
Rientrammo a scuola e i superstiti di questa battaglia infinita furono tutti portati in infermeria,sotto la cura di Madama Chips,che aiutavamo a turno.Qualche giorno dopo,arrivò una lettera,portata da Fanny,rimasta con Sev e Lord Voldemort:
"Siamo riusciti ad eliminare quasi tutti.Il nostro ultimo obbiettivo è Malfoy,dopodichè torneremo a casa.Per sempre."
Quelle parole mi fecero piangere dalla Gioia e dalla paura:per fortuna il loro lavoro era finito e sarebbero tornati per rimanere.
La settimana successiva,Silente e una nuova squadra di Auror tornarono a Notturn Alley,per gli scontri decisivi:Malfoy circolava a piede libero da molto tempo e durante quel periodo aveva sterminato famiglie intere di maghi e si stava dirigendo verso i babbani.
Severus e Voldemort,nel frattempo,erano riusciti ad entrare di nascosto nei suoi appartamenti,eliminando così Rodolphus e Bellatrix:era lì che adesso attendevano Lucius.Undici settimane di assenza,per uccidere i Nuovi Mangimorte e salvare il mondo intero:ormai non resistevo più,dovevo vederlo per accertarmi che stesse bene.Mac riusciva a stare calma e a confortarmi.
Il 14 dicembre nevicava.Quella mattina io,Mac e Minerva eravamo nella Sala Grande,con la Sprite e Madama Chips:la fenice di Silente,Fanny,ci portò una copia de "Il Gazzettino del Profeta",fresca di stampa.Nella prima pagina,un titolo sensazionale:
"La Magia Bianca salva il mondo:i Nuovi Mangiamorte sconfitti per sempre".
I nostri occhi si riempirono di lacrime,mentre sfogliavo veloce il giornale per leggere l'intero articolo:
"Dopo che Lord Voldemort ha castigato Potter e sciolto il suo voto di potere,mesi fa Lucius Malfoy aveva dato vita ad una nuova organizzazione di Mangiamorte,proclamandosene capo supremo.Lui e i suoi seguaci più fedeli,Rodolphus Lestrange e Bellatrix Black,iniziarono lunghe lotte contro i maghi più potenti e il Ministero stesso,per la brama di potere e il dominio del mondo.Fortunatamente,il piano di Malfoy Sr è stato sventato dai pronti interventi degli Auror e di alcuni maghi potenti,fra cui lo stesso Voldemort.All'alba di ieri,gli scontri finali:il Signore Oscuro ha liberato i suoi ex-servitori dal patto di Mangimorte e li ha polverizzati con il potente ed irreversibile 'Avada Kedavra'.Fonti sicure hanno però rivelato che alcuni Auror e maghi hanno perso la vita durante la battaglia conclusiva,proprio per mano di Lucius Malfoy.Altre notizie verranno divulgate dopo il racconto dei sopravvissuti".Sotto l'articolo,un'immagine scura e semirovinata mostrava un vicolo di Notturn Alley,in cui erano sdraiati corpi senza vita e volavano scintille dopo gli schianti degl'incantesimi maledetti.
Delle parole mi tornavano continuamente nella testa:"...maghi hanno perso la vita...".
Qualcuno era morto,quindi,e speravo e pregavo che non si trattasse del mio Severus,l'unico uomo che avessi mai amato.
Come una profezia,pregai invano.
Quella sera,io e Mac corremmo in giardino quando c'accorgemmo del ritorno di Silente e gli altri.
Corsi incontro al Preside:
- Albus...-,mormorai,sciogliendo le lacrime.Lui mi strinse forte le braccia.
- Mi dispiace...così tanto...-,riuscì a dire,mentre Mac e Voldemort mi raggiungevano.
Caddi in ginocchio,piangendo disperata,dondolandomi come una pazza,fintanto che stringevo un polso con le unghie...fiotti di sangue mi rigavano il braccio e cadevano sull'erba,mischiandosi alle lacrime.Mac s'accosciò accanto a me,stringendomi per le spalle,amorevolmente.Gli altri soccorrevano gli Auror rimasti,facendoli levitare fino all'infermeria.
Svenni,in giardino,dove mi trovavo ancora singhiozzante.Mi risvegliai il giorno dopo all'ospedale.
- Ciao Kris...-,mi salutò Voldemort,piano.
Piansi ancora,l'unica cosa che riuscivo a fare.Annuii.
- Devi essere forte,bambina.-,mi disse poi,come l'avrebbe detto il mio Severus.
Quelle parole mi rinfrancarono:
- Grazie -,risposi,asciugandomi le lacrime.
- Un'ultima cosa...Severus mi ha dato questa,per te.-
E prima d'andarsene,lasciò sulle coltri una rosa nera.Secca,ma dal colore ancora brillante.


* * *


Sto piangendo ancor'adesso,per quei momenti.Era così:Severus era morto per mano di Malfoy,poco prima d'essere ucciso egli stesso ed io ero di nuovo sola,senza un uomo da amare,l'unico uomo che avessi mai amato.Cosa potevo fare,ora?
Restare? Per soffrire?No,grazie.Decisi che sarei tornata a Londra,per rivedere le mie amiche e iniziare una nuova vita,ancora una volta.
Una settimana dopo uscii dall'ospedale o tornai ad Hogwarts per radunare le mie cose:quel pomeriggio,una breve cerimonia per mio marito e in seguito la mia partenza.
Il vento soffiava forte,mentre mi dirigevo con gli altri al 12 di Grimmauld Place,sede dell'Ordine della Fenice:un lungo applauso e dei pianti,poi ancora un applauso,mentre una statua a grandezza naturale del mio Sev veniva posizionata fra le altre sculture che rappresentavano altri eroi.Un breve discorso,poi ancora un applauso,altre lacrime.
Io non piansi.Dopo quel giorno all'ospedale non piansi più,per molti anni,fino ad oggi,che mi trovo a ricordare.
Alla stazione di Hogsmeade salutai tutti:il preside,che m'aveva accolto;la McGrannit,che avevo scoperto essere dolce e premurosa.La Sprite e la Bumb,il piccolo Vitious,il signor Gazza.Infine,Mac e Voldemort,col loro piccolo Kay.Hagrid,Fiorenzo e Conan,venuti apposta dalla Foresta Proibita.E,naturalmente,Milady e Lord,i miei due unicorni.
Ancora un saluto,poi mi ritrovai catapultata nella city,col suo caos e l'allegria di sempre.Ritrovai le mie amiche,ancora una volta contente di vedermi.Ormai Jane era sistemata e a Fran mancava poco.Ero tornata a Londra,decisa a lasciarmi tutto il dolore alle spalle,decisa a ricostruire la mia esistenza ch'era andata in frantumi...decisa a non innamorarmi più per non soffrire.
Fortuna mia,riuscii a mantenere i miei propositi:ritornai al laboratorio di ricerca dove lavoravo prima e mi trovai una nuova casa vicina al centro,vicina al traffico ed al rumore,che non mi facevano sentire sola.E così passai tanti anni,da sola,con le mie amiche...Già,loro erano rimaste,finchè avevano resistito.
Ed ora sto qui,a piangermi addosso,affogando nei ricordi della mia vita passata,ripercorrendo con la memoria un'intera esistenza,segnata da Gioie immense e da sofferenze abissali.
La mia Lady s'avvicina ai piedi e fa le fusa:
- E' ora di dormire -,le dico,con la mia stanca voce di quasi novantenne.
Mi alzo dal divano di pesante velluto a coste e dò un'occhiata in giro per la sala:sì,sarebbe stata perfetta per noi due.
Una lacrima nuova sgorga dai miei occhi neri,opachi.La mia tazza verde è una visione offuscata,ma una fotografia la vedo benissimo:in una cornice d'argento ormai scurito,l'immagine di due giovani sposi che si baciano felici mi strappa un sorriso. Il giorno del nostro matrimonio eravamo felicissimi e ci sembrava sarebbe durato per sempre.Ed invece...
Con una mano allontano quei pensieri e ricordi carichi di dolore e mi dirigo nella mia camera da letto,tanto stanca.
Una lacrima mi riga la guancia:calde gocce impregnate della mia memoria mi solcano il viso.
Sono lente ed inarrestabili,preziose ma leggerissime.Come i ricordi.
Un'ultimo sguardo alla finestra,stanotte m'addormenterò per sempre.
Intanto,fuori nevica.


FINE